PROVOCAZIONI NARRATIVE

Vanessa Ambrosecchio
Cico c'é

"E a me fa senso, capisci? Lo so che non é matematico, ma alla sola idea di depositare un micron di me dentro a qualcun altro, che se lo porterebbe in giro e na farebbe quello che vuole, magari anche metterlo al mondo...".

La sterilità della donna e la sterilità nella nostra società: tre donne, tre storie, tre diverse età della vita.
Ecco sostanzialmente il complesso tema affrontato dalla scrittrice Vanessa Ambrosecchio in questo suo primo libro, Cico c'é.
In una Venezia deserta, spettrale, si aggira Mariù, una diciottenne che dopo un rapporto sessuale è certa di essere incinta. Ripensando a sua madre, che non abortì solo perché il giorno stabilito vi fu uno sciopero di infermieri, decide di portare avanti la gravidanza.
Una maternità che può sembrare un paradosso, ma che la giovane sente reale, al di là dei mancati test. Una maternità che pone l'attenzione sull'importanza del corpo femminile, sulla sua funzione, non puramente sessuale, ma fisiologica, vera forza creatrice, riproduttiva.
Ma cosa rappresenta Cico? Un nomignolo. Un soprannome. Un desiderio di maternità visto come speranza per un futuro diverso e migliore.
Erina, l'altra faccia della medaglia. Di maternità non vuole nemmeno sentir parlare, né di amore, né di sentimenti. La sua visione del sesso é puramente fisiologica. Il suo corpo un nemico sempre in agguato. Una donna che si é fatta legare le tube per non avere figli.
Fra le due, la "Signorina" Rachele. Una dottoressa che da quarant'anni aiuta le donne a partorire e conserva le foto dei bambini che ha fatto nascere. L'unico figlio che non ha visto la luce é stato il suo.
Cico c'é é un romanzo originale, per la trama narrativa e per la scrittura ricca di citazioni in materia di ginecologia, dimostrazione che dietro al libro si celano anni di studio sulla fecondazione.
Il finale é da manuale. Rivelarlo costituirebbe un torto, per la scrittrice e per il lettore.

Cico c'é di Vanessa Ambrosecchio
Pag. 200, Euro 12,50 - Edizioni Einaudi (L'Arcipelago Einaudi)
ISBN: 88-06-16745-6

Le prime righe

Cico c'é

Prima parte

Uno

- Cico io ho sentito che c'era dal primo momento che ha cominciato a esserci.
Naturalmente lui non vuol crederci, sorride, fa sì con la testa: - Sì, sì, siete tutte così, tutte un po' uterine, credete di pensare e invece è l'ipofisi che disputa con le ovaie.
Continua a sgranargli addosso i suoi occhi chiari come l'etere, come l'acqua, Mariù, al dottore che le comunica che non è, non può essere incinta, come se più li sgranasse più potesse sperare di convincerlo, ma lui: - Hai mai sentito parlare di gravidanze psicologiche? Gonfia anche la pancia, sai? Suvvia esci, divertiti, fatti una vacanza, sei così giovane! Ti sei presa una bella paura, tutto qui.
Mariù tira su col naso. Una bella paura, sì. Ma non quando non ha finito il mese: molto prima. È quello che il dottore non vuole capire: molto prima, quasi subito, precisamente l'indomani...

Attraversare la piazza all'ora di pranzo: più facile che una mollica rotoli indisturbata per un formicaio. Una ressa di piccioni e uomini ti afferra, t'immobilizza, ti fa suo, mentre i grigi bipedi alati si contendono a rissa i chicchi di grano fra i bianchi piedi dei turisti che li nutrono e godrebbero di vederne almeno uno scalpicciato sotto una suola. Mozza il fiato quel nevrotico sgambettare sotto il sole zenitale, ma l'imbocco di ogni calle è una bocca piena, una gola rigurgitante, in qualunque direzione vai controcorrente e non serve aspettare che passi: devi arrenderti, all'ora di pranzo.

© 2004 Giulio Enaudi editore


L'autrice

VANESSA AMBROSECCHIO, é nata nel 1970 e vive a Palermo. Questo é il suo primo libro.


Di Laura Origgi


28 maggio 2004