SCRITTURE ITALIANE

Marco Salvador
Il Longobardo

“I longobardi credevano che l’albero fosse abitato da una creatura misteriosa, di giorno tanto piccola da non essere vista e di notte così grande da tenere un piede nella corte e l’altro nel cimitero facendo fuggire i malintenzionati e i nemici.”

Salvador, al suo primo romanzo, ha sfidato un tema davvero complesso e un genere altrettanto arduo, quello del romanzo storico. La vicenda infatti, come correttamente avviene quando si colloca il proprio lavoro in questo genere letterario (negli ultimi anni particolarmente amato dai lettori), vede personaggi realmente vissuti e storicamente significativi intrecciare le loro vite con figure invece nate dalla fantasia dell’autore e dalla sua necessità narrativa.
Siamo nel VII secolo d.C. e Rotari, il re longobardo che, salito al trono, raccoglierà in forma scritta la legislazione prima tramandata solo oralmente e che darà il suo nome a questa fondamentale silloge di leggi (l’Editto di Rotari è del 643 d.C.) è colui che combattendo contro ogni insidia tramata dai suoi innumerevoli nemici funge da protagonista del romanzo che si apre con l’immagine dei solenni riti funebri in onore del re stesso e della sua sposa Gaila.
Amico inseparabile, l’unico affidabile e fedele tra chi circonda il giovane Duca di Brescia, è Stiliano da Cividale che svolge anche la funzione di narratore delle oscure e cruente vicende che accompagnano il giovane Rotari nella sua ascesa al trono e nella conquista della amatissima Gaila..
Molte le informazioni, che attraverso il narratore, Salvador offre ai lettori non solo sulle vicende storiche, ma sui costumi, la religione e i riti del popolo longobardo. Inoltre vengono ricostruite con grande precisione anche le credenze e le superstizioni di un’epoca che rifiuta spiegazioni razionali degli eventi naturali, ma anima ogni singolo elemento di un significato profetico vedendo un legame stretto tra l’uomo e la divinità che gli invia continui segni del proprio volere o della propria contrarietà. Così questo ampio romanzo può davvero soddisfare le esigenze di varie tipologie di lettori: di chi cerca il divertimento in una trama avvincente, di chi desidera approfondire la propria conoscenza storica ma nello stesso tempo non affrontare letture troppo impegnative, di chi ama scoprire la psicologia dei grandi del passato, di coloro cioè i cui nomi apprendiamo solo dai testi scolastici.
La regione di provenienza dell’autore, il Friuli, è davvero ricca di testimonianze e di monumenti d’epoca longobarda e di certo questa familiarità, oltre che la passione del ricercatore, con l’Alto Medioevo può aver contribuito nella scelta del materiale narrativo così esaurientemente espresso in questo primo interessante romanzo.

Il Longobardo di Marco Salvador
463 p., Euro 19,90 – Edizioni Piemme
ISBN: 88-384-8192-X

Le prime righe

Epilogo
in modo di prologo

II monaco di nome Teja mi scrutava con sospetto. Ho creduto fosse a causa del mio abbigliamento, troppo ricco per un prete. Non era così, ora lo so. Egli semplicemente diffida di tutti coloro che mettono piede nella chiesa della quale è il nuovo custode.
Teja è un uomo dalle vesti luride. L'orlo inferiore della tunica ha una spessa crosta di sudiciume e la clamide sono anni che non viene immersa nella liscivia. Anche nel fisico è sgradevole. La pelle del viso, di un grigio pallore, è grinzosa. La cute del cranio, denudata dalla tonsura, è cosparsa di macchie brunastre. Le dita delle mani terminano con unghie nere e spezzate, come gli artigli di una vecchia poiana. Ha lo sguardo malevolo, forse per le palpebre cadenti, arrossate e cispose. L'atteggiamento non è migliore dell'aspetto: ti sta davanti ritto e austero, facendo tintinnare le chiavi che gli pendono dalla cintura, e parla con fastidiosa arroganza. Chiaramente si crede il padrone in San Giovanni Battista, la chiesa edificata dal vescovo Massimo al tempo di papa Simmaco.
Quando si è avvicinato per l'abbraccio rituale ho provato un moto di repulsione.

© 2004 Edizioni Piemme


L'autore

Marco Salvador è nato a San Lorenzo, in provincia di Pordenone, nella casa in cui vive tutt’oggi. Ricercatore storico, per professione e per passione, con un interesse particolare per il Medioevo, è autore di numerosi saggi. Questo è il suo primo romanzo.


Di Grazia Casagrande


18 giugno 2004