VOCI NAPOLETANE

Nando dalla Chiesa
La scuola di via Pasquale Scura
Appassionato elogio dell’Istruzione pubblica in Italia

“Mi apparve una volta di più evidente, nella sua rinnovata straordinarietà, il fatto che, come una cellula racchiude in sé tutte le informazioni sull’organismo a cui appartiene, così la biografia di una persona racchiude a volte il senso e i ritmi della storia, anche se quella persona non è un imperatore o un profeta, un leader politico o un grande romanziere.”

La frase che ho posto a introdurre l’ultimo libro di Nando dalla Chiesa rappresenta gran parte della sua concezione del mondo e della sua poetica: da Storie eretiche di cittadini perbene a Il giudice ragazzino a (e non sembri irriverente l’accostamento) La farfalla granata e Capitano mio capitano, è attraverso storie e biografie di uomini qualunque o quasi dimenticati, che viene disegnato “un tratto della storia del Paese”, allargato lo sguardo a considerazioni più generali e pregnanti, analizzate le difficoltà e le aspirazioni di quest’Italia così contraddittoria, terra di eroi “per caso”, ma anche di continue violazioni della democrazia e della legalità osservate con totale indifferenza.
Il libro nasce dagli appunti presi tra il 1999 e il 2000 quando l’autore aveva avuto modo di conoscere (prima come membro di una commissione d’indagine parlamentare poi, a più riprese, per personale interesse umano e politico) la Scuola media statale “Pasquale Scura” di Napoli, situata in una delle zone più difficili della città, i Quartieri Spagnoli, ad altissima densità camorristica e ad altrettanto forte povertà ed evasione scolastica. Ma perché viene pubblicato proprio ora? perché l’urgenza di questa testimonianza? perché l’attività del corpo docente di una piccola scuola media, oggi praticamente disgregata, merita di essere ricordata e fissata sulla pagina scritta? Il senso di tutto ciò appare chiaro sia dalle frasi dell’attuale ministro dell’istruzione (non più definita “pubblica”) Letizia Moratti, citate in corsivo, clamorosamente contrastanti con le reali esigenze non solo di questa, posta a esempio, ma di innumerevoli altre scuole italiane, sia attraverso la descrizione della recente normativa scolastica che non tiene in alcun conto preziose esperienze didattiche (e umane) apprezzate e note in tutto il mondo.
Da quanto detto finora questo volumetto potrebbe apparire uno dei tanti pamphlet politici, una denuncia interessante e incisiva ma rivolta chi si occupi, per professione o per passione, specificatamente di questo tema: non è assolutamente così. Il microuniverso descritto sembra uscire da una commedia di Eduardo De Filippo, la città, i vicoli, gli insegnanti, i ragazzi e le ragazze sono vivi e vibranti come personaggi di un film di cui alcuni di loro sono gli indiscussi protagonisti. La preside, prima di tutto: figura minuta, rossetto vermiglio, sobria eleganza, una forza di carattere e una storia personale che la rendono esemplare e che ispirano fin dalle prime pagine simpatia e ammirazione nel lettore. Il vicepreside della “Pasquale Scura”: la pizza condivisa con lui nel locale dei Quartieri Spagnoli, la sua testa china sul piatto, la vibrante affermazione di una passione civile prima ancora che didattica: “Qui, nelle aule, arriva l’eco delle sparatorie, dei parenti uccisi... Noi non ci permettiamo di trattare con minore rispetto il figlio del camorrista, come fossimo dei giustizieri. Né dobbiamo farci intimidire dalle sue vanterie”. Ed ecco disegnata la figura dell’”insegnante centauro che deve essere un po’ angelo un po’ guascone o perfino un po’ guappo”. E poi il maestro di strada, Marco Rossi Doria, il pudore orgoglioso della propria notorietà e il suo rifiuto quasi rabbioso di diventare personaggio da rotocalco. Un romanzo quindi con tanto di protagonisti e di personaggi secondari, una trama che è anche la storia di questi ultimi anni, un po’ tragedia e un po’ farsa, uno stile efficace e appassionato da grande narratore, un linguaggio evocativo e ricco di colore ma sobrio e ironico nello stesso tempo.

La scuola di via Pasquale Scura. Appassionato elogio dell’Istruzione pubblica in Italia di Nando dalla Chiesa
Pag. 109, Euro 12.00 – Edizioni Filema (Sovraimpressioni n. 23)
ISBN: 88-86358-71-7

Le prime righe

PREFAZIONE

L’elogio del solaio. Della mania certosina di conservare per anni gli appunti scritti a mano. Della memoria che non si piega alle ragioni superiori dello spazio fisico. Dello scrupolo storiografico (o archivistico) che non disarma davanti all'immagine retorica delle "montagne di carta che nessuno leggerà mai". Ma anche il senso del lavoro compiuto, da sé e soprattutto dagli altri. E poi lo scandalo del presente e il bisogno di testimoniare. In tutto questo è lo spirito del libro. Che nasce dalle note stese per dovere e per curiosità e passione alcuni anni fa, tra il 1999 e il 2000, su una scuola media napoletana. Parlavano di insegnanti e di allievi, di impegno civile e di emarginazione, quelle note raccolte in una temperie culturale che appare oggi lontana quanto il più sperduto villaggio di ogni favola d'avventura. E mi sono più e più volte tornate in mente, pungenti, commoventi, incontrovertibili, in questi anni limacciosi che hanno visto l'umiliazione della scuola pubblica, il taglio più vigoroso mai impresso — dall'unità d'Italia a oggi — alle sue risorse. Sono riaffiorate in continuazione alla mia memoria in questi anni in cui gli stessi documenti governativi hanno indicato la scuola (e la sanità, e i servizi sociali primari...) come la prateria ideale per una nuova corsa all'oro, per la creazione delle nuove occasioni di profitto privato in un paese in via di deindustrializzazione. E, riaffiorando, i volti e i luoghi e le storie a cui esse rimandavano, mi procuravano una specie di malessere: più precisamente, il senso di colpa di tenerle per me e non comunicarle all'esterno, di non offrire ad altri la possibilità di leggerle e ragionarci. Per orientarsi meglio tra pas-sato, presente e futuro.

© 2004 Edizioni Filema


L'autore

Nando dalla Chiesa è professore di Sociologia economica all’Università Statale di Milano. Scrittore, editorialista de “l’Unità”, collaboratore di numerosi periodici e riviste, è senatore dell'Ulivo. Da anni intreccia l'impegno politico e parlamentare più diretto (è capogruppo per la Margherita nella Commissione giustizia del Senato e membro della Commissione Antimafia) con una molteplicità di attività civili e culturali: dai movimenti per la legalità a quelli per la pace, dal reportage sociale alla riflessione teorica, dal teatro civile alla musica, dalla satira alla narrativa sportiva. Tra i suoi libri più noti ricordiamo Delitto imperfetto, lì giudice ragazzina (da cui è stato tratto l'omonimo film), Storie eretiche di cittadini per bene e La farfalla granata. Ha inoltre pubblicato La legge sono io. L 'anno dei girotondi, La guerra e la pace spiegate da mio figlio e La partita del secolo. Storia di Italia-Germania 4-3. L’intervista di libriAlice.it.


Di Grazia Casagrande


21 maggio 2004