PROVOCAZIONI NARRATIVE

Rick Moody
La più lucente corona d’angeli in cielo

“Nessuno di noi sembrava essere consapevole della natura delle coincidenze che ci univano, come io ne sono consapevole ora, né del fatto che i tossici e i masochisti e le puttane e quelli che hanno sprecato tutto nella vita sono la più lucente corona d’angeli in cielo.”

Uno strano racconto, in qualche modo asettico. Pur uscito dalle peggiori descrizioni della più estrema New York, quella dove tutto, sesso, droga, alcol viene vissuto nel modo più duro, nelle sue manifestazioni più esagerate, eppure questo racconto risulta freddo, privo di morbosità e dunque di giudizio morale. E in questo sta la sua forza letteraria e testimoniale.
Quelle crude descrizioni pornografiche, la terribile narrazione delle giornate trascorse alla ricerca di qualcosa con cui farsi, il racconto di luoghi decadenti e oscuri risultano asettici. Nulla a che vedere con la passionale partecipazione di Bukowski, e neppure con lo scrivere tutto, su tutto e di tutto di Andy Wharol, o con l’arte colorata e stridente di Keith Haring e Basquiat, per citare alcuni protagonisti di un mondo simile e vicino.
Una New York stratificata, comunque eccessiva, specchio degli anni ’80 in cui il racconto è ambientato. Un East Village dove il luogo in cui si bazzica, tra ex macelli che ancora trasudano un vecchio sangue che si impasta con il crack, è quello della perdita di sé, della volontà di annientamento totale, ma sostanzialmente dell’abitudine. Anche il dolore di figli “morti per i loro genitori, morti per i presidi delle loro scuole, per i parroci, gli assistenti sociali, gli amici, i compagni di scopate, i compagni di squadra, morti persino per i loro spacciatori” che esistono come fantasmi solo per le droghe, è un dolore inconsistente, impercettibile, freddo. Il racconto, diviso in tre parti distinte, fotografa alcuni protagonisti di questo mondo, partendo sempre dal sesso e arrivando sempre all’eroina. Personaggi che solo alla fine trovano inconsapevolmente, casualmente un legame tra loro, come immagini emblematiche (loro o altri poco importa) di un film-documentario che Yvonne, debole e minuta ragazza di questo mondo, gira in questi luoghi. Moody ha recentemente affermato che il suo testo rappresenta anche un documento affidabile, una testimonianza storica utile a ricostruire quella che era la zona dei sex shop e dei peep show intorno a Times Square nel 1985. In effetti i riferimenti a luoghi e situazioni sono precisi e dettagliati e al lettore italiano che non abbia conosciuto la New York di quel decennio permettono di immaginare con ragionevole approssimazione strade e piazze, vicoli, appartamenti ed ex magazzini.
Da non perdere, forse perché la sua voce è più affine a noi, la sua parola è passionale e comprensibile, la sua esperienza è raccontata senza ipocrisie, la Postfazione di Tommaso Pincio. A mio giudizio lei sola vale l’intero racconto e l’acquisto del volume.

La più lucente corona d’angeli in cielo di Rick Moody
Titolo originale: The Ring of Brightest Angels Around Heaven
Traduzione di Adelaide Cioni
Pag. 101, Euro 9,50 – Edizioni minimum fax
ISBN: 88-7521-017-9

Le prime righe

UNO

II Rudere - dove il mio amico Jorge Ruiz passava alcune delle sue serate - era decorato con pezzi d'automobile ritorti e discorsi inutili e ferraglia postindustriale, con l'urtarsi degli sconosciuti e lo sfarfallio delle occasioni perdute. In parte erano decorazioni; in parte erano i rimasugli dell'attività manifatturiera che aveva occupato quello spazio nei primi decenni del secolo. C'erano, sulle pareti del Rudere, le forme fuse di computer antidiluviani, appese a vecchi ganci per la carne. Quei primi Macintosh da tavolo: programmi di dattilografia o simulatori di volo o romanzi incompiuti che ancora lampeggiavano anemici, in verde, sugli schermi; schede madri aperte sopra i banconi e sui tavoli coi microchip sparpagliati tutto attorno come fossero un nuovo tipo di moneta.
Animali impagliati, sbudellati e graffettati alle pareti, e bambole mutilate. Pavimenti rivestiti di paglia e vetroresina e amianto e trucioli metallici e chiodi storti e aghi per tatuaggi e siringhe. C'erano le pale d'acciaio arrugginite di antiche escavatrici: sarcofagi di gladiatori. Maggiolini Volkswagen attaccati al soffitto con catene: splendidi lampadari decadenti. Era il vocabolario del gusto del Meatpacking District – la zona dei mattatoi di New York – a fare del Rudere quello che era. Sembrava difficile all’epoca immaginare i locali, quel genere di locali, senza i mattatori. I mattatori, gli allevatori, i macellai.

© 2004 minimum fax


L'autore

Rick Moody (New York,1961) è stato definito dal New Yorker uno dei venti “scrittori per il nuovo secolo”. È autore di Tempesta di ghiaccio (da cui Ang Lee ha tratto un film), Racconti di demonologia e Rosso americano, Garden State, il suo primo romanzo e la raccolta di racconti The Ring of Brightest Angels Around Heaven. Il suo ultimo libro è The Black Veil, un’opera autobiografica.


Di Giulia Mozzato


28 maggio 2004