I MAESTRI

Philip Roth
Chiacchiere di bottega
Uno scrittore, i suoi colleghi e il loro lavoro

“Prima di partire per l’Inghilterra in autunno, gli scrissi un biglietto invitando lui [Bernard Malamud ndr] e Ann da noi in Connecticut l’estate seguente – era il nostro turno di ospitarli. La risposta che mi raggiunse a Londra qualche settimana dopo era puro, laconico malamudese. Sarebbero venuti a trovarci molto volentieri, ma, mi ricordò, ‘l’estate prossima è l’estate prossima’. Morì il 18 marzo 1986, tre giorni prima che cominciasse la primavera.”

Tra lettura e scrittura, tra curiosità critiche e voglia di imparare il “mestiere” dello scrittore, questo saggio offre spunti di interesse per varie tipologie di lettori. Come spesso accade è proprio attraverso appunti, ricordi, lettere, dibattiti che si sviluppa un discorso, anche non organico, ma interessante sul lavoro di scrittore. In questo caso non solo per ciò che riguarda i molti autori che in tutto il mondo Philip Roth ha intervistato, o più esattamente, con cui ha dialogato: emerge infatti, tra le righe, il vissuto personale e l’esperienza professionale dello scrittore americano che, più o meno volontariamente, si racconta parlando con e dei colleghi.
Le tante “botteghe” descritte sono esperienze ripetibili? Non è questa la domanda fondamentale. Potremmo forse girare la medesima questione e dire: quanto sono uniche le esperienze di bottega di autori come Primo Levi, Aharona Appelfeld, Ivan Klíma, Isaac B. Singer, Milan Kundera, Edna O’Brien? La risposta arriva dal testo di queste conversazioni che vertono su tematiche quali l’identità, l’ebraismo, l’educazione sentimentale, la comunicazione, la letteratura e il suo senso. Tutte le voci sono mediate e in qualche modo indirizzate dalle provocazioni di un interlocutore che non è un giornalista comune ma un autore che non dimentica e non fa scordare a nessuno il suo peso. Il dibattito è fatto di stimoli, di pungolature e risposte in cui si percepisce anche la simpatia, l’affinità di Roth con il pensiero del suo interlocutore o viceversa la sua distanza da certe opinioni.
Chiudono la raccolta, talmente coinvolgente e affascinante da farci sentire testimoni attivi di questi incontri, uno scambio epistolare con Mary McCarthy in merito ad alcuni passaggi del romanzo La controvita, i due ritratti di Bernard Malamud e di Philip Guston e una rilettura dell’opera di Saul Bellow.

Chiacchiere di bottega. Uno scrittore, i suoi colleghi e il loro lavoro di Philip Roth
Titolo originale: Shop Talk. A Writers and His Colleagues and Their Work
Traduzione di Norman Gabetti
Pag. 158, Euro 9,00 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabili. Saggi)
ISBN: 88-06-16829-0

Le prime righe

Chiacchiere di bottega

Conversazione a Torino con Primo Levi
[ 1986 ]

Un venerdì di settembre del 1986 giunsi a Torino per riprendere una conversazione con Primo Levi iniziata un pomeriggio a Londra nella primavera precedente, e subito gli chiesi di portarmi a visitare la fabbrica di vernici in cui aveva lavorato dapprima come ricercatore di laboratorio e in seguito, fino al pensionamento, come dirigente. Nel complesso l'azienda da lavoro a una cinquantina di persone, per lo più chimici e operai specializzati. Lo stabilimento, la fila delle cisterne, il laboratorio, il prodotto finito immagazzinato in bidoni alti come un uomo pronti per essere consegnati, l'impianto per il trattamento delle scorie - tutto contenuto in quattro o cinque acri a una decina di chilometri da Torino. Il rumore dei macchinari che asciugano la resina, mescolano la vernice e pompano via le sostanze inquinanti non è troppo irritante, l'acre odore che aleggia nel cortile - l'odore, mi disse Levi, che era rimasto attaccato ai suoi abiti ancora per due anni dopo il pensionamento - non è affatto disgustoso, e il cassonetto lungo trenta metri pieno fino all'orlo della melma nera di residuo del processo anti-inquinamento non costituisce uno spettacolo particolarmente sgradevole. Non è certo l'ambiente industriale peggiore del mondo, e tuttavia è molto lontano dalle frasi suffuse di intelligenza che sono il marchio di produzione della narrativa autobiografica di Levi.

© 2004 Giulio Enaudi editore


L’autore

PHILIP ROTH, é nato a Newark, New Jersey, nel 1933. I suoi libri: Lamento di Portnoy, Operazione Shylock, Pastorale americana, Ho sposato un comunista, Il teatro di Sabbath, La macchina umana , L'animale morente e Zuckerman scatenato.


Di Giulia Mozzato


28 maggio 2004