NARRATIVA DAL MONDO

Banana Yoshimoto
Il corpo sa tutto

“Le piante sono così. Se aiuti una sola pianta di aloe, da quel momento in poi, in qualunque posto andrai, tutte le painte di aloe che vedrai ti avranno in simpatia. Le piante sono in contatto tra di loro, sono tutte compagne.”

La morte, relegata ai margini del pensiero contemporaneo, volutamente ignorata, dimenticata come se l’uomo avesse davvero raggiunto il traguardo dell’immortalità, appare in tutta la sua inevitabilità nelle prime pagine di Il pollice verde, il primo dei racconti raccolti in questo volume di Banana Yoshimoto. È la morte “giusta” e naturale di una donna anziana, di una nonna che lentamente si spegne lasciando dietro di sé molto rimpianto ma anche altrettanta rassegnazione. A raccontarcela è la nipote, una giovane donna affettivamente molto legata alla nonna con cui condivideva alcune passioni in un’affinità elettiva rara tra generazioni così distanti.
Saper narrare la sofferenza è una caratteristica assoluta della scrittura dell’autrice giapponese, ormai quarantenne. Tutta la raccolta (13 testi in totale) è intrisa di momenti dolorosi, più o meno superati da chi li ha vissuti in prima persona. Barca, ad esempio, racconta il difficilissimo passaggio di una bambina dalla sua madre naturale, alcolizzata, alla mamma nuova, la compagna del padre, rivissuto in una seduta ipnotica liberatoria. In Farfalla nera la protagonista ricorda il momento in cui i genitori furono sul punto di separarsi e come la cosa fosse poi rientrata: “il tempo che niente può fermare non scorre solo per piangere sulle cose perdute ma anche per ottenere un’infinità di momenti bellissimi, uno dopo l’altro”. Il tempo non può fermare neppure la perdita di un pesciolino, un adenoma che dopo molti anni la protagonista del racconto omonimo decide di farsi bruciare con il laser, e che diventa simbolo di una parte della sua esistenza, facendole vivere la sua scomparsa come un lutto.
Il corpo sa tutto, ogni evento dell’esistenza resta imprigionato tra le difficili maglie della psiche o viene “assorbito” fisicamente. Gioie e dolori, molti ricordi di cui non abbiamo neppure più coscienza, restano comunque sotto la nostra pelle e compongono il tessuto del nostro corpo. A volte ricompaiono improvvisamente, altre volte sono sopiti per sempre. I protagonisti dei racconti della Yoshimoto ne ricavano in ogni modo importanti segnali e insegnamenti per affrontare con maggiore serenità il resto della vita.

Il corpo sa tutto di Banana Yoshimoto
Titolo originale: Karada wa zenbu shitte iru
Traduzione di Giorgio Amitrano
Pag. 138, Euro 10.00– Edizioni Feltrinelli (I Canguri)
ISBN 88-07-70157-X

Le prime righe

IL POLLICE VERDE

In treno avevo dormicchiato, e così avevo per metà la sensazione di sognare. Quando sentii il nome della mia stazione, scesi precipitosamente. Nell'aria pungente dell'inverno, il marciapiede sembrava ghiacciato. Mi strinsi bene la sciarpa e uscii dal controllo biglietti.
Salita in taxi, chiesi all'autista di portarmi all'albergo, ma lui disse di non conoscerlo. Ricordai che si trattava di un albergo nuovo, piccolo, probabilmente poco pubblicizzato, e così mi feci lasciare in una zona da cui avrei potuto facilmente raggiungerlo.
Tutt'intorno non c'erano altro che campi, e in lontananza si vedeva il profilo dolce delle montagne. Quando trovai una piccola insegna che indicava l'albergo, la seguii inerpicandomi per una stretta salita.
Ora che mi ero abituata al freddo, assaporavo con gioia l'aria pulita. Ero sempre più sveglia, e stavo cominciando a sudare un po' quando davanti a me percepii la presenza di qualcuno che conoscevo.

Era stato durante l'inverno precedente che era venuto fuori il discorso dell'aloe nella stradina davanti casa, cresciuto troppo e diventato di intralcio.

© 2004 Gingiacomo Feltrinelli Editore


L’autrice

Banana Yoshimoto (Tokyo 1964) ha conquistato un grandissimo numero di lettori in Italia a partire da Kitchen (1991) e si è presentata come un autentico caso letterario. Dei suoi libri ricordiamo: N.P. (1992), Sonno profondo (1994), Tsugumi (1994), Lucertola (1995), Amritas (1997), Sly (1998), L’ultima amante di Hachiko (1999), Honeymoon (2000), H/H (2001), La piccola Ombra (2002), Presagio triste (2003) e Arcobaleno (2003). Banana Yoshimoto ha vinto il Premio Mascgera d’Argento 1999.
L’intervista di libriAlice.it


Di Giulia Mozzato


25 giugno 2004