GRANDI UOMINI

Renzo Giacomelli
Brasile al bivio
La scommessa di Lula presidente operaio

“La disoccupazione, la fame, la cattiva qualità della sanità e dell’educazione hanno fatto sì che l’elettorato riconoscesse che, con Lula, un altro Brasile era possibile.”

Dato che i grandi mezzi di informazione di massa spesso trascurano le realtà più interessanti della scena mondiale e i fatti che stanno davvero cambiando alcune prospettive, i libri devono svolgere una funzione informativa oltre che quella, che a loro compete, di approfondimento.
L’elezione a presidente del Brasile di Luiz Inácio Lula da Silva, leader del Partido dos trabalhadores, il primo gennaio 2003 ha di certo significato molto per quel Paese, per tutta l’America Latina e per l’intero mondo globalizzato. Pesantissima l’eredità di cui il neo eletto doveva farsi carico: l’enorme disuguaglianza sociale era stata solo “scalfita” dal predecessore Cardoso, le cui scelte neoliberiste avevano invece aggravato altri settori dell’economia nazionale. Proprio per questo il primo anno di governo è stato dedicato da Lula alla stabilizzazione della macroeconomia, scelta inevitabile, ma che ha reso più difficile lo sviluppo interno e creato già qualche malcontento o accenni di delusione. Oggi però la produzione ha ripreso a crescere, grazie anche ad adeguati interventi governativi, e i rapporti (abilmente costruiti) con il Fmi sono risultati davvero preziosi, così come l’alleanza con l’argentino Kirchner.
Il volume in esame, recentemente pubblicato dalle Edizioni Paoline, propone un quadro esaustivo della situazione: si apre con una biografia de Il Presidente operaio scritta da Frei Betto, teologo della liberazione a amico personale di Lula da molti anni, quindi vengono trattate le quattro importanti riforme in corso, quattro battaglie che erano state al centro della campagna elettorale. Si tratta della lotta alla fame collegata al “Programma Fame Zero” (Guerra alla fame, sempre di Frei Betto), di quella alla delinquenza (Lotta alla violenza di Paulo Lima), della battaglia per uno sviluppo sostenibile cioè rispettoso dell’ambiente perché tutelare il grande serbatoio di ossigeno dell’Amazzonia è davvero fondamentale per l’intero mondo (L’Amazzonia di Marina Silva e Un testimone scomodo di Maurizio Chierici) e sul nuovo ruolo del Brasile all’interno dell’America Latina (Tra l’Alca e il Mercosur di Celso Amorin). Nel saggio sono poi analizzate le varie forze del cambiamento, i movimenti sociali e la funzione della “chiesa solidale”. Chiudono il volume alcuni interessanti interventi sul rapporto tra l’attuale “esperimento Lula” e il resto del mondo (Usa, Europa e gli altri Paesi dell’America Latina).
Chiunque abbia anche un vago interesse per le poche possibilità di cambiamento non violento della situazione reale e per un progresso complessivo del mondo civile dovrebbe vedere nell’elezione del presidente Lula uno dei pochi esempi a cui riferirsi e avere la saggia curiosità di conoscere meglio il suo percorso: questo libro lo può aiutare.

Brasile al bivio. La scommessa di Lula presidente operaio a cura di Renzo Giacomelli
Pag. 193, Euro 9,30 - Edizioni Paoline (Nord Sud pagine per capire)
ISBN 88-315-2668-5

Le prime righe

Introduzione

La scommessa di Lula

II 1° gennaio 2003 Brasilia era battuta da un vento fresco e da una pioggia sottile. Non vi badavano i 300 mila che affollavano la Esplanada dos Ministerios, sulla quale si affacciano i palazzi del potere politico: il Congresso nazionale, il Governo e il Planalto, la residenza ufficiale del presidente della Repubblica. La folla formava un immenso prato di tre colori: verde e oro, come la bandiera del Brasile, e rosso, come la bandiera del Partido dos trabalhadores, Partito dei lavoratori (Pt), il cui leader, Luiz Inàcio Lula da Silva, stava per insediarsi come nuovo capo dello Stato e del governo. Lula, a bordo di una vecchia Rolls Royce nera, procedeva lentamente verso il Congresso nazionale. Qui doveva giurare fedeltà alla Costituzione e ricevere dalle mani del predecessore, Fernando Henrique Cardoso, la fascia presidenziale.
L'ex ragazzino lustrascarpe e venditore ambulante di una cittadina del Nord-est, l'ex tornitore di Sào Bernardo do Campo (cintura industriale di San Paolo), l'ex sindacalista, aveva compiuto cinquantasette anni due mesi prima, il 27 ottobre, proprio il giorno in cui il 60% dei 110 milioni di elettori lo chiamava alla presidenza della Repubblica.

© 2004 Figlie di San Paolo


Il curatore

Renzo Giacomelli, vicedirettore di Famiglia Cristiana, ha scritto numerosi reportage dall'America Latina. Ha pubblicato il romanzo Diario di Bartolomé.


Di Grazia Casagrande


25 giugno 2004