A TUTTO GIALLO

Nick Tosches
La mano di Dante

“Gli scrittori immaturi plagiano, quelli maturi rubano. Ma pur appartenendo ai primi, agivo come i secondi. Soprattutto rubavo a me stesso. Parole e frasi di cui mi ero innamorato, sia che mi ci fossi imbattuto o che mi fossero uscite da dentro, venivano incessantemente ripetute, riciclate, cavalcate come cavalli finché non erano morte.”

Un romanzo che procede su due piani narrativi, utilizza due diversi (praticamente opposti) registri linguistici e segue storie lontane tra loro, divise da secoli e psicologie: unico elemento che unisce idealmente le due trame parallele è il destino dello scrittore e il suo travaglio.
Nick Tosches, nome dell’autore e del protagonista, è uno scrittore assolutamente spregiudicato, cultore di studi danteschi, che viene assoldato da un boss della mafia per verificare l’autenticità di un manoscritto che si suppone possa essere l’originale della Divina Commedia. Da qui si dipana un’intricata serie di vicende davvero avvincenti che metteranno perennemente a rischio la vita stessa dello scrittore e lo getteranno un abissi di crudeltà e violenza.
L’altra storia ci riporta invece in pieno Medioevo: protagonista è Dante stesso in crisi d’ispirazione. La sua opera non riesce a procedere, il Poeta è tormentato da una interiore debolezza del tutto inadeguata alla grandezza dei suoi obiettivi. Un incontro misterioso, che lo porterà su di un’isola siciliana e che lo sconvolgerà nel profondo, gli consentirà di portare a termine la sua Commedia.
Il linguaggio violento e brutale con cui si apre il romanzo e che accompagna tutte le gesta di Nick, sa lasciar posto a toni aulici e poetici quando protagonista è Dante in un’alternanza affascinante e magistrale di tecniche narrative.

La mano di Dante di Nick Tosches
Titolo originale: In the Hand of Dante
Traduzione di Fabio Zucchella
373 pag., Euro 18,00 - Edizioni Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN: 88-04-51177-X

L’incipit

La mano di Dante

Louie si tolse il reggiseno e lo gettò sulla cassettiera.
Glien'era rimasto un residuo sulla mano. Era una cosa che detestava. Porse la mano alla puttana, che era ancora in ginocchio. Lei chiuse gli occhi e gli leccò via la sborra. Lì in piedi, Louie sentì l'odore dei suoi capelli, la stessa puzza lurida e nauseante di olio di cocco che c'era dentro i taxi di quei cazzo di rasta. E poi avvertì l'unto appiccicoso della robaccia che si era messa sulle labbra. Ritrasse la mano.
Giù in strada, su West 26th Street, per un po' rimase fermo al buio. Era la fine di agosto, il periodo dell'anno in cui, a New York, il cielo di giorno è una cappa oppressiva e abbagliante di bianco, e il buio della notte una caligine senza stelle, di un pallore livido. Louie si sentiva in perfetta sintonia con quel cielo. Si accese una sigaretta e tirò una boccata. Era tardi. Ma non per lui.
L'umidità e il sudore iniziarono a imperlargli la pelle. Guardò le goccioline che luccicavano tra i peli dell'avambraccio scoperto. Si soffermò sulla mano che teneva la sigaretta. Non avrebbe saputo dire cos'era peggio: le tracce del proprio abominevole sudore oppure il viscido della lingua di quella troia. Se non altro, in quel modo si sarebbe ripulito, pensò sentendo aumentare sulla pelle l'umidità e il sudore. Ora aveva solo bisogno di una bella brezza dal fiume. Sarebbe stato piacevole. Si incamminò.

© 2004 Arnoldo Mondadori Edizioni


L’autore

Nick Tosches è nato a Newark, New Jersey, nel 1949. Studiando da autodidatta, ha approfondito la conoscenza del greco antico, del latino e dell’italiano medievale e ha dedicato gran parte della sua vita allo studio di Dante. È autore di numerosi libri tra i quali romanzi come Cut Numbers e Trinities e biografie di grande successo come quelle di Dean Martin (Dino), di Jerry Lee Lewis (Hellfire).


Di Grazia Casagrande


29 luglio 2004