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Franca Nuti

Attrice teatrale affermata, Franca Nuti è stata fin da giovanissima una forte lettrice. La passione per i libri è stata sollecitata da una intelligente educazione familiare, ma è poi diventata parte di se stessa, così come l’amore per la poesia. Ecco i titoli e gli autori che l’hanno accompagnata nella vita

Quali sono i primi libri che ricorda di aver letto da bambina?

La mia infanzia è stata caratterizzata da molte letture piacevoli. Ricordo le edizioni per ragazzi della Salani. Storie stupende, una più bella dell’altra come: La prediletta, Le montagne delle Alpi, I racconti di ragazzi…. Noi avevamo l’intera collana.

E quali i libri dell'adolescenza?

Dopo aver letto libri più leggeri, quelli delle prime storie d’amore, ho scoperto i classici. A dodici anni ho letto Madame Bovary di Flaubert e le opere di Tolstoj, libri avuti in prestito da mia sorella, di dodici anni più grande di me. Avere due sorelle maggiori ha influito notevolmente sulle mie letture. Ho incominciato molto presto ad accostarmi a testi che le mie compagne di classe avrebbero affrontato solamente più tardi. Ho letto tutti i classici possibili e immaginabili.

Quando ha scoperto l’amore per il teatro?

L’ho scoperto grazie a mio padre, che era appassionato di teatro. A sette anni sono stata a uno spettacolo teatrale con lui, mi piacevano moltissimo i dialoghi tra i personaggi. Ho incominciato anche a leggere testi teatrali, a casa ne avevamo molti. Una volta entrata a teatro, tutto è diventato più accessibile. Ho conosciuto diversi autori, letto moltissime opere teatrali, alcune delle quali mi hanno davvero emozionato. Ad esempio: Il Mulino del Po di Bacchelli. Conoscendo Bacchelli scoprii una sua passione insospettabile: amava la poesia e scriveva poesie.

Qual è il suo rapporto con la poesia?

Ho sviluppato interesse per la poesia verso i venticinque anni. A scuola ci facevano studiare molti poeti, imparavamo a memoria le loro poesie. Queste creano un bagaglio culturale d’amore che è una fonte di vita per l’uomo. Mentre il romanzo ti conforta nel momento in cui lo leggi, ti interessa e ti attrae, la poesia ti tiene compagnia, se la ami rimane dentro di te.

Cosa consiglia di leggere a un ragazzo?

Consiglio di leggere di tutto, anche i libretti da cinque euro che si trovano sulle bancarelle. Leggere tutto, anche solo mezza pagina ogni tanto. Insegnando alla scuola di teatro, mi accorgo che i ragazzi non sanno quasi nulla a memoria, nulla di poesia.
È necessario insegnare loro il valore della poesia, l’importanza di crearsi nella vita una sorta di zaino intellettuale dove riporre quanto si è letto. In qualsiasi momento della propria vita, si può riprendere in mano un testo di poesie solo per ricordare un verso che può essere utile per superare un momento di difficoltà.

Potrebbe suggerire qualche titolo di raccolte poetiche che non dovrebbe mai mancare in una libreria?

Adoro i poeti del Novecento. Insieme a Vittorio Gassman, pochi mesi prima che lui morisse, ho realizzato un quaderno di poesie corredato da alcuni cd. Era una sua idea per le scuole. In questo quaderno sono stati presi in considerazione poeti dal 1930 ai giorni nostri, come la Valduga, Raboni, Sereni... Poeti che, secondo me, dovrebbero assolutamente essere letti poiché raccontano la vita spirituale dei loro padri, della loro famiglia, facendo rivivere così il passato, che oggi invece si tende a cancellare. Un consiglio che mi sento di dare ai giovani è quello di incominciare a leggere gli autori contemporanei per poi tornare indietro nel tempo e affrontare i grandi del passato. Vittorio Gassman, che era un uomo molto intelligente, diceva: “Cominciamo dal Novecento, poi li riportiamo indietro”. Amava la poesia come credo nessuna altra cosa al mondo.

Per quanto riguarda i romanzi, può suggerire il titolo di un libro che le è piaciuto particolarmente?

È piuttosto difficile, ce ne sono diversi. Direi La lettera d’amore, di Cathleen Schine; è una storia d’amore molto semplice, carina e carica di humour. È un libro che farà innamorare molte persone e consolerà tutti coloro che hanno avuto dei fallimenti.

Chi considera un grande scrittore teatrale contemporaneo?

Ammiro molto i tedeschi, Thomas Bernhard, Heinrich von Kleist, Theodor Fontane, Schmidt. Per quanto riguarda gli italiani ritengo Pirandello sia rimasto un autore teatrale insuperato. Gli unici a mio avviso, che potrebbero rispecchiare la nostra sensibilità sono Diego Fabbri e Ugo Betti, non sufficientemente conosciuti e apprezzati. Molto carino è anche Castellaneta. Infine considero i testi di Cechov e Tolstoj fondamentali.

Di Piera Passalacqua


2 luglio 2004