SCRITTORI E SCRITTURE

Nicoletta Vallorani
Visto dal Cielo

“La poesia era scritta sulla parete nord, sotto la crepa che attraversava con curve artistiche il muro beige, in grandi caratteri corsivi. Si concludeva con una firma sgorbia e non finita, il che fece sospettare agli acuti ispettori che la vittima fosse stata colta dalla morte nel momento in cui stava completando la prima – e ultima – lirica della sua complicata esistenza.”

Tutto ha inizio da un omicidio. Il cadavere di Nicholas Gutierrez viene ritrovato “ben cotto” (con tanto di retina per arrosti ed alloro nelle orecchie) nella palestra della sua scuola. In una Milano non molto distante dalla realtà, dove la polizia è corrotta e si rende quotidianamente colpevole di pestaggi e violenze di ogni genere, la sgangherata cricca degli amici di Guts decide di indagare sull’omicidio, per fare finalmente giustizia.
Veniamo così trascinati a Pasteur, quartiere vero della città, dove Zoe Libra, netturbina, investiga con passione sul caso, con l’aiuto di amici come l’avvocato Mossàd, o Nutis, e dei ragazzi, più o meno sfortunati, del Libero Istituto Professionale per le arti ed i mestieri Massimo Troisi, Totò e Rintintin, frequentato dalla figlia adottiva Agata, quattordicenne energica e determinata, e anche dalla vittima.
Ma protagoniste di questa storia non sono solo le persone in carne ed ossa; Zoe viene infatti ironicamente “disturbata” dalle continue apparizioni del fantasma di nonna Psycho, che, assumendo le forme più improbabili ispirate ai classici del cinema, dispensa consigli e lezioni di vita. E l’arzilla vecchietta non è l’unico spettro a popolare il romanzo... Pian piano (con la successiva morte di molti di questi investigatori dilettanti) il mondo degli spiriti soppianta quello reale, e l’autrice ci conduce gradualmente nella dimensione parallela dei “morti ammazzati”, tra i quali ritroviamo vittime “celebri” come Carlo Giuliani, ma anche anonimi palestinesi ed iracheni…
In definitiva, quello che inizialmente ci sembrava un giallo in piena regola, si trasforma in una ghost-story, che ironizza sul tema della morte, sorprendendoci e strappandoci qualche sorriso.
E, proprio come Sconso, il loro psichiatra, non possiamo non seguire con apprensione le sfortunate avventure degli abitanti di questa Pasteur, ai quali ci si affeziona sin dalle prime pagine, raccontati in una storia brillante e carica di suspense. Forse più che nella denuncia sociale e politica, assolutamente condivisibile e importante, è nella capacità dell’autrice di mediare tra fantastico e non, tra immaginazione surreale e splatter grottesco, che sta a mio parere il valore di questo romanzo, ennesima riprova della capacità di Nicoletta Vallorani di cimentarsi con generi totalmente diversi e con scritture sempre nuove.

Visto dal cielo di Nicoletta Vallorani
411 pag., Euro 15.00 – Edizioni Einaudi (Einaudi tascabili. Stile Libero big n. 1227)
ISBN 88-06-1695-8

Le prime righe

A parte Bassora

Nicholas Gutierrez fu trovato la mattina del 21 dicembre 2004, nella palestra del Libero istituto per le arti e i mestieri Totò, Massimo Traisi e Rintintin. Secondo un rituale consueto, il corridoio e gli altri locali erano striati di sangue, che, date le condizioni del cadavere, non fu possibile stabilire da dove spuntasse. I fotografi che arrivarono per primi, dopo aver spennellato in giro a pedate i pochi indizi che avrebbero potuto esserci, notarono con intuito prodigioso che quella che stavano fotografando era sempre la stessa scena: la palestra di una scuola trasformata nel teatro di un macello. L'unica sostanziale differenza, rispetto alle occasioni precedenti, era che questa volta c'era scappato il morto. Per il resto, tutto come al solito: sangue, detriti, un paio di mazze da baseball e svariati coltelli in un angolo, una molotov rovesciata e una in piedi vicino alla testa del cadavere flambé, come un omaggio totemico. Sembrava la polaroid di un omicidio riscritto per la scena di un teatro.
I vestiti che Nicholas aveva indossato da vivo erano sparpagliati con cura sull'asse d'equilibrio, sovrastati da una kaffiyah rossa, chiaramente non filologica. In giro, stavano abbioccate bandiere di ogni tipo, comprese quelle della Sampdoria e del Chievo. C'era anche un passamontagna nero, identico ai tre che dieci giorni prima erano stati trovati nella palestra del liceo Berchet, vicino ai corpi dei ragazzi ancora in coma al Fatebene. Secondo Agata, esistevano prove inconfutabili che il passamontagna fosse stato abbandonato dall'assassino. Nicholas non si sarebbe mai sognato di indossarlo, neanche sotto la minaccia di una pistola.

© 2004 Giulio Einaudi Editore


L’autrice

Nicoletta Vallorani, è nata nel 1959 a San Benedetto del Tronto, ma da tempo vive a Milano, dove insegna all’Università statale. Traduttrice e autrice, nel 1992 ha vinto il premio Mondadori-Urania Il cuore finto di Dr. Tra i suoi titoli ricordiamo Cuore meticcio, La fidanzata di Zorro, Le sorelle sciacallo, Eva, La mappa del male e il libro per ragazzi Come una balena.


Di Carlotta de Lorenzo


2 luglio 2004