A TUTTO GIALLO

Jeffery Deaver
Il giardino delle belve

“Mentre si avvicinava al capanno, notò che non aveva finestre. Non aveva una porta posteriore; la fuga dopo lo sparo sarebbe stata molto difficile; sarebbe stato costretto a uscire allo scoperto e a passare davanti allo stadio. Tuttavia aveva il sospetto che l’acustica avrebbe reso molto difficile individuare il punto da cui era stato esploso il colpo.”

Eccoci di fronte a un best seller. Deaver è un autore che entra in classifica con ogni romanzo che pubblichi: e in genere c’è un perché! Così anche quando, come in questo caso, si sperimenta su un territorio per lui nuovo, quello del romanzo storico, riesce sempre a creare una tale suspence, una concatenazione mozzafiato di eventi che non può non incantare i lettori.
Siamo nel 1936 a New York, Hitler e il nazismo iniziano a farsi davvero pericolosi in tutta Europa e non solo. Paul Schumann, un killer di origine tedesca al soldo di Lucky Luciano è contattato dalle autorità americane perché compia un ultimo omicidio, questa volta su commissione dello Stato: a morire è stato destinato dalle autorità governative il braccio destro del Führer, Reinhard Ernst, responsabile della corsa agli armamenti tedesca. Così Paul si imbarca sotto la falsa identità di un cronista sportivo inviato in Germania a seguire le Olimpiadi (l’evento che ai primi di agosto incollerà ai televisori milioni di spettatori nel mondo ha in qualche modo ispirato molti romanzi di questo periodo).
Già sulla nave che lo porterà in Europa è costretto ad uccidere un uomo, e questo sarà solo il primo di una lunga serie di agguati da cui saprà salvarsi in modo rocambolesco. Giunto a destinazione Schumann ha solo 48 ore di tempo per portare a termine il suo compito: 48 frenetiche ore in cui dovrà anche contrastare Willy Khol, il detective della polizia tedesca che cerca in ogni modo di porre fine alla catena di delitti che stanno insanguinando Berlino ed eliminare quello che è giudicato un pericolo mortale per l’intera umanità.

Il giardino delle belve di Jeffery Deaver
Titolo originale: Garden of Beats – A Novel of Berlin 1936
Traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni
485 pag., Euro 19,00 – Sonzogno Editore (Romanzi)
ISBN: 88-454-1155-9

L’incipit

1

Non appena entrò nell'appartamento poco illuminato, capì di essere un uomo morto.
Si asciugò le mani madide di sudore, si guardò attorno, la casa era silenziosa come un obitorio e gli unici deboli suoni erano quelli del traffico notturno di Hell's Kitchen e della veneziana sudicia che veniva sospinta verso la finestra dal fiato caldo del ventilatore Monkey Ward.
In quella scena non quadrava niente.
Tutto sbagliato...
Malone avrebbe dovuto essere lì, sbronzo fradicio, a dormire per smaltire la sbornia. Ma non c'era. Non c'era nemmeno l'ombra di una bottiglia, nemmeno l'odore del bourbon, l'unico liquore che beveva quel delinquente. E sembrava che non fosse stato lì da un bel pezzo. La copia del Sun di New York abbandonata sul tavolo era vecchia di due giorni. Accanto al giornale c'erano un portacenere freddo e un bicchiere con un alone bluastro di latte secco su un lato.
Accese le luci.
Be', comunque c'era una porta laterale, come aveva notato il giorno prima dal corridoio mentre ispezionava il posto. Ma era sbarrata. E la finestra che conduceva alla scala antincendio? Dio, era stata sigillata con ogni cura con della rete metallica che non era riuscito a scorgere dal vicolo. Certo, l'altra finestra era aperta ma era anche a più di dieci metri dal marciapiede.
Nessuna via d'uscita...
E dov'era Malone? si chiese Paul Schumann.
Malone era in fuga, Malone si stava facendo una birra nel Jersey, Malone era una statua con un basamento di cemento sotto un molo di Red Hook.

© 2004 RCS Libri


L’autore

Jeffery Deaver ex avvocato e ormai scrittore a tempo pieno, più volte finalista all'Edgar Award, vincitore di due Ellery Queen Readers Award è considerato il degno erede di Thomas Harris. Di Deaver si ricordano: Il silenzio dei rapiti, Il collezionista di ossa, da cui è stato tratto l'omonimo film interpretato da Denzel Washington, Lo scheletro che balla, La lacrima del diavolo e Pietà per gli insonni.


Di Grazia Casagrande


29 luglio 2004