MUSICA, CINEMA, SPORT

Gaia Piccardi
Olimpia

“Al progressivo incremento delle donne che praticano sport hanno certamente contribuito il cambiare dei tempi, l’emancipazione femminile, un benessere più diffuso e una maggiore autonomia ed indipendenza economica.”

Come conciliano sport e famiglia le donne? Come riescono a far quadrare i tempi lunghi, importanti dell’allenamento con quelli della vita privata? Può sembrare che per loro sia tutto più difficile, più impegnativo, più stressante. E forse in alcuni casi è così, ma il nuovo ritmo dell’esistenza femminile meglio si concilia con l’attività sportiva rispetto al passato e così vediamo sempre più ragazze dedicarsi alle attività che preferiscono senza per questo rinunciare alla propria personalità. Ci sono mamme in gara per vincere medaglie olimpiche, giovanissime che guadagnano quanto e più dei propri coetanei maschi grazie ai successi in discipline “ricche” come il tennis, donne bellissime contese dai giornali di moda che si concedono il lusso di farsi fotografare e giocare alle modelle prima di entrare in pista per correre o saltare o giocare una partita. Alcune accettano, altre se ne compiacciono ma dicono di no: tutto è possibile e questo è il bello. Attraverso una panoramica delle atlete che in questi decenni (si parla anche di nonne) sono state protagoniste dello sport mondiale vediamo la rivoluzione femminile che lentamente lo ha cambiato, rendendolo ancora più vario, interessante, vivo. E vista l’imminenza dei Giochi olimpici 2004, vediamo con Gaia Piccardi qualche dato significativo che dimostra che davvero questa rivoluzione c’è stata. I giochi olimpici di Parigi del 1900 hanno per la prima volta visto la presenza femminile, con una ventina di atlete in rappresentanza di cinque paesi: Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Svizzera e Boemia. Nel 1920 le donne erano già 77; 518 nel 1952; 1.058 nel 1972 e 4.069 nel 2000 a Sydney. “Ne avete fatta di strada, ragazze”.

Olimpia di Gaia Piccardi
183 pag., Euro 13,00 – Gallucci Editore (Stadium n. 4)
ISBN: 88-88716-19-X

L’incipit

OLIMPIA

1
MAMME

Tim junior, il pupo più veloce del globo, era al mondo da pochi minuti. Benedetto dal destino, arrivato da un altro piano e da un altro spazio per infrangere ogni record di velocità e, chissà, forse dimostrare ai Giochi del 2024 che i 7 secondi e 78 centesimi che suo padre impiegò per coprire 100 metri il 14 settembre 2002 erano roba da paleolitico dello sport.
Ospedale di Raleigh, Carolina. Le speranze, come il sole, nascono ad Est, spesso non lontano dal mare. In quel letto del reparto maternità, con diciotto giorni di anticipo sulla data prevista, era sbarcato un recordman predestinato dell'atletica, il primo figlio di Tim Montgomery e Marion Jones, l'uomo e la donna più rapidi del pianeta Terra.
Aveva fretta di nascere, il piccolo Tim. Non ne poteva più di stare là dentro, nella pancia della mamma-jet, accarezzato e amato, certo, ma vuoi mettere la gioia di rubare il tempo ai tuoi genitori e cacciare il primo urlo a sorpresa, quando nessuno ancora t'aspetta?

© 2004 Gallucci Editore


L’autrice

Gaia Piccardi, milanese, 35 anni, una laurea in giurisprudenza, lavora come giornalista per il Corriere della sera, occupandosi di sport e dintorni.


Di Giulia Mozzato


29 luglio 2004