MUSICA, CINEMA, SPORT

Laurent Tirard
L’occhio del regista
Visioni di cinema di venti registi contemporanei

“Ognuno può affrontare la regia secondo il proprio stile; in effetti dovrebbe. Tutto ciò che occorre è un punto di vista, istinto e determinazione. Anche il talento ha un ruolo, ma non necessariamente nella misura che la maggior parte della gente crede.”

Tanti sono i modi di pensare e fare cinema: non è infatti il tema scelto, quanto il pensiero che ci sta dietro e la competenza professionale a rendere grande o mediocre un film, insomma è l’occhio del regista. Le lezioni qui raccolte sono piuttosto tecniche, quindi estremamente preziose per tutti coloro che intendono svolgere questa attività artistica, ma il loro interesse è altissimo e la lettura del volume è da consigliare anche a tutti i semplici appassionati di cinema che desiderino entrare nella psicologia dei maggiori registi del mondo.
Da Sidney Pollack a Woody Allen, da Bertolucci a Scorsese, da Win Wenders ad Almodóvar, da Lynch ai fratelli Cohen, da Kusturica a Lars von Trier, per citare solo alcuni nomi degli illustri registi che qui hanno testimoniato i principi ispiratori e le modalità del loro lavoro.
Ogni autore è introdotto da una breve scheda che lo presenta e l’intervento è concluso dalla filmografia oltre che, laddove sia necessario, da note esplicative dei termini più tecnici utilizzati.

L'occhio del regista. Visioni di cinema di venti registi contemporanei di Laurent Tirard
Titolo originale: Moviemakers’ Master Class
Traduzione di Annalisa Garavaglia
Introduzione di Marco Ponti
282 pag., ill., Euro 16,50 – Edizioni Rizzoli (Scuola Holden)
ISBN: 88-17-00187-2

L’incipit

Introduzione

La prima volta che mi è capitato di leggere una di queste «lezioni di cinema» di Laurent Tirard, pubblicata sul mensile francese «Studio», ho pensato che finalmente qualcuno aveva trovato il modo di fare le domande giuste alle persone giuste.
Mi spiego: non è raro leggere interviste a registi dove l'intervistatore cerca di andare un po' oltre la semplice richiesta di presentazione di un'opera in uscita. Ma spesso i meccanismi delle interviste a ripetizione, delle conferenze stampa, o comunque del bisogno da parte dei giornali di fecalizzare l'attenzione sull'attualità fanno sì che si finisca in qualche modo a parlare di come è stato lavorare con quel divo, delle difficoltà incontrate durante le riprese, del modo in cui la storia narrata si inserisce in questo preciso momento storico... Tutte cose interessanti, certo, ma troppo, come dire, «localizzate». Si tende a parlare dell'ultima cosa fatta.

© 2004 RCS Libri


L’autore

Laurent Tirard (1967), laureato in regia cinematografica alla New York University, ha collaborato a lungo con la rivista francese di cinema “Studio” per la quale ha realizzato le interviste che compongono il presente saggio.


Di Grazia Casagrande


29 luglio 2004