MUSICA, CINEMA, SPORT

Guillaume Prébois
Il mio Danubio
In bicicletta lungo il fiume d’Europa

“Tanto, la bici va da sola, registra la vita come un sismografo. Incontri di scacchisti e contadini, ragazze e pescatori, grilli e stelle filanti, zanzare e malinconie, pellicani e paludi, vento forte e cieli bassi, pesanti, quasi scozzesi. Fango e paglia, cavalli e cani nella sera. La bicicletta in solitario, strumento di conoscenza alternativo in un mondo governato da una fretta insensata.”

La frase di Paolo Rumiz posta qui sopra spiega meglio di qualsiasi analisi teorica la filosofia del viaggio in bicicletta: conoscere ciò che abitualmente sfugge all’occhio distratto di chi è travolto dalla rapidità del viaggio; avere ore in cui, soli con se stessi, veramente immersi nei luoghi che si attraversano, si possono fare i conti con la propria anima, la propria resistenza e adattabilità, si è sempre “a metà tra l’avventura e il pellegrinaggio”.
Il Danubio, il “Fiume d’Europa”, la grande strada blu, impone i suoi ritmi e offre a chi ne segue il percorso tutta la storia della grande civiltà mitteleuropea che sulle sue rive si è affermata. Lingue e musiche diverse sono la colonna sonora di questo tragitto che, dalle sorgenti del fiume nel sud della Foresta Nera fino al Mar Nero attraverso 2850 chilometri e un labirinto di confini, il giornalista Guillaume Prébois compie in solitaria: “una favola scritta da una penna intrisa nel calamaio del nomade, un romanzo imbevuto di sudore, ogni paragrafo una ventata di buonumore”.
Libro di viaggio, ma anche reportage giornalistico, saggio antropologico e sociologico, il tutto con una scrittura lieve e incantata, un piacere della narrazione e un’acutezza nell’osservazione che rendono piacevolissima la lettura anche a chi non condivida la passione per la bicicletta.

Il mio Danubio. In bicicletta lungo il fiume d’Europa di Guillaume Prébois
Prefazione di Paolo Rumiz
Traduzione di Lorenza Stroppa
200 pag., Euro 13,00 - Edizioni Ediciclo (Altre terre n. 3)
ISBN: 88-88829-05-9

L’incipit

Alla sorgente del sogno

Vienna. Gennaio 2003. Questo incontro cambierà la mia vita. Ma non lo so ancora. Una neve farinosa e fine scricchiola sotto i miei passi prudenti. Il mio respiro regolare trasforma gli aliti di aria gelata in effimere e volatili nuvolette di vapore.
Atmosfera ovattata. I rami nudi degli alberi del Prater sono piegati, appesantiti da una coltre lanuginosa e immacolata che ne esalta l'armonia astratta e confusa.
Accelero per lottare contro il freddo che penetra in tutte le parti del mio corpo e affondo il mento nella sciarpa di lana blu malamente annodata attorno al collo, alla ricerca di un'illusoria sensazione di calore. La mia mano sinistra, infilata nella tasca doppia del mantello, gioca con un piccolo portachiavi in metallo, anch'esso ghiacciato. La destra, incredibilmente violacea in alcuni punti, al limite della paralisi, sfida eroicamente la temperatura implacabile di questo inverno continentale. Le dita intorpidite e insensibili stringono il libro che sto leggendo a voce alta attraversando i sentieri deserti e silenziosi dell'immenso parco, dove solo alcuni podisti hanno osato sfidare la ragione, che raccomandava, in un giorno simile, un tè bollente da sorseggiare davanti al caminetto.

© 2004 Ediciclo Editore


L’autore

Guillaume Prébois è nato a Parigi il 27 marzo 1972. Ex ciclista, laureato in finanza a Parigi, ha presto imboccato la strada del giornalismo. Oggi collabora con numerose televisioni europee e quotidiani internazionali. Da qualche anno vive tra Parigi e Milano.


Di Grazia Casagrande


29 luglio 2004