SCRITTORI E SCRITTURE

Alicia Giménez-Bartlett
Un bastimento carico di riso

“Homeless, senzatetto, barbone, clochard. Tanti nomi per una sola realtà. Il nostro cadavere rientrava in pieno nello stereotipo.”

Scrittrice colta e raffinata, Alicia Giménez-Bartlett ci ha recentemente regalato un romanzo che esula dalla serie dedicata alla sua originale detective, l’ispettrice Petra Delicato, ed è invece la ricostruzione, attraverso la voce di una cameriera, di un periodo della vita di Virginia Wolff. La versatilità di questa autrice, che è anche una affermata saggista, conserva però un elemento comune a tutta la sua produzione: la donna come soggetto che combatte per affermare se stessa, la propria personalità e la propria “differenza”. Forse è questo il dato che rende la figura di Petra molto particolare e i suoi metodi investigativi assolutamente originali, perennemente filtrati dalla sensibilità, la creatività e la tenacia propri dell’universo psicologico femminile.
Quest’ultimo romanzo si apre con il rinvenimento del cadavere di un barbone chiaramente vittima di un assassinio. L’omicidio non avrebbe avuto l’onore di molte indagini se il caso non fosse stato preso in carico da Petra: perché infatti la polizia di Barcellona dovrebbe impegnare tante energie per sapere chi ha ucciso un insignificante senzatetto? Questo è l’atteggiamento che assume da subito il principale collaboratore dell’investigatrice, Garzón, che però sa bene che deve fare i conti con il suo irascibile “capo” che mostra un particolare, e per lui inspiegabile, interesse per quella vicenda. Perché le scarpe del morto sono così pregiate, mentre i suoi abiti sono quelli che si possono immaginare indossati da un barbone? Perché il racconto del casuale testimone appare strano e l’agguato teso dagli skinhead si intuisce essere solo una messinscena? Il caso insomma è davvero più complicato del previsto e, come sempre, Petra ha ragione a voler allargare le ricerche e a battere varie piste investigative. Così, procedendo nelle indagini, il morto non sarà più solo uno e non ci si dovrà accontentare di cercare tra i barboni qualche indizio utile, ma anche nel disperato universo degli immigrati e in situazioni sempre più intricate…
L’autrice, per bocca del suo personaggio principale, intende mettere in campo anche problematiche sociali oltre che di genere, e le prese di posizione dell’ispettrice sono importanti per meglio capire l’universo intellettuale progressista della Giménez-Bartlett e il suo odio per le ipocrisie, per il perbenismo di maniera, per l’indifferenza della media borghesia (così spesso messa sul banco degli imputati) verso chi soffre o è escluso dalla società. Anche la vita privata di Petra rispecchia queste prese di posizione controcorrente e per questo è piuttosto complicata; inoltre personale e professionale non possono mai essere totalmente disgiunti, pur senza condizionarsi reciprocamente: visione del mondo questa caratteristica dell’universo mentale femminile.
La conclusione delle indagini, che non verrà chiaramente rivelata, è assolutamente coerente (e lascerà anche un po’ d’amarezza) così come veri sono i dialoghi e i tanti personaggi secondari, curati come sempre con grande sensibilità dalla scrittrice spagnola.

Un bastimento carico di riso di Alicia Giménez-Bartlett
Titolo originale: Un barco cargado de arroz
Traduzione di Maria Nicola
45 pag., Euro 12.00 – Edizioni Sellerio di Giorgianni (La memoria n. 611)
ISBN 88-389-1971-2

Le prime righe

Garzón non capiva perché quel cadavere mi colpisse tanto, e non riusciva nemmeno a spiegarsi la natura della mia emozione. Secondo lui ormai avevamo visto più morti di Napoleone e Nelson messi insieme, e non si poteva certo dire che quella mattina il Parque de la Ciudadela fosse il campo di Waterloo dopo la battaglia. Un barbone sdraiato su una panchina, questo era tutto. Sembrava semplicemente che fosse rimasto addormentato e che, nonostante quel che gli stava capitando intorno, non si fosse ancora svegliato. L'avevano ammazzato di botte, ma nessuno era riuscito a cancellargli dalla faccia una serena dignità. Mani lunghe, barba bianca e fluente... era come re Lear nella tempesta, abbattuto dalla folgore, solo, immobile, a ricordare con la sua magnificenza che, perfino così abbandonato, era pur sempre un re.
- Sciocchezze, ispettore... - La voce del mio sottoposto mi riportò alla realtà, - ... un re della zozzeria, vorrà dire. Provi a togliergli le scarpe e a dargli un'occhiata ai piedi. Di sicuro nessun re è mai stato profumato come lui.
Perché mai dovremmo ritenere più vero il brutto del bello, quel che si vede e si tocca di quello che sta scritto sui libri, quel che si vive nella realtà di quel che si immagina? Inutili convenzioni. Mi sforzai di spiegarlo a Garzon; lo rispettavo troppo per non fare almeno un tentativo.

© 2004 Edizioni Sellerio


L’autrice

Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) vive a Barcellona. È la creatrice della serie dell’ispettrice Petra Delicato, cui appartengono Giorno da cani, Messaggeri dell’oscurità, Morti di carta, Riti di morte e Serpenti nel Paradiso. Ha inoltre scritto una biografia di Virginia Woolf Una stanza tutta per gli altri


Di Grazia Casagrande


2 luglio 2004