SCRITTORI E SCRITTURE

Marcello Fois
Tamburini
Cantata per voce sola

“Insomma la storia era che per fare contento il povero principino savoiardo i nobili cagliaritani, marchese di Yenne in testa, gli regalarono un ‘nano dell’interno della Sardegna’... Quell’interno della Sardegna, beninteso, che era lontano da Cagliari altrettanto che Torino.”

È troppo breve questo libro di Marcello Fois. Scava negli anfratti della storia della sua isola, la Sardegna, e tira fuori gemme nascoste nel carbone, le pulisce, le lucida e le incastona in una scrittura dorata, ma semplice, ricca di riferimenti linguistici vernacolari, ma universale. È troppo breve perché è appassionante, divertente, trascinante e doloroso, ma quel tanto che basta, senza eccedere mai nella retorica, che dalla sua scrittura è quanto di più lontano si possa immaginare.
Ad aprire la storia sono Carlo Alberto, principe di Savoia, nobile ben educato ma non per questo meno arrogante di altri né tanto meno simpatico, destinato a un futuro da re, ma non certo dotato di straordinarie qualità intellettuali, e il nano Gaspare Cubeddu, un “regalo” sardo al futuro monarca per divertirlo, paradossalmente neppure nano, ma semplicemente piccolo di statura. Ma li abbandoniamo troppo presto, anche se con altrettanto divertimento e pietas cominciamo a seguire le tristi storie dei figli di Gaspare e dei figli dei suoi figli, in un destino comune legato alla sofferenza e alle guerre, “perché la Sardegna da quando domineddio l’ha scagliata al centro del mare è stata sempre granaio, miniera e serbatoio di carne da combattimento, di botoli feroci, per l’Italia da farsi”.
Nato da un testo radiofonico che espressamente richiedeva la citazione narrativa del racconto deamicisiano Il tamburino sardo (che in alcuni passi del libro viene inscritto nel testo) Tamburini parte dalla guerra e arriva alla guerra. L’ultimo erede di quel Gaspare è soldato anche lui e riassume in poche parole un albero genealogico fatto di differenti divise: “Lì al porto di Civitavecchia, Graziano Cubeddu – fratello di Gavino caduto in Abissinia, figlio di Giannetto morto a Trieste, che era figlio di Luigi l’Africano morto ad Adua, pronipote di Gonario il tamburino mutilato a Custoza, che era figlio di Gaspare il “nano” di Carlo Alberto – perse la vista per una scheggia di granata. E qui miglioriamo Capitano perché, anche se mio padre non poté vedere me, io, perlomeno, l’ho potuto vedere.” Ma questo ragazzo, Gonario Cubeddu, nostro contemporaneo, che sembra essere finalmente libero da questo carma, scopriamo invece che avrà l’identico destino: dalla Somalia, all’Iraq, sino alla Bosnia, “ferito senza combattere. Avvelenato dalla povertà. Consumato dalla leucemia...” È troppo breve questo libro di Marcello Fois è un piccolo dispiacere arrivare all’ultima pagina.

Tamburini. Cantata per voce sola di Marcello Fois
90 pag., Euro 6.00 – Edizioni Il Maestrale (Tascabili. Narrativa)
ISBn 88-86109-77-6

Le prime righe

Eh, Capitano, questa storia inizia prima.
Lei mi vede qui in questo letto…
Ma sapesse quante guerre c’abbiamo noi
nel sangue…

1

La storia inizia prima

Mi pare di averla già raccontata della volta che i sardi gli regalarono un "nano" a Carlo Alberto Principe ereditario di Savoia. Un "nano" con tanto di carretto e cavallino, come una specie di giostrina vivente per i bambini principeschi e savoietti del Valentino...
Ed è inutile che ripeta, quale sberleffo si fecero quei sardi... Lo sappiamo tutti come è stato... Ma se avrete la pazienza di ascoltarmi forse mi aiuterete a capire com'è che si comincia regalando un "nano" e si finisce regalando se stessi...
Sì perché quel "nano", che nano non era veramente, ma solo un uomo piccolo di statura avrebbe fatto dei figli e i figli altri figli...
E anche Carlo Alberto, se è per quello, avrebbe fatto figli e i figli gli avrebbero fatto nipoti, che, a parte la fortuna di dove si nasce, non è che ci siano poi tutte queste differenze.
Comunque il bisnipote di Carlo Alberto, Re anche lui col nome di Vittorio Emanuele III e comandante dell'esercito, uscì proprio piccolo, molto più piccolo del bisnipote del “nano”, Giannetto, fante anche lui come tutti gli altri – ma questo è solo il destino che si fa due risate: si parte dal “nano” al re e si finisce al re nano, se non è sarcasmo questo…

© 2004 Edizioni Il Maestrale


L’autore

Marcello Fois (Nuoro 1960). Scrittore, autore teatrale e sceneggiatore attualmente vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato: Ferro recente; Meglio morti; Picta (Premio Calvino 1995); Gente del libro; Il silenzio abitato delle case; Piccole storie nere; Sheol; Nulla (Premio Dessi 1997); Sempre caro; Sangue dal cielo; Gap; L'altro mondo; Dura madre; Materiali. I suoi libri sono tradotti in diverse lingue.


Di Giulia Mozzato


2 luglio 2004