A TUTTO GIALLO

Piergiorgio Di Cara
L'anima in spalla

“Non so perché, ma mi tornarono in mente le parole del Vescovo durante l’omelia per il funerale del Giudice e dei ragazzi della scorta. Mi sembrarono del tutto assurde allora e, salvo il dovuto rispetto a sua eminenza, anche un poco ipocrite, insulse, fuori luogo. Solo tre mesi prima avevano fatto saltare in aria l’altro giudice. Insieme erano come il direttore d’orchestra e il primo violino. Lavoravano in simbiosi, Come è possibile che nessuno abbia pensato a tutelare la vita dell’altro dopo che avevano ucciso il primo, cazzo? Tutta la città diceva: è un morto che cammina. Che era solo questione di tempo e avrebbero chiuso i conti pure con lui. Eppure nessuno ha fatto niente. Nessuno.”

Piergiorgio Di Cara si cimenta in un romanzo giallo che unisce tematiche tratte dalla più crudele e terribile cronaca quotidiana con la fantasia e la creatività concessa a ogni scrittore. Tema centrale del libro è la mafia, la lotta continua tra questa e lo Stato, le giornate spese dall’ispettore della Mobile Salvo Riccobono per cercare di ricostruire fatti, di risalire a persone, momenti, situazioni che possano incriminare finalmente gli autori di delitti efferati e stragi così cruente da non potersi neppure raccontare ma da doversi purtroppo ricordare, inesorabilmente, per tutta la vita. Immagini scolpite della memoria di Salvo Riccobono, testimone in prima persona di una di queste carneficine di mafia. Non potrebbe essere più “vero” questo racconto, più credibile di così. Perché Piergiorgio Di Cara è Commissario Capo della Polizia di Stato e attualmente dirige la Sezione di Siderno del Reparto Protezione Crimine, ma ha anche prestato servizio nella Sezione Antimafia della Questura di Palermo per alcuni anni. Lui c’era e c’è, conosce i fatti, i luoghi, le persone. Racconta la verità anche se inventa storie, è consapevole di come vivono i suoi colleghi ogni giorno, in attesa degli eventi, sa come vengono archiviati i dati, fatte le ricerche, le intercettazioni, i pedinamenti. Sa anche come la pazienza, la tenacia, la costanza siano alla base di ogni indagine di successo, quando si tratta di delinquenti abituali, esperti, pericolosi come i mafiosi che lui deve scoprire. Un romanzo che è un atto di dolore per la morte di Falcone e Borsellino che, seppure non dichiaratamente, sono presenti come ombre dietro i protagonisti di questi drammi.

L'anima in spalla di Piergiorgio Di Cara
246 pag., Euro 14,50 – Edizioni E/O (Noir mediterraneo)
ISBN: 88-7641-601-3

L’incipit

Prologo

Stavo ascoltando The Wall, in cuffia.
C'era caldo. Un caldo afoso, profondo, africano.
Una giornata di scirocco.
La strada sotto casa era assediata dal sole e dal vento caldo. Un soffio rovente che scivolava lungo l'asfalto liquefacendolo.
Avevo le serrande abbassate. E stiletti di luce si proiettavano nella stanza.
Ombra; luce; ombra; luce.
A intervalli.
A casa non c'era nessuno, solo io.
Papa e mamma erano al mare, al villino. Mio fratello non c'era, ora non ricordo dove fosse, non credo con i miei. Forse era in campeggio, con gli amici. O chissà dove.
Ero in mutande.
Da solo.
Sul divano del salotto.
Le serrande abbassate e The Wall in cuffia.
Appoggiata sul tavolino del telefono, una birra. Non ricordo che birra, non che abbia molta importanza. Era una birra, in bottiglia, questo lo ricordo. Era ben fresca, l'avevo appena presa dal frigo.
Ascoltavo The Wall.
E questo è un ricordo ben vivido. È quasi una cicatrice che mi si è impressa nella memoria. Certo che è strana la memoria, ricordi certe cose e non altre. Chissà perché.

© 2004 Edizioni E/O


L’autore

Piergiorgio Di Cara è nato a Palermo nel 1967. È Commissario Capo della Polizia di Stato e attualmente dirige la Sezione di Siderno del Reparto Prevenzione Crimine. Ha pubblicato un libro di racconti Cammina stronzo e il romanzo Isola nera.


Di Giulia Mozzato


29 luglio 2004