A TUTTO GIALLO

J.B. Livingstone
Indagine in casa editrice

“Suo unico obiettivo? Il potere. Il mezzo per ottenerlo? Il denaro. Il resto, se posso dirlo, non contava. Si divertiva senza dubbio a provocare, a creare scandali, a inventare degli autori. Lui, il manager, amava sedurre i circoli intellettuali pubblicando opere incomprensibili di cui i critici autorizzati vantavano il genio. Naturalmente Newfield li comprava. Sordido, a tuo avviso? Sono i costumi letterari attuali.”

Lasciatemi il piacere di parlare di un giallo ambientato in una casa editrice. È una storia che parla dei luoghi in cui lavorano tutti coloro che si occupano di libri per pubblicarli e dunque nasconde per me un doppio divertimento. Ma una domanda sorge spontanea: per l’autore si è trattato in qualche modo di una vendetta contro qualcuno che non amava troppo? O è un modo per parlare di una realtà che conosce molto bene? Qualunque sia stata la volontà iniziale che ha spinto J. B. Livingstone (pseudonimo di quale famoso scrittore? non s’ha da sapere) a scrivere questa storia, il risultato è particolarmente intrigante per chi lavora nel mondo dei libri, ma credo che in fondo lo sia altrettanto per chi svolge tutt’altra professione. La casa editrice della vittima, Antony Newfield, una “sorta di progressista” che non “esitava a manifestare il suo odio nei confronti delle upper class” si trova in un meraviglioso palazzo a South Kensington. A scoprirne il cadavere è stato l’autista cinese della sua Rolls-Royce granata, un certo Peng. E, colmo dei colmi, a confessare l’omicidio sin dal primo momento sono sei persone, i sei membri del comitato di lettura della casa editrice, i “fiori all’occhiello della letteratura inglese”. Che le indagini di Scotland Yard e dell’ispettore Higgins non siano semplici, considerato anche il livello degli indagati, si comprende subito.
Newfield si rivela ben presto un “coccodrillo che non sopportava nessun concorrente nei paraggi e aveva già assorbito diverse case editrici, continuando a espandersi”. Una personcina dal carattere assai duro che raccoglieva nemici come il grano maturo. Insomma, le indagini devono pescare nel torbido del mondo del libro e rispondere a questa domanda: “uno scrittore che raggiunge la notorietà uccidendo il proprio editore: è credibile una simile eventualità?”, domanda alla quale l’editore italiano si sente in dovere di aggiungere una nota: “lasciamo all’autore la responsabilità di una tale eventualità, sperando che non susciti vocazioni”.

Indagine in casa editrice di J.B. Livingstone
Titolo originale: Meurtre chez un Éditeur
Traduzione di Maddalena Togliani
203 pag., Euro 7,80 – Edizioni TEA (Teadue n. 1186)
ISBN: 88-502-0660-7

L’incipit

I

Fedele al rituale che rispettava ogni venerdì sera, Peng, l'autista cinese del celebre editore Antony Newfield, parcheggiò la fiammante Rolls-Royce granata davanti all'androne del palazzo privato di South Kensington. Newfield, provocatore e amante degli scandali, aveva scelto un lusso sfrenato. Se i suoi numerosi uffici erano sparsi in giro per Londra, la sede sociale era annoverata tra gli indirizzi più esclusivi della capitale. A due passi dal Naturai History Museum, dal Geological Mu-seum e dal Victoria and Albert Museum, era un edificio maestoso di bella pietra bianca che esibiva con superbia la facciata di colonne vittoriane con davanti un giardino privato. Non aveva pressoché nulla da invidiare a Kensington Palace, opera dell'architetto Christopher Wren e residenza della principessa Margaret. L'editore aveva del resto seminato un certo scompiglio nell'alta società dichiarando che avrebbe di lì a poco acquistato quella proprietà della Corona.

© 2004 Edizioni Corbaccio


L’autore

J.B. Livingstone è lo pseudonimo con il quale un famoso scrittore ha firmato una della serie di gialli più seguite dai lettori francesi. Tra i titoli più recenti apparsi in Francia: Meurtre à l’indienne, Crimes souterrains e L’affaire Julius Fogg.


Di Giulia Mozzato


29 luglio 2004