NARRATIVA DAL MONDO

Calixthe Beyala
Come cucinarsi il marito all'africana

“Ho un’illuminazione improvvisa: come fare per cucinarsi il marito all’africana senza perdere l’anima?”

La ricetta non è nuova: prendere il marito per la gola è una di quelle classiche “formule magiche” tramandate di madre in figlia nei secoli dei secoli, per catturare un uomo e per trattenerlo successivamente in una bella gabbia golosa e profumata... Evidentemente è una formula universale, che con umorismo e intelligenza Calixthe Beyala ci ripresenta in questo lungo racconto.
Una magra “gazzella” africana, la signorina Aissatù, si aggira tra le pagine con la sinuosità e la sensualità di una bella donna di colore che, arrivata da tempo a Parigi, ormai si sente bianca, vive come le occidentali e sta dimenticando le proprie radici. L’annientamento del corpo, il desiderio di magrezza a ogni costo porta a rifiutare il cibo, a non proseguire nella tradizione culinaria familiare, optando per una dieta forzata a base di verdure crude nella speranza di essere così all’altezza della richiesta e del gusto maschili. “Io sono una negra bianca e per la seduzione il cibo è un veleno mortale. Faccio cantare il mio corpo scorticandomi le natiche e grattugiandomi i seni convinta che, martirizzando lo stomaco, i miei pori sprigioneranno le divinità della sensualità. Fino al giorno in chi ho davvero capito che c’è un tempo per allontanarsi, un tempo per ritrovarsi, un tempo per perdersi e un tempo per tornare alle proprie radici.” Il tempo per tornare al lontano mondo vernacolare viene con il tempo dell’amore, impersonificato dall’affascinante Suleymane Bolobolo, giovane maliano che vive con l’anziana madre malata nello stesso palazzo della nostra protagonista. Per sedurlo Aissatù rispolvera i piatti tradizionali dell’Africa che preparava la madre, avvolgendo l’uomo in una malìa di profumi e di gusti intensi e antichi. E Bolobolo lentamente si fa cucinare dalla bella vicina di casa, non senza sporadiche quanto inutili resistenze... La scrittura di Calixthe Beyala è particolarmente brillante e arguta, e già questa considerazione sarebbe sufficiente per consigliarvi la lettura di questo romanzo breve, ricco di riflessioni originali, ma a donargli un ulteriore valore aggiunto ecco le ricette: 25 descrizioni dettagliate di piatti come il gombo alla paprika o il riso all’africana, l’antilope affumicata ai pistacchi o l’insalata esotica, il coccodrillo alla salsa bongo tchobi o la purea di mango. Forse non sarà semplicissimo reperire tutti gli ingredienti, ma sostituendo qualche “fattore” il risultato non cambierà: tutte potremo provare a cucinarci il marito all’africana.

Come cucinarsi il marito all'africana di Calixthe Beyala
Titolo originale: Comment cuisiner son mari à l'africaine
Traduzione di Gaia Amaducci e Concetta Sorace
149 pag., Euro 10.00 - Edizioni epoché
ISBN: 88-889-8305-8

Le prime righe

C'era una volta un uomo che viveva tra le montagne, nella società degli animali. Le vacche gli davano il latte, le pecore gli tenevano compagnia, gli uccelli gli facevano vento con le loro ali colorate, i gatti lo accarezzavano e i conigli lo riscaldavano quando le notti erano fredde. Era così felice tra quelle montagne da non sopportare neppure la vista di un essere umano. Un giorno, al sorgere del sole, trovò una donna accoccolata sotto la sua veranda. Stava osservando i rosai piantati nel cortile. I rosai erano in fiore e i fiori erano neri.
«Sei tu Biloa?» gli chiese.
«Non ho nome per la razza degli uomini» rispose lui.
«Eppure, mi hanno detto che attraversando il fiume e scalando questa montagna sarei arrivata a casa di Biloa».
L'uomo spostò lo sguardo e contemplò la donna. I suoi occhi erano neri come la notte. I denti davanti erano spaziati e la bocca rossa disegnava una farfalla.
«Non ho bisogno di nessuno con cui condividere il futuro. Non sono io».
«Ci avrei scommesso» replicò la donna.
Poi, gli raccontò la sua storia.
Fin da quando era molto piccola, un uomo la raggiungeva sul giaciglio. Si chiamava Biloa. La cavalcava e le diceva che la sua donna era lei e nessun'altra. Le aveva mostrato una voglia sulla natica sinistra. «Così mi potrai riconoscere» le aveva detto.
«Non sono io».
Ma all'epoca, continuò la donna, era occupata a crescere i suoi fratellini, a mungere le vacche e a nutrire i maiali. Gli aveva detto di chiamarsi Andela.

© 2004 Edizioni Epoché


L’autrice

Autrice di numerosi romanzi di successo, Calixthe Beyala, originaria del Camerun, vive e lavora a Parigi. Il suo Gli onori perduti (2003) ha ottenuto il Grand Prix du roman de l'Académie française.


Di Giulia Mozzato


25 giugno 2004