VOCI DAL MONDO
Paul Auster
La notte dell’oracolo

“Quando la storia inizia è arrivato sulla scrivania di Bowen il manoscritto di un romanzo. Un’opera breve, dal suggestivo titolo di La notte dell’oracolo, che dovrebbe essere stata scritta da Sylvia Maxwell, un’autrice popolare negli anni Venti-Trenta e morta da quasi vent’anni.”

Margriet De Moor
Sonata a Kreutzer

“Mi dica, domandò curioso, mentre parlava mi fissava o per caso si guardava intorno, o magari conversando con me nel frattempo guardava verso di lei?
Verso di me… Presi il bicchiere di Suzanna Flier, ancora mezzo pieno sul tavolino di fronte a noi. Il fatto di non vedere, pensai, si accompagna dunque al sospetto o al timore di non essere visti. Chiusi gli occhi per un attimo e cercai di immaginare come potesse essere parlare con qualcuno che pensa: cosa importa se gli sorrido, che senso ha la mia mimica, le espressioni del mio volto posso anche indirizzarle a una terza persona, tanto le mie parole arrivano comunque a destinazione.”

Nicole Janigro
Casablanca serba
Racconti da Belgrado

“La città dove per anni guidava quel tram gli faceva venire in mente un immenso schema di parole crociate che non sarebbe stato mai riempito fino in fondo.”

Imre Kertész
Il vessillo britannico

“Se nel corso dell’esistenza ci prepariamo con costanza a ricevere la morte, giacché questo è il nostro vero – anzi, in realtà, il nostro unico – compito… se nel corso dell’esistenza apprendiamo, ci esercitiamo a guardarla come una soluzione in ultima analisi tranquillizzante, se non proprio soddisfacente, questa è serietà.”

Azar Nafisi
Leggere Lolita a Teheran

“La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei Diritti dell’Uomo venga aggiunta la voce: diritto all’immaginazione. Ormai mi sono convinta che la vera democrazia non può esistere senza la libertà di immaginazione e il diritto di usufruire liberamente delle opere di fantasia. Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai propri mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri; bisogna che il tuo mondo privato possa sempre comunicare col mondo di tutti. Altrimenti, come facciamo a sapere che siamo esistiti?”

John Updike
Corri, coniglio

“Crede che non sappia dirglielo, ma glielo dirò. Un tempo ero uno sportivo davvero bravo, sul serio. E dopo essere stati di prim’ordine in qualcosa, non importa cosa, ci si sente svuotati, in un certo qual modo, a passare di second’ordine. E quella meschina vita a due, di Janice e mia, accidenti, era proprio di second’ordine.”


9 luglio 2004