A TUTTO GIALLO

Richard K. Morgan
Bay City

“Lei è un uomo fortunato, Kovacs. E come no. Lontano centottanta anni luce da casa, nel corpo di un altro, in connessione d’uso per sei settimane. Spedito lì per eseguire un lavoro che la polizia locale non avrebbe toccato con un manganello antisommossa. Se sbagli, ti immagazzinano di nuovo. Uscendo, mi sentivo tanto fortunato che avrei voluto mettermi a cantare a squarciagola.”

Le edizioni Nord stanno attuando una politica di rinnovamento interessante, pur nella generale linea legata al tradizionale catalogo che i lettori più affezionati conoscono molto bene, pubblicando autori e titoli che mescolano più generi letterari, sempre partendo dalla fantascienza e dal fantasy.
Bay City è un ottimo esperimento in questa direzione: un romanzo che intreccia generi e crea nuove strade e che il New York Times ha inserito nella lista dei migliori libri del 2003. Solidamente ancorato alla detective story (non a caso si possono citare Dashiell Hammett e Raymond Chandler) riesce a creare un ponte proiettato verso la fantascienza di Philip K. Dick (cui lo stesso autore dichiara di dovere molto), in particolare del suo Ma gli androidi sognano pecore elettriche?, il romanzo celeberrimo che ha ispirato l’altrettanto famoso film Blade runner di Ridley Scott.
La Bay City del titolo è una metropoli immorale e decadente che in molto ricorda proprio quella grigia e fumosa del film di Scott, in cui riescono a muoversi bene solo spacciatori di droghe sintetiche e politici corrotti. Un contesto in cui svolgere un’indagine di omicidio può rivelarsi impresa impossibile. Takeshi Kovacs, ex soldato con un passato complesso, si trova suo malgrado nei panni di un altro (nella “custodia” di un altro, più esattamente), l’uomo che deve svolgere questa indagine. La sua coscienza è stata trasferita in questo nuovo corpo e lui deve portare a termine l’ingrato compito. La scrittura è quella della detective story o della spy story tradizionali, ironica, talvolta sopra le righe, piena di colpi di scena, ma le ambientazioni e le tematiche guardano maggiormente alla fantascienza, con idee originali che sarebbe davvero un delitto anticiparvi.

Bay City di Richard K. Morgan
Titolo originale: Altered Carbon
Traduzione di Vittorio Curtoni
509 pag., Euro 17,50 – Editrice Nord (Narrativa Nord n. 189)
ISBN: 88-429-1287-5

L’incipit

Prologo

Due ore prima dell'alba, seduto in cucina, fumavo una delle sigarette di Sarah. Ascoltavo il vortice e aspettavo. Millsport era andata a letto da un pezzo, ma nella Distesa le correnti ruotavano ancora sui bassifondi; il suono giungeva a riva e si aggirava per la città. Una nebbiolina si alzava dai mulinelli d'acqua, cadeva sulla città come teli di mussola e appannava le finestre della cucina.
Colmo di lucidità chimica, per la quinta volta quella notte feci l'inventario delle armi sull'acciaccato tavolo in legno. La Heckler & Koch a schegge di Sarah scintillava appena nella luce bassa. Il calcio aperto attendeva il caricatore. Una pistola da assassini, compatta e silenziosa. Accanto c'erano i caricatori. Sarah aveva usato del nastro isolante per distinguere le munizioni: verde per il sonno, nero per il veleno di ragno. Quasi tutti i caricatori sfoggiavano il nero. La notte prima, aveva usato il verde in abbondanza sulle guardie della sicurezza della Gemini Biosys.
I miei contributi erano meno raffinati. La grande Smith & Wesson argentata e le ultime quattro granate allucinogene. La sottile linea cremisi attorno a ognuna sembrava emettere piccole scintille, come stesse per staccarsi dal rivestimento metallico e salire a unirsi alle volute di fumo della sigaretta. Slittamenti e spostamenti di significanti alterati, effetti collaterali della tetrametanfetamina che avevo assunto quel pomeriggio al pontile. Di solito non fumo, ma chissà perché la tetra scatena sempre quel bisogno.
Lo sentii nel ruggito distante del vortice: il rapido frullare delle pale di un rotore nel tessuto della notte.
Spensi la sigaretta, vagamente distaccato da me stesso, e andai in camera da letto. Sarah dormiva, grumo di sinusoidi di bassa frequenza sotto il lenzuolo. Un pugno di capelli corvini le copriva il viso e una mano dalle lunghe dita pendeva dall'orlo del letto. Mentre la guardavo, la notte si frantumò.

© 2004 Editrice Nord S.r.l.


L’autore

Richard K. Morgan è nato a Londra, ma si è trasferito quasi subito a Norwick, dove ha vissuto fino all’età di vent’anni. Dopo numerosi racconti e un paio di romanzi respinti dagli editori, Morgan è riuscito a imporsi come scrittore di successo con Bay City. Ha ottenuto un considerevole successo anche in America tanto da suscitare l’entusiasmo di Joel Silver, produttore di Matrix, che ne ha acquistato i diritti cinematografici.


Di Giulia Mozzato


29 luglio 2004