ROMANZI DALL'ITALIA E DAL MONDO

Carla Tolomeo
Segno d'acqua

“Fu una cassetta in bois de rose di fattura ottocentesca a attirare la sua attenzione: aveva una sua dignità in mezzo al ciarpame. Riuscì ad aprirla perché la serratura in argento aveva perso il lucchetto e iniziò a rovistare tra le carte, documenti, fogli quasi illeggibili, corrispondenza, mentre le cresceva dentro la precisa sensazione che non era lì per caso e avrebbe trovato qualcosa.”

Una donna giovane e bella che si appassiona della lettura di Casanova e della sua vita, e si imbatte,
del tutto casualmente, in una lettera di Sofia, figlia naturale di quello straordinario personaggio. Su questa unica missiva costruisce una specie di teorema e si fissa un impegno: “deve esistere un intero epistolario e devo ritrovarlo”.
Così, alla ricerca degli antichi documenti, arriva fino in Paraguay, dove una cassa di manoscritti e suppellettili era tanto tempo prima giunta insieme alla sua proprietaria, una cantante lirica spinta in quei luoghi lontani da un nuovo amore. La vita ad Asunción è affascinante e l’impegno preso dalla ragazza di dipingere un grande affresco nella chiesa (motivo che ne giustifica la permanenza) la occupa molto insieme alle nuove conoscenze locali: tutto è così diverso da Milano o dalla laguna di Grado, colori, profumi, atmosfere. Quando arriva in quel mondo per qualche giorno un suo innamorato milanese, la ragazza ne sente tutta l’estraneità, la distanza e la sua partenza è per lei liberatoria.
Così le capiterà (per destino, per magia, chissà!) nella vecchia casa davanti alla quale ancora resiste una Isotta Fraschini bianca, un plico di lettere tra le mani, è l’epistolario tanto cercato.
Il romanzo riporta qualche frase, qualche stralcio delle lettere come se fosse la stessa protagonista a leggerle con occhio emozionato.
L’ultima parte del romanzo è denso di emozioni, tensioni erotiche, sogni, fantasie, reali problemi politici: un susseguirsi ininterrotto di fatti e pensieri che l’autrice sa ben gestire e che trattiene il lettore alla pagina con il fiato sospeso.

Segno d’acqua di Carla Tolomeo
231 pag., Euro 16,00 – Edizioni Marietti (Narrativa)
ISBN: 88-211-8228-2

Le prime righe

Parte prima

Attraversando via Cristóbal Colón era arrivata al porto e aveva cercato una barca per il fiume. Voleva allontanarsi da terra e ricordare gli eventi che, quasi inavvertitamente, l'avevano portata ad Asunción, in Paraguay, nell'estate del 1981. Parlare di destino le pareva esagerato, e inadeguato alla semplicità del suo stato in quel momento, su quella vecchia barca da pesca che si era già staccata dalla riva e muoveva verso il centro del fiume. Le sponde apparivano lontane ormai, e lontana l'allegra confusione del porto, adesso soltanto le canne si muovevano al loro passaggio, intorno silenzio, assenza, un mondo d'acqua. Arrivati al centro del fiume si erano fermati, forse per decidere la direzione; la barca non più sospinta dai remi, dondolava seguendo il flusso delle correnti, lontano, la linea dell'orizzonte si confondeva con l'immensità del fiume.
Non provava emozioni, non gioia, non dolore, si faceva cullare dal movimento impresso dalle onde alla barca. Nel suo campo visivo, alternativamente, apparivano ciclo e acqua, bianchi entrambi nella calura che rendeva l'aria immobile.

© 2004 Casa Editrice Marietti


L’autrice

Carla Tolomeo arriva al romanzo attraverso diverse esperienze. Nasce a Pinerolo e vive a Milano; si dedica ben presto alla pittura con ottimi risultati e meritano riconoscimento per le sue opere, la sua inquietudine d’artista la portò a sperimentare sempre nuove forme di espressione. Nel 1997 inizia costruire le Sedie-Scultura, che hanno immediato successo in tutto il mondo. Lavora per Hermès a Parigi, per Neimen Marcus a Dallas e New York, per Blumarine in Europa, America, Asia. Le Sedie sono esposte nelle più importanti gallerie d’arte e nei musei. Non tralascia però i suoi studi letterati, approfondisce il Settecento e Giacomo Casanova in particolare. Da qualche anno si dedica alla scrittura cercando nella parola un ulteriore mezzo di espressione e comunicazione.


Di Grazia Casagrande


3 settembre 2004