A TUTTO GIALLO

Robert Ludlum
Complotto

“Metcalfe guardò l’orologio. Era tardi, gli orari d’ufficio erano passati da un pezzo, anche se lui sapeva che i funzionari sovietici avevano strani orari. C’era sotto qualcosa, qualcosa di grave. E, comunque, non avrebbe potuto sottrarsi.”

Spionaggio, fantapolitica, intrighi, grande Storia, amori e tradimenti: è tutto questo il Complotto di Robert Ludlum e anche qualcosa di più. È infatti anche una chiave di lettura del nostro recente passato, un’interpretazione dei grandi sconvolgimenti che hanno cambiato il mondo, sia nel 1940, quando l’Europa era travolta dalla guerra, sia nel 1991 quando il crollo del Muro di Berlino e la crisi del socialismo reale avevano iniziato a trasformare radicalmente la politica mondiale e i rapporti di forza tra le grandi potenze.
A unire i due momenti, a distanza di cinquant’anni è un unico nome, Metcalfe, giovane agente dell’intelligence americana nel ’40 con il compito di fornire ai nazisti prove false di un rovesciamento di alleanze da parte dell’URSS; ambasciatore in Russia nel 1991, incaricato di impedire un colpo di Stato ai danni del riformatore Gorbaciov. Un altro nome lega i due momenti cruciali, quello di una donna: Lana, ex ballerina del Bolshoi, ai tempi della guerra amante di Metcalfe, poi scomparsa dalla sua vita, sarà di nuovo cercata dall’ambasciatore per il nuovo compito assegnatogli e con lei tutto il passato sembrerà tornare.
Un intreccio serrato, con il ritmo che caratterizza tutti i romanzi di Ludlum: un incalzante turbine di azioni che non dà tregua e non lascia al lettore la possibilità di annoiarsi.

Complotto di Robert Ludlum
Titolo originale: The Tristan Betrayal
Traduzione di Paola Bertante
593 pag., Euro 18,50 – Edizioni Rizzoli (Scala stranieri)
ISBN: 88-17-00204-6

L’incipit

Mosca,
agosto 1991

L'elegante limousine nera dai finestrini antiproiettile in policarbonati laminati, le ruote che filavano lisce, la blindatura in ceramica ad alta tecnologia e il fondo corazzato rinforzato in acciaio al carbonio pareva assolutamente fuori luogo, lì nella zona sudoccidentale della città, sul punto di inoltrarsi nella foresta Bittsevskij. Era, questa, una terra antica, di foreste ancestrali, con fitti boschi di pioppi e betulle, punteggiati da pini, olmi e aceri; parlava di tribù nomadi dell'età della pietra che vagavano su quel territorio sfregiato dai ghiacci, cacciando mammut con giavellotti intagliati nel legno, alle prese con la natura selvaggia, denti e artigli insanguinati. Mentre la Lincoln Continental blindata parlava di un tipo di civiltà completamente diverso, dove vigevano altre forme di violenza, di cecchini e terroristi armati di fucili mitragliatori e granate a frammentazione.
Mosca era una città sotto assedio. Era la capitale di una superpotenza sull'orlo del collasso. Una cricca di vetero-comunisti si preparava a sottrarre la Russia all'influenza delle forze riformatrici.

© 2004 RCS Libri Edizioni


L’autore

Robert Ludlum è nato a New York nel 1927 ed è scomparso nel marzo 2001. Ex attore e produttore teatrale, a quarant’anni ha deciso di cimentarsi con la narrativa di genere. Da allora ha riscosso un successo dietro l’altro e ricordiamo La direttiva, Doppio inganno, L’ultima verità, Circolo Matarese: conto alla rovescia, L’inganno di Prometeo, Protocollo Sigma.


Di Grazia Casagrande


29 luglio 2004