GRANDI AUTORI DAL MONDO

Robin Jenkins
Fergus Lamont

“Ero il figlio del figlio di un conte, ma mio padre era un carpentiere navale. Avrei dovuto abitare in un castello con un grande parco; invece vivevo in un appartamento di due stanze e cucina con un cortile comune.”

È davvero divertente prendere in mano un libro un po’ diverso dal solito come questo, non troppo impegnativo ma ben scritto, che racconta la realtà tutto sommato poco conosciuta, di un certo Novecento scozzese, tradizionale e conformista. Jenkins ci narra la vita di Fergus Lamont, nato in un quartiere operaio di Gantock, nella Scozia dell’inizio del Novecento, ma in realtà figlio illegittimo di un nobile Corse di Darndaff. Sin da bambino tormentato da sensazioni di inadeguatezza, Fergus cresce orfano, dopo il suicidio della madre, e diviso tra il desiderio di assomigliare più possibile agli aristocratici scozzesi e al tempo stesso essere accettato nell’ambiente popolare in cui quotidianamente vive. Le sue radici sono rappresentate da un capo d’abbigliamento, il kilt, scelto per lui dalla madre (inizialmente indossato con imbarazzo) e diventato in seguito la rappresentazione più adeguata della sua personalità. Una vita in bilico tra due realtà molto diverse: una Croce di Guerra guadagnata durante il primo conflitto mondiale (“vissuto da ufficiale ambizioso ed entusiasta”); un matrimonio con una scrittrice piuttosto famosa, Betty T. Shields, “venerata in tutta la Scozia, dai monolocali ai castelli, per i suoi libri traboccanti di virtù e saldezza morale”, ma destinata a tradirlo costantemente; la poesia come mezzo d’espressione nato tra le case popolari di Lomond Street; una figlia, Dorcas, che “già a quattro anni era così vanitosa da passare anche un’ora davanti allo specchio facendo pratiche di inchini e riverenze, così snob che si adombrava se il figlio di un contadino della sua età le chiedeva di giocare, così autoritaria che pretendeva di avere ragione in tutto” e così inumana da considerare il padre un ostacolo nella sua scalata sociale. E tutto sempre accompagnato da quel senso di estraneità in ogni luogo, di inadeguatezza, superato unicamente nel rapporto con una donna stravagante, anticonformista, considerata folle nel suo villaggio delle Ebridi: Kristie McDonald. Con la trasformazione che l’amore per questa donna attua nel suo animo, e con il ritorno al paese d’origine, si chiude questo lungo romanzo biografico e storico, ricco di spunti ironici e di aneddoti divertenti, ritratto di una società fredda e cinica ma capace di grandi slanci vitali.

Fergus Lamont di Robin Jenkins
Traduzione di Marco Bosonetto
Pag. 454, Euro 17,90 – Edizioni Instar Libri (i Dirigibili)
ISBN: 88-461-0057-3

Le prime righe

Parte prima

1

Mezza Scozia rise sotto i baffi e l'altra mezza scosse severamente il capo quando in una lettera allo Scotsman e al Glasgow Herald avanzai la proposta che ai detenuti delle carceri scozzesi fosse permesso, se lo desideravano, indossare il kilt, esercitando così un diritto acquisito per nascita. E ora mezza Scozia riderà ancora più sguaiatamente e l'altra mezza scuoterà il capo sempre più spazientita sentendomi confessare che all'età di sette anni e mezzo, quando misi il kilt per la prima volta, non provai affatto gioia e fierezza, bensì riluttanza e angoscia, e che per il resto della vita non mi è mai capitato di vestire il gonnellino senza sentire qualcosa di simile al dolore e alla vergogna che Giacomo IV, infelice parricida, doveva provare infilando la camicia di ferro penitenziale.
Scozzesi puritani e bigotti, avete ucciso la mia giovane e splendida madre. E io, essendo uno di voi, sono costretto a condividere la vostra colpa.
Il kilt si trovava in vendita nel negozio di vestiti usati di Lumhat Broon. Era appartenuto a un ragazzino il cui padre sedeva nel consiglio di amministrazione dei cantieri navali Stewart di Gantock, gli stessi dove il mio, di «padre» (l'onesto e generoso campione di lancio degli anelli John Lamont che compare sul mio certificato di nascita), lavorava come carpentiere, gli stessi che avevano visto mio nonno materno, Donald McGilvray, prestare servizio in qualità di capo dell'ufficio paghe. Il tartan era quello del clan McLeod.

© 2004 Instar Libri Editore


L'autore

Robin Jenkins è nato in Scozia, a Cambuslang (Lanarkshire), nel 1912. Dal 1957 al 1968 ha insegnato negli istituti inglesi di Kabul e Sabah (Borneo). Oggi vive nell’Argyll. È autore di numerosi romanzi, tra cui Cose bambini, The Cone-Gatherers, Happy for the Child, The Changeling e Guest of War, considerati capolavori della letteratura scozzese e britannica.


Di Giulia Mozzato


18 giugno 2004