SCRITTORI E SCRITTURE

Daniela Pizzagalli
L'amica
Clara Maffei e il suo salotto nel Risorgimento

“Figlia unica, separata dal marito e senza figli, Clara sentiva fortemente la privazione della famiglia, anche se gli ospiti del suo salotto affettuosamente si candidavano a sostituirla: ‘Mi chiamano madre e sorella – scriveva a un amico – ma purtroppo vi è sempre qualcosa che vi avverte non essere che amorosi inganni’…”

Esaurita da parecchi anni e molto richiesta dai lettori, esce in edizione BUR una versione rinnovata de L’amica, la biografia della contessa Clara Maffei, completamente riscritta per darle nuova freschezza e più ricca documentazione. Questa “signora del Risorgimento”, rientra finalmente, con un cambio d’abito, nella nutrita galleria di “Signore” di Daniela Pizzagalli, che dal Rinascimento si è spinta questa volta a raccontare le lotte per l’indipendenza della prima metà dell’800, e i difficili esordi dell’Italia come nazione, nella seconda metà. Il celebre salotto milanese della contessa Clara, moglie del poeta Andrea Maffei, fu infatti una palestra di cultura e di idee che contribuì a formare gli intellettuali patrioti protagonisti della nostra storia. Nella prima parte del libro, attraverso i memoriali dell’epoca, rivive la fase “romantica” del salotto, con gli esordi artistici di Verdi, di Hayez, di d’Azeglio e gli ardori patriottici in cui maturarono le Cinque Giornate e le prime due guerre d’indipendenza. Il filo conduttore della seconda parte, che prende avvio con l’unità d’Italia, nel 1861, è l’epistolario di Clara Maffei con il grande amore della sua vita, Carlo Tenca, il quale, eletto al Parlamento, scriveva da Torino, poi da Firenze e da Roma, un’amara cronaca del turbolento clima politico, che colpisce per l’innegabile attualità: “Siamo in piena crisi di moralità governativa. Finora si trattava solo d’inettezza, d’insipienza, ma adesso l’ultimo dei mascalzoni e dei faccendieri può ingiuriare impunemente un governo il quale è sceso al livello di costoro. V’è in tutti noi un sentimento di disgusto profondo e insieme uno scoraggiamento che ci fa guardare con angustia all’avvenire”.
Se dalle lettere di un granitico patriota come Tenca si possono apprezzare i valori e gli ideali degli intellettuali ottocenteschi, nelle lettere di Clara rivivono i sentimenti della donna romantica, tenera e malinconica, seguace del Manzoni e di una cultura che facesse coincidere etica ed estetica, ma poi delusa dall’avanzata del positivismo e delle vedute ristrette della filosofia materialistica.
Nel diffuso clima di revisionismo del Risorgimento, ridare la parola a chi l’ha vissuto è forse il tentativo più utile e persuasivo per fare chiarezza.

L'amica. Clara Maffei e il suo salotto nel Risorgimento di Daniela Pizzagalli
Pag. 402, Euro 8,50 - Edizioni Bur
ISBN 88-17-00291-7

Le prime righe

Parte Prima

La stagione del Risorgimento nei ricordi dei protagonisti

I

Figlia unica adorata

(1814-1834)

Nel ricordo, l'infanzia le sembrava «la sola epoca non infelicissima» della sua vita.
Così scriveva Clara Maffei rievocando quegli anni lontani. Ma la sua infanzia era finita presto: ostaggio di un matrimonio mal riuscito, a nove anni vide la madre abbandonare la casa coniugale e dovette entrare in collegio. Quella precoce sofferenza senza dubbio condizionò i percorsi delle esperienze successive.
Elena Chiara Maria Antonia Carrara Spinelli nacque il 13 marzo 1814 a Bergamo Alta, come risulta dall'atto di battesimo conservato nella parrocchia di Sant'Agata del Carmine. La sua casa natale fu un palazzo in via Arena di proprietà dei conti Vimercati Sozzi, che sarebbe poi stato ceduto al Seminario.
Il padre, conte Giovanni Battista dei Carrara Spinelli di Clusone, godeva di una certa fama come drammaturgo e poeta. La madre, Ottavia Gambata di Brescia, apparteneva a una famiglia di idee progressiste: suo padre, il conte Francesco, s'era appassionato agli ideali giacobini e nel 1797 aveva aderito alla Repubblica Cisalpina. Sembra dunque discendere dal ramo materno il sentimento patriottico che animerà la contessa Maffei.
Dal padre avrebbe potuto venirle il gusto per l'arte e la letteratura, ma Clara faceva risalire anche quel tratto alla madre, che aveva idolatrato: «La povera mia Mamma m'inspirò fin da bambina la venerazione pei versi del Manzoni. A nove anni sapevo a memoria "Ei fu"».
Ottavia del resto poteva vantare un'antenata illustre come la poetessa cinquecentesca Veronica Gàmbara, e poetessa era stata anche sua madre, Chiara Trinali.

© 2004 RCS Libri


L’autrice

Daniela Pizzagalli é una delle più affermate autrici di biografie storiche. Ha pubblicato La dama con l'ermellino, La Signora di Milano, La Signora del Risorgimento, La regina di Roma, La Signora della pittura.
L'intervista di libriAlice.it


Di Grazia Casagrande


2 luglio 2004