SCRITTORI E SCRITTURE

Aldo Selleri
Il buio e la colomba
Storie del presente remoto

“Talvolta sento il quartiere miagolare come una gatta in calore. Talvolta lo vedo svanire dietro un muro di nebbia che s’alza a tradimento dal fiume.
Talvolta il sole lo annega in un bagno di tepore e i fiori palpitano sotto gli occhi caldi delle donne. Talvolta, sotto un metro di cenere impalpabile piovuta dal cielo, il quartiere sembra un luogo maledetto da dio.”

Periferie, case borghesi, metropoli e piccoli borghi, il Veneto e Napoli. Un’umanità multiforme, e multiformemente infelice, popola questi luoghi, amore e morte si intrecciano costantemente in una banalità quotidiana che non riesce ad assurgere a tragedia neppure in presenza del gesto delittuoso o della furia omicida. I personaggi di questi racconti si trovano come impreparati davanti alla vita: è dolore inaspettato, è impossibilità ad uscire dall’incubo, è la peggiore risposta che la realtà sa dare alle tante domande che ognuno di loro si pone. Sono spesso uomini (le donne appaiono per lo più come specchio, causa o vittime delle diverse patologie maschili) di età e stato sociale estremamente diversi a fungere da protagonisti dei racconti di questa raccolta. Il ragazzo devastato da un’infanzia tradita, dall’emarginazione e dalla droga. Il giovane professore, vittima quasi inconsapevole della repressione poliziesca in una città immaginaria e reale nello stesso tempo. Il “sogno” d’amore del portinaio macchiato dal sangue della diva. Il marito infedele e l’amante fedelissimo, la depressione di chi è rimasto solo dopo una tragedia o di chi è invece solo da sempre, le vite da cani degli immigrati, bambini o donne che siano, la piccola e la grande criminalità che penetra nell’esistenza dei poveracci… Si potrebbe parlare di caduta dei valori, se si volesse utilizzare un luogo comune, ma un’opera come questa rifiuta di certo i luoghi comuni, spiazza il lettore, lo vuole disorientare, lo colpisce con violenza e lo costringe a guardare la realtà, il mondo malato che lo circonda, la devastazione della personalità che può raggiungere punte estreme, ma che è avvertibile anche nell’ordinario quotidiano se solo si osservano con attenzione una prostituta, un suo cliente, un tossico, un malato, ma anche un professore universitario, un ricco borghese o un impiegato qualsiasi.
Tutto ciò nasce anche da un uso multiforme della lingua che ha mille varianti, mille toni: si adegua ai vari punti di vista e li interpreta, sa articolarsi in ampie riflessioni o spezzarsi in dialoghi tesi, diventa voce del protagonista o pone il narratore fuori dalla scena, è letteraria e dialettale, è gergale ed elevata, sempre e comunque una parola che esige attenzione.
Colpisce la padronanza dello strumento narrativo e di quello linguistico dell’autore: c’è sinceramente da augurarsi che Selleri nelle prossime prove conservi la ricchezza che in questa ha tanto abilmente sperimentato.

Il buio e la colomba. Storie del presente remoto
319 pag., Euro 16.00 – Edizioni Lampi di Stampa (I libri di libriAlice.it)
ISBN 88-488-0274-5

Le prime righe

BRIGITTE

Era un mercoledì qualunque di un luglio qualsiasi, faceva un caldo maligno, e alle undici avevo già bevuto cinque caffè. Un'ostinazione suicida la mia: la brodaglia nera del distributore automatico mi aveva incollato insieme le labbra, lo stomaco andava per conto suo, il cuore mi saltava in gola, la luce piatta che entrava in ufficio picchiava in testa. Mi asciugai la fronte. Era così che buttava quella mattina.
Nello non arrivava, il direttore tamburellava con le dita sulla scrivania, un cliente in attesa passeggiava su e giù guardandosi il Rolex.
Una distesa di nuvole affogava in un cielo fangoso, sul verde del prato fiori d'acqua sbocciavano dagli irrigatori.
- Dov'è? Dove s'è cacciato...?
Il direttore falciava la stanza in lungo e in largo con l'aria risentita, come se lo stipendio di Nello uscisse dalle sue tasche.
- Lo pago troppo, ecco perché!
Stare con Nello o contro Nello, non c'era scelta. Non avevo la più pallida idea di dove fosse. Di solito mi telefonava e io avvertivo il capo del personale.
- Anche tu, come lui - sembrava dire il direttore, fissandomi con occhi da topo affamato - arrivi quando vuoi, e non fai niente tutto il santo giorno.
Io scrollavo le spalle, assentivo con la testa.
Di fuori, oltre i vetri della finestra, fiori bianchi e lucenti si spegnevano in un prato grigio e verde come la divisa di un soldato.
- Ha ragione, dottore - e annuivo ai suoi accidenti. Andammo in sala riunioni a incontrare il cliente: lui davanti, io dietro.

© 2004 Edizioni Lampi di Stampa


L’autore

Aldo Selleri, copywriter, vive e lavora a Milano. Insegna all’Università di Trieste “Linguaggio della pubblicità e copywriting”. Scrive narrativa e testi teatrali. Radiodrammi trasmessi dalla Rai, commedie rappresentate. Da Teatro a domicilio è stato tratto il film La casa del tappeto giallo di Carlo Lizzani.


Di Grazia Casagrande


2 luglio 2004