SCRITTURE ITALIANE

Davide Tessari
Nordest Hotel

“Tracannavo giornate che a metterle assieme e pigiarle tutte quante non ne uscirebbe una stilla di vita. Ma la vita è così. Ammassata e secca, piena di avvenimenti sterili e ripetuti sempre uguali, spremi e ne verrà fuori un pulviscolo di frustrazioni standard e un odore d’anidride solforica in salsa lagunare.”

Beh, devo ammettere che siamo molto, molto soddisfatte. Il perché è presto detto: Davide Tessari è stato il vincitore, con il racconto breve L’ultima corsa della notte, della seconda edizione del nostro premio libriAlice.it / in-edito nel 2002. E ora, con piacere, vediamo uscire nelle librerie italiane il suo primo romanzo. Il “fiuto” della giuria, del resto composta da autori come Carmen Covito, Giuseppe Culicchia, Tiziano Scarpa e Alessandro Barbero, aveva “annusato” tra i tantissimi racconti arrivati in redazione quello che era parso più promettente e maturo. Ecco la conferma di quella promessa. Nordest Hotel è un romanzo denso e interessante che su piani distinti racconta una realtà legata a un luogo geografico, a una società, a una generazione e al contempo qualcosa di molto più universale, che va al di là di tutto ciò.
L’esordio è per noi quasi “preoccupante”: il protagonista si ritrova, in occasione della premiazione di un concorso letterario, in un ambiente di insopportabili pseudointellettuali snob, convinti di avere in mano le redini della cultura e di saperle gestire in modo assolutamente autonomo, guardando con disprezzo chiunque tenti un approccio diverso (“All’uscita ci ha salutato uno a uno, noi, il futuro della letteratura italiana, una variegata accozzaglia di umori fatalisti e inviperiti che ha gettato via l’ultima cicca sull’acciottolato del parco, sfumando come l’illusione crocieristica, nella veneta notte gaudiosa di donne, polenta&osei”). Tra Amici di Amici, raccomandati ed “ego voracissimi” non ci sembrava di essere rappresentate... e siamo certe che così non è! Ma torniamo alla vicenda: questo excursus letterario è solo un modo per conoscere meglio il personaggio che poi ci condurrà lungo la storia, che non è una disquisizione sui meriti e demeriti della letteratura, ma un romanzo d’amore e disillusione, o meglio sull’amore e sui sentimenti, quelli perduti e ritrovati, quelli di tutti. Questo aspirante scrittore è un operaio, Marco, con la passione per la narrativa e una vita personale non del tutto soddisfacente. In particolare la qualità della sua esistenza è virata al peggio da quando la sua compagna Juliette l’ha lasciato dopo otto anni per sposare un amico, guarda caso il suo migliore amico, Alberto (“Adesso, passati tre anni, ho il mio bel trantran, che odio ma che non posso eludere, che vorrei buttar via, rivoluzionando la mia vita con una dolce fanciulla che non riesco a trovare. La mia vita ha momentaneamente archiviato termini come felicità e tristezza, contemplando solo diverse varianti di depresisoni. E una certezza: troppe volte zero non vuol dire uno”). È proprio Alberto adesso a chiedere il suo aiuto: Juliette è scomparsa, fuggita, forse si è uccisa, forse è scappata all’estero, non si sa. Così come non è possibile capire quanto abbia influito in questa decisione estemporanea la morte, improvvisa, immotivata e relativamente recente, del bimbo nato dalla coppia, Luca. L’unica persona che sembra ormai in grado di rintracciarla, paradossalmente, è lui, Marco, la persona da cui lei pochi anni fa si è allontanata per un’altra vita. Tessari continua a raccontare il nord-est, sullo sfondo, ma la storia diventa un’indagine, e l’ossessiva ricerca di Juliette si trasforma nell’unico motivo di vita di Marco. Restano le paninoteche e le zanzare, le birrerie e le prostitute dell’est, la droga e l’alcol, le campagne padane e i loro abitanti, ma lo sguardo si allarga, verso l’Europa, verso nord, sfiorando il Circolo Polare Artico. Marco parte per Tromsø, dove forse Juliette si è rifugiata o dove potrebbe essersi uccisa: lo fa solo per chiederle se sta bene, per dirle che il marito non può stare senza di lei. Un’assurdità che può portare solo a un finale altrettanto assurdo quanto imprevedibile, in un crescendo noir di grande effetto.
Con la sua scrittura brillante e ironica capace di smitizzare e di smontare la quotidianità, Davide Tessari racconta quel nord-est “terra di Dio e del Lavoro”, del “Denaro e della Lussuria”, fatto di imprenditori piccoli e grandi, tutti votati al successo economico, mai goduto fino in fondo, e racconta una generazione, “i Ragazzi dell’85”, confusa e spiazzata da una visione forse troppo disincantata della realtà.

Nordest Hotel di Davide Tessari
Pag. 349, Euro 15,00 - Edizioni Robin (I libri colorati. Blu: contemporanei)
ISBN: 88-7371-044-1

Le prime righe

- I poliziotti - mi fa. - Vorrebbero parlarti ancora.
Poi fa una faccia strana. - Lo sai come sono gli sbirri, a tutte le latitudini.
No Miki, non lo so come sono fatti gli sbirri. Non c'ho mai avuto a che fare in vita mia.
Anche se a te, giramondo per amore, che hai mollato Cesenatico per correr dietro a una fighetta scandinava, questo potrà suonare strano. Be', credimi, è cosi.
Spengo il walkman e mi tolgo le cuffiette, lasciando a metà una Jungleland del '76 da brividi rintracciata per vie traverse. Penso di essere l'unico a nord di Tunisi ad avere ancora un vecchio walkman a cassette, ma non è che me ne freghi poi molto...
Affondo il collo nella giacca a vento blu scacciando i brividi; maledetta giacca, era diventata vecchia, non teneva più la pioggia. Ne aveva presa troppa. Tutta quella pioggia...
Sento la pelle della faccia indurirsi e tendersi sulle ossa come cellophane mentre l'aria gelida del Mare del Nord spazza la prua, incurante del sole anemico di questa mezzanotte artica.
Una ragazza dall'aria inglese seduta accanto a me, sui vent'anni, inspira a narici piene, nascosta in un leggero k-way rosso, e mi chiedo come faccia a non aver freddo... Lei si accorge che la sto guardando, e scuote all'indietro i capelli spargendoli sulla testa come un mikado, e imitando male un sorriso di cortesia.
Ha l'aria di una di quelle che si dimenticano come si scrive il proprio nome mentre si compila un modulo.

© 2004 Robin Edizioni


L'autore

Davide Tesari. Nato a Marghera, Venezia, nel 1969. Vive a Mira, e lavora al Petrolchimico di Porto Marghera. Ha vinto, con i suoi racconti, numerosi premi letterari, tra cui il Premio libriAlice.it e il Premio Storie Rock. Alcuni brani di Nordest Hotel compaiono, sotto forma di racconto, nel libro Effetto globale.


Di Giulia Mozzato


18 giugno 2004