NARRATIVA DAL MONDO

Carlos Fuentes
L’istinto di Inez

“Uniti, Gabriel e Inez riuscivano a dare visibilità fisica all’invisibilità delle passioni nascoste. Gli occhi potevano vedere quello che la musica, per essere arte, doveva nascondere.”

Leggere il romanzo di un grande scrittore è sempre una specie di dono, un premio per chi apprezza la bellezza della forma e l’intensità dei contenuti. Se poi la traduzione sa rendere ogni sfumatura, ogni emozione e ogni concetto con precisione e sensibilità, come avviene sempre con Ilide Carmignani, si ha la sicurezza di non perdere nulla rispetto alla lettura in lingua originale.
Così ogni libro di Carlos Fuentes è imperdibile per chi ne abbia apprezzato in passato le doti letterarie e le qualità umane. Qualsiasi autore onesto penso abbia l'aspirazione di arrivare, tramite la parole, a far sì che la vita degli uomini e delle donne sia più libera e di poter aprire dei nuovi orizzonti: questa affermazione, che fece in una bella intervista concessa ad libriAlice.it tempo fa, chiarisce bene come l’intento dello scrittore non sia puramente estetico, pur dando grande peso all’elemento espressivo.
L’istinto di Inez, si apre con la visione di un vecchio (questa è un’età che a Fuentes interessa molto indagare), un grande direttore d’orchestra che attraverso l’evocazione suscitata da un sigillo di cristallo, riesamina la sua vita che viene presentata in un lungo flash back lungo tutta l’opera. Una donna, Inez, è protagonista del romanzo e della vita del musicista. L’incontro/scontro tra i due avviene durante le prove notturne del Faust di Berlioz, nel 1940, in una Londra colma d’angoscia per i continui bombardamenti. La voce di Inez, indisciplinatamente, si era alzata a turbare la compattezza del coro: il maestro si adira, ma è travolto dalla bellezza selvaggia della cantante. Nasce una passione, che vedrà allontanamenti e ricongiunzioni, a distanza di anni: tra i due però si frapporrà sempre un rivale indomabile e impossibile da sconfiggere. È l’uomo biondo che appare (o scompare) in una vecchia foto che suscita, fin dal primo istante, una oscura attrazione in Inez, qualcosa di primordiale e ancestrale, qualcosa che simbolizza il rapporto uomo donna, trasformandolo in un assoluto della storia e dell’anima: è l’inizio di tutto, è il potere della vita sulla morte o, come dirà l’autore, l’inizio della “vita della morte”.

L’istinto di Inez di Carlo Fuentes
Titolo originale: Istinto de Inez
Traduzione di Ilide Carmignani
154 pag., Euro 13,50 – Edizioni Marco Tropea
ISBN: 88-438-0470-7

Le prime righe

"Non avremo nulla da dire sulla nostra morte."
Questa frase girava da tempo nella vecchia testa del maestro. Non osava scriverla. Temeva che a metterla su carta si sarebbe avverata con funeste conseguenze. Dopo non avrebbe avuto più nulla da dire: il morto non sa cosa è la morte, ma neppure i vivi. Ecco perché la frase, sempre in agguato come un fantasma verbale, era al contempo sufficiente e insufficiente. Diceva tutto ma a prezzo di non dire più nulla. Lo condannava al silenzio. E cosa avrebbe potuto dire sul silenzio, lui che aveva dedicato la sua vita alla musica, "il meno fastidioso dei rumori" secondo la rude definizione del rude soldato corso, Bonaparte?
Passava le ore concentrato su un oggetto. Pensò che se toccava una cosa, i suoi pensieri morbosi sarebbero svaniti, si sarebbero attaccati alla materia. Ma scoprì ben presto che il prezzo di tale spostamento era altissimo. Credeva che se la morte e la musica lo identificavano (o si identificavano) troppo come e con un vecchio, senza altre risorse che quelle della memoria, aggrapparsi a un oggetto gli avrebbe dato, a novantadue anni, gravità terrena, peso specifico.

© 2004 Gruppo editoriale il Saggiatore


L’autore

Carlos Fuentes (1928) è considerato uno dei maestri della narrativa messicana e uno dei più importanti romanzieri contemporanei. Ha vinto il Premio Cervantes, massimo riconoscimento per un autore di lingua spagnola, e il Premio Principe de Asturias de las Letras. Fra i suoi romanzi ricordiamo La morte di Artemio Cruz, Aura, L'ombelico della luna, Gli anni con Laura Diaz, Le relazioni lontane e L'albero delle arance. Ha svolto anche un'importante opera di giornalista e saggista (Tutti i soli del Messico e Geografia del romanzo) ed è stato ambasciatore del Messico in Francia.


Di Grazia Casagrande


25 giugno 2004