A TUTTO GIALLO

Leif GW. Persson
Tra la nostalgia dell'estate e il gelo dell'inverno

“Suicidio, pensò l’ispettore. E non ho alcuna intenzione di far diventare questa faccenda un romanzo di spionaggio.”

Un cane viene ucciso da una scarpa che cade violentemente dall’alto. E la scarpa è solo una parte di ciò che precipita dal cielo, cioè il suo proprietario, il giornalista John Krassner, che si schianta al suolo precipitando dal quindicesimo piano della Casa dello studente Nyponet di Stoccolma. Un suicidio? Lars M. Johansoon, investigatore della polizia criminale, non ci crede e decide di indagare nella vita del morto, da cui emerge il manoscritto di un romanzo pieno di retroscena e incentrato su una spia che andò a Est. Come si può immaginare da questa premessa, saranno i servizi di spionaggio internazionali a muovere i pezzi di questa partita a scacchi in cui gli equilibri politici dell’Europa intera sono messi in gioco. Una partita a cui Johansoon decide coraggiosamente di partecipare, pur sapendo che il rischio personale è fortissimo. Un romanzo perfetto per gli appassionati di detective story con un debole per le avventure complesse e intricate e che amano portare con sé in vacanza un libro “che dura”: sono 587 pagine dense di colpi di scena.

Tra la nostalgia dell'estate e il gelo dell'inverno di Leif GW. Persson
Titolo originale: Mellan sommarens längtom och vinters köld
Traduzione di Giorgio Puleo
587 pag., Euro 18,00 - Editore Marsilio (Farfalle)
ISBN: 88-317-8185-5

L’incipit

1.
In caduta libera come in un sogno

Stoccolma, novembre

Era stato Kalle, di tredici anni, a salvare la vita di Vindeln che di anni ne aveva cinquantacinque. O almeno, era stato così che Vindeln aveva descritto gli avvenimenti nel corso dell'interrogatorio preliminare.
«Se Kalle non avesse alzato lo sguardo e non mi avesse tirato via, quella diavoleria mi sarebbe piombata in testa e io non sarei qui a raccontarvelo.»
Per tre diversi motivi, la storia che Vindeln aveva raccontato era a dir poco strana.
Il primo motivo era che tutti erano convinti che Kalle fosse completamente sordo. Vindeln stesso era sicuro che le uniche cose che riusciva ormai a capire fossero gli sguardi, O linguaggio dei sordomuti e le carezze sul corpo. In realtà, Vindeln gli parlava sempre più spesso, perché era così che si doveva fare quando uno diventa vecchio e maldestro e, in ogni caso, era sempre stato gentile con lui. Ci sarebbe mancato altro.
Il secondo motivo era legato a uno dei concetti della fisica empirica applicata, accettato da tempi immemori nei paesi occidentali, che specifica che un corpo in caduta libera è preceduto dal suono creato dal corpo stesso per via della frizione che provoca attraversando l'atmosfera circostante.
Il terzo motivo, e anche il più sorprendente, era che, se a dispetto di tutto Kalle aveva veramente udito qualcosa, intuito il pericolo, tirato Vindeln in avanti salvandogli così la vita... come era possibile che non avesse udito il rumore della scarpa sinistra della vittima che qualche secondo dopo lo aveva colpito alla nuca uccidendolo all'istante?

© 2004 Marsilio Editori


L’autore

Leif GW. Persson è nato a Stoccolma nel 1945. È un noto professore di criminologia, insegna all’Accademia di polizia ed è considerato uno dei “maestri” svedesi del giallo. Prossimamente uscirà in Italia Un altro tempo, un’altra vita.


Di Giulia Mozzato


29 luglio 2004