A TUTTO GIALLO

Antonio Zamberletti
I morti non pagano

“È doloroso svegliarsi al mattino e scoprire che si darebbe via tutto quello che si possiede pur di tornare indietro, anche solo per pochi attimi, per una manciata di minuti, nel buio della notte, in compagnia dei soldi e dei ricordi.”

L’opera prima di un autore che per professione si occupa di lotta al crimine: ex poliziotto ora offre consulenze ad aziende e a privati sulle varie problematiche inerenti la sicurezza.
Protagonista del romanzo è un investigatore privato, un ex poliziotto anche lui come l’autore: si chiama Vincenzo Torres e non vorrebbe cacciarsi in guai troppo pericolosi. Ad esempio preferirebbe evitare i Cardone, famiglia che poteva essere giudicata dominante nel mondo della criminalità organizzata, e continuare ad occuparsi di sprovveduti adulteri colti in flagranza di reato. Ma il suo biglietto da visita viene trovato dalla polizia stretto nella mano di un cadavere e il morto è sicuramente un nemico dei temibilissimi Cardone. Anche le indagini per adulterio si rivelano ben presto poco tranquille dato che una cliente viene uccisa proprio sotto gli occhi sconcertati del detective.
Il romanzo è ricco di azione, le storie si intrecciano guidate da una logica pressante, i personaggi sono tutti credibili e ben delineati: davvero un’opera prima che indica maestria e buona padronanza degli strumenti narrativi del romanzo poliziesco.

I morti non pagano di Antonio Zamberletti
272 pag., Euro 14,50 - Todaro Editore (Impronte n. 13)
ISBN: 88-86981-53-8

L’incipit

1

Il primo giorno di novembre fu freddo e piovoso. Un'acquerugiola fine, quasi impalpabile, mossa da raffiche di vento, dava un'aria tetra alla città. I fari delle auto, accesi anche di giorno, coloravano di riflessi liquidi l'asfalto bagnato.
Quella stessa sera Carlo Ghezzi lasciò gli arresti domiciliari dopo che una pattuglia del 112 era passata a controllare che fosse in casa. I carabinieri gli fecero firmare il foglio di controllo alle otto meno dieci e, poco dopo le nove, Ghezzi uscì dal suo palazzo in fondo a Via Padova con in tasca il portafogli e una Beretta da 9 millimetri. Andò con la macchina fino alla fermata della metropolitana di Piazzale Udine, diventando una delle molte ombre sfuggite alla legge e diventate fantasmi.
Il giorno dopo, un mercoledì, assieme a un complice, Ghezzi fece irruzione in una bisca clandestina di Via delle Forze Armate. Nella bisca confluivano gli incassi del lotto nero, una delle molte attività illegali della famiglia Cardone, una delle principali cosche mafiose di Milano.
Il complice di Ghezzi si chiamava Enrico Vasconi, ma questo lo seppi dopo, per conto mio.
Una pattuglia di vigili urbani lo aveva trovato la mattina dopo, steso su una panchina fuori dalla fermata della metropolitana di Via Uruguay, con due colpi di grosso calibro che gli avevano perforato il torace.
Nel pomeriggio smise di piovere. Un vento fresco e teso si fece strada tra le nuvole, liberando sprazzi di ciclo sereno. Lessi della rapina sul Corriere, il venerdì mattina. I commenti del magistrato che seguiva il caso erano asettici, prefabbricati.

© 2004 Todaro Editore


L’autore

Antonio Zamberletti è nato nel 1963. Ex agente della Polizia di Stato, esperto in problematiche inerenti la sicurezza aziendale e personale, svolge attività di consulenza per privati e società del settore. I morti non pagano è il suo primo romanzo.


Di Grazia Casagrande


29 luglio 2004