A TUTTO GIALLO

Iain Pears
Il busto di Bernini

“Jonathan Argyll continuava a rigirarsi nel letto, la mente che passava vorticosamente in rassegna gli ultimi fatti accaduti, in preda a una sorta di ossessione maniacale. Aveva venduto un Tiziano; non aveva ancora ricevuto il relativo compenso; doveva tornare a Londra; il presunto acquirente del Tiziano era stato ucciso; lui non sarebbe mai stato pagato; avrebbe perso il lavoro; aveva rischiato di essere investito; l’hamburger al formaggio stava facendo a pugni con il suo stomaco; c’erano buone probabilità che Héctor de Souza conoscesse l’identità dell’omicida; lo spagnolo aveva fatto uscire illegalmente dall’Italia un busto di Bernini.”

Una ricetta vincente “ a priori”: un autore di fama, creatore di romanzi polizieschi di successo, e un titolo che si colloca perfettamente nel filone “italiano” del giallo anglosassone di ultima generazione (Il Codice Da Vinci primo fra tutti). Ma a essere sinceri Iain Pears ha già da tempo percorso questa strada con Il caso Raffaello e Il comitato Tiziano. Ecco dunque il nuovo capitolo di una storia che dall’Italia “classica” coglie molti spunti, trasferendoli però in un contesto e in un’epoca totalmente differenti. Come nella galleria d’arte londinese per la quale lavora il critico Jonathan Argyll, ad esempio, reduce da un grande successo: la vendita di un’opera di Tiziano al Museo privato californiano del miliardario Arthur M. Moresby (personaggio che molto deve a Paul Getty, il cui Museo non a caso è situato a Los Angeles...). Ma contemporaneamente, proprio mentre Argyll si trova in California a festeggiare l’evento, Moresby acquisisce anche un busto di Bernini, un’opera eccezionale sulla legalità della cui provenienza però sorgono non pochi dubbi, che diventano sospetti fondati quando il miliardario viene ucciso e il busto viene rubato, in presenza di un mercante d’arte spagnolo, Héctor de Souza, persona dalla moralità alquanto discutibile. Entrano a questo punto in campo il generale Taddeo Bottardi, capo del Nucleo investigativo per la tutela del patrimonio artistico italiano, e la sua collaboratrice Flavia Di Stefano. Le indagini si svolgono sui due continenti e su più fronti, mentre Argyll si trova invischiato nelle faide familiari legate all’eredità di Moresby.

Il busto di Bernini di Iain Pears
Titolo originale: The Bernini Bust
Traduzione di Donatella Cerutti Pini
289 pag., Euro 16,00 – Edizione Longanesi (La Gaja scienza n. 727)
ISBN: 88-304-1853-6

L’incipit

1

JONATHAN ARGYLL, beatamente sdraiato su una grande lastra di marmo di Carrara, si crogiolava al sole di mezza mattina, fumando una sigaretta e meditando su quanto fosse varia e composita l'esistenza. Non era un adoratore del sole, anzi: era molto orgoglioso della propria carnagione, che ignorava cosa fossero gli ultravioletti, ma in certi casi non poteva fare a meno di esporsi ai raggi solari, anche a costo di veder spuntare qualche ruga; i colleghi con cui doveva momentaneamente convivere fissavano infatti il suo pacchetto di sigarette con l'entusiasmo di un vampiro che si fosse visto sbandierare davanti una treccia d'aglio, e ogni volta che i suoi nervi avevano bisogno di rassicurazione e sostegno loro, per costringerlo a trasferirsi all'aperto, erano pronti a citare le innumerevoli leggi contro il fumo promulgate dalla contea di Los Angeles.
In realtà quell'atteggiamento non gli faceva né caldo né freddo, anche se a volte tutto quel fervore morale in uno spazio così ristretto suscitava in lui una reazione claustrofobica. Tuttavia, dal momento che doveva restare al museo Moresby solo pochi giorni, riteneva più che sufficiente la sua provvista di relativismo etico. La stessa sindrome sperimentata a Roma. Se fosse stato costretto a prolungare la sua permanenza lì, si sarebbe senza alcun dubbio ridotto a fare la spola da una toilette all'altra, soffiando il fumo nelle griglie dell'aria condizionata.

© 2004 Longanesi & C.


L’autore

Iain Pears è nato nel 1955 e vive a Oxford. Ha lavorato come giornalista, storico dell'arte e consulente televisivo. Ha raggiunto il successo internazionale di pubblico e di critica con il romanzo La quarta verità. È anche autore di una serie di romanzi polizieschi ambientati nel mondo dell’arte che hanno come protagonisti Taddeo Bottardi, Flavia Di Stefano e Jonathan Argyll. Di questa serie ricordiamo, oltre al Il busto di Bernini, anche Il caso Raffaello e Il comitato Tiziano. Altri suoi titoli celebri: La quarta verità e Il Sogno di Scipione.


Di Giulia Mozzato


29 luglio 2004