VOCI NAPOLETANE

Antonella Cilento
Neronapoletano

“A passeggio per Napoli si ha spesso l’impressione di veder camminare dei quadri. Non è solo che certi cambi di luce, o taluni squarci, rimandino a illustratori e vedutisti che hanno reso famosa la città. È che proprio la gente, le donne, i bambini, i vecchi conservano precisi l’aspetto dei loro avi ritratti dal Sammartino o da Luca Giordano.”

Belli, molto belli i passaggi del romanzo nei quali la scrittrice napoletana parla della sua città, così profondamente al centro del racconto. Scrivere di Napoli non è facile, si può cadere nella retorica anche involontariamente o vederne solo gli aspetti più eclatanti. Cercare negli angoli, dietro l’apparenza, dove le cose non sono illuminate, evidenziate, dove i muri gettano le proprie ombre in un inedito color nero napoletano, o guardare la città e i suoi abitanti con occhi nuovi comporta uno sforzo intellettuale e letterario che Antonella Cilento è riuscita a fare, anche grazie alla sua scrittura lineare, fluida, intensa nel contenuto ma leggera nella forma. Protagonista del suo romanzo è Elide Sorano, giovane donna dalla personalità complessa e affascinante forse un po’ nascosta da un’apparenza banale. È lei che guarda Napoli, è lei che lì vive ed è lei che vede nelle strade passato e presente intrecciarsi anche dal punto di vista estetico. Elide è una sognatrice e sin da bambina realtà e fantasia si intrecciano nella sua mente formando un mondo immaginario e gradevole dal quale è difficile uscire per affrontare la vita. Forse per questo soffre di attacchi di panico. Bello sarebbe trovare attorno a sé il mondo delle fiabe e un principe fatto su misura come il Pinto Smalto di Giovambattista Basile protagonista di una favola da lei tanto amata nell’infanzia, ma gli uomini che incontra non sono mai “della forma di Pinto”. E neppure la sua personalità ha nulla a che vedere con quella coraggiosa e forte di Betta, artefice di quel marito ideale creato con pasta di mandorle, rubini, zaffiri e perle difeso poi con passione dalle grinfie di una rivale.
Impiegata ai Beni Culturali, Elide conduce una vita semplice e un po’ solitaria, condizionata com’è dagli attacchi di panico che la possono colpire all’improvviso e in modo doloroso e devastante. L’amica Veneranda (detta Venny), convinta di essere una discendente di Tommaso Campanella, è l’unica sua frequentazione costante. Sembra tutto così normale, banale, scontato, in una vita trascorsa nella Napoli che lei vede attraverso le figure emblematiche ritratte in quadri e affreschi e che ogni giorno si materializzano per strade e vicoli, come in una reincarnazione contemporanea di volti già esistiti, di vite già vissute. Ma non dobbiamo dimenticare che Elide è una donna molto più complicata e interessante di quel che faccia sospettare il suo aspetto e la sua vita pubblica. E quando la fantasia si scontra con visioni, immagini, sensazioni, nella mente di Elide si scatena la voglia di sapere, di capire. Perché l’incontro casuale, che straordinariamente si ripete più volte, con l’attore Domenico Serao, protagonista di una messa in scena della Favola Meravigliosa di Pinto Smalto prence e statua, si intreccia con la sparizione di alcuni reperti originali di Giambattista Vico sottratti dalla casa della anziana signorina Attias del cui ritrovamento Elide deve occuparsi per lavoro? E in che modo tutto ciò si lega alla figura di un anziano artista napoletano dal cognome spagnolo, Arturo Perez de Roca, nonché a un certo numero di misteriose e-mail firmate Luis de la Cerda? E, ancora, quale ruolo hanno in questa storia La congiura dei principi napoletani del 1701 e il viceré “dal nome persecutorio” Medinaceli? Ma soprattutto, che legami ha questa vicenda storica con l’attuale esistenza di Elide, con il suo presente e il suo passato, quello che neppure lei sa di aver vissuto? Ci sono coincidenze così strane, elementi a sufficienza non per uno, ma per una infinita serie di attacchi di panico. Eppure la nostra giovane impiegata dei Beni Culturali saprà superare anche l’ostacolo pratico rappresentato da questo invalidante aspetto della sua personalità per arrivare a dipanare e ricostruire tutta la storia.

Neronapoletano di Antonella Cilento
Pag. 174, Euro 13,50 – Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN: 88-8246-492-X

Le prime righe

Prologo

1

“Elide, cosa leggi?”
“La storia di Pinto, mamma.”
“Hai fatto i compiti?”
“Sì, mamma.”
Non era vero. Da bambina amavo molto leggere e trascuravo spesso i compiti, ma nessuno se ne accorgeva mai. Con la scusa di studiare, tenevo nel sussidiario Tex, il comandante Mark, Zagor, i Peanuts. Se qualcuno bussava alla porta, chiudevo il fumetto e lo facevo sparire fra i quaderni. Se non mi lasciavano stare, andavo in bagno. Il bagno è il regno della lettura. Ci si può restare un mucchio di tempo con la scusa del mal di pancia. In bagno leggevo, quindi, i romanzi: Pollyanna, Orgoglio e pregiudizio, La meravigliosa avventura di Peter Schlemil, I miserabili, Senza famiglia. Al mattino, prima di andare a scuola, leggevo un po’, seduta in salotto.
“Comme’è studiosa ‘sta figlia nostra” mormorava orgogliosa mia madre.
“Meglio un asino vivo che ‘nu dottore morto...” ricalzava, con sospetto, mio padre.
Quando ero a scuola, negli intervalli, leggevo mordicchiando la merenda: leggere mangiando è uno dei piaceri della vita. Gufo Triste e Mister Bluf litigavano nei forti canadesi mentre le mie compagne si scambiavano elastici colorati per capelli. All’uscita, correvo dal giornalaio a vedere i nuovi arrivi. Attraversavo sgusciando fra le auto, ignorando il rosso al semaforo come lo ignoravano i conducenti.

© 2004 Ugo Guanda Editore


L'autrice

Antonella Cilento (Napoli, 1970) ha pubblicato Il cielo capovolto, Una lunga notte (vincitore del Premio Fiesole e del Premio Viadana, finalista al Premio Vigevano e al Premio Greppi), Non è il paradiso. Finalista al Premio Calvino 1998 e vincitrice del Premio Tondelli 1999 con la sua tesi di laurea, ha fondato e conduce la scuola di scrittura Lalineascritta a Napoli e tiene laboratori di scrittura dal 1993 in tutta Italia. Collabora con “L’indice dei libri del mese”, “Il Sole 24 Ore Sud”, “Il Mattino”. Ha realizzato i racconti radiofonici Voci dal silenzio per Radio RAI 3. Ha scritto numerosi testi per il teatro.
Nel Cefé Letterario di libriAlice.it sono disponibili due interviste, la prima del Marzo 2004 e la seconda del Gennaio 2002


Di Giulia Mozzato


21 maggio 2004