LE FORME DEL NARRARE
Mariella Alberini
Otto simboli mongoli

“Stephen Schmidt uscì dall’aereo proveniente da Mosca e assaporò l’aria asciutta della sera. Il sole stava tramontando all’orizzonte di Ulaan Baataar e lui aveva una gran fretta di ritirare il suo leggero bagaglio che all’imbarco non gli avevano permesso di portare con sé nell’abitacolo. Arrivava senza preavviso, pungolato dall’ansia di capire in quale difficile situazione si fosse cacciata Elena e, se era possibile, proteggerla da quegli oscuri pericoli, ai quali lei aveva accennato al telefono in modo troppo evasivo.”

Ambrogio Borsani
Tropico dei sogni

Nella terra odorosa carezzata dal sole,
sotto alberi purpurei e palme d’oro
che spiovono pigrizia sugli occhi, ho conosciuto
una signora creola dalle grazie ignorate...
Charles Baudelaire

Wesley K. Clark
Vincere le guerre moderne
Iraq, terrorismo e l’impero americano

Oggi ci possiamo dire più sicuri di quanto non fossimo il 10 settembre 2001? Ecco la domanda fondamentale che ogni americano si pone riguardo alla guerra contro il terrorismo.

Gaia de Beaumont
Tra breve io ti scorderò, mio caro
La storia di Edna St. Vincent Millay, una poetessa nella New York dell'età del jazz

Date via le sue gonne,
date via le sue scarpe;
non avrà più bisogno
di vesti profumate;
tiratele giù tutte,
la blu, la verde, la blu
la lilla, la rosa, la blu,
dalle grucce imbottite;
non danzerà mai più
nelle scarpette snelle;
fatele scomparire
dall’armadio.

Guido Knopp
Tedeschi in fuga

"Nel frattempo la maggior parte dei superstiti si sono rassegnati alla perdita della Heimat. Molti sono anche riusciti a realizzare il sogno di andare a rivedere la patria d'un tempo: magari solo per pochi giorni, e senza risentimento. I più desiderano la pace, la comprensione e la conciliazione con coloro che vivono oggi nei luoghi della loro gioventù. Molti chiedono una cosa soprattutto: che gli si dia retta, che gli si presti ascolto quando raccontano le loro traversie. Vogliono poter dire di sentirsi anche loro vittime di quella guerra maledetta. Vogliono poterne parlare, finché c'è ancora tempo."

Rosa Montero
La pazza di casa

“La realtà è sempre così: paradossale, incompleta, trasandata. Per questo il genere letterario che preferisco è la narrativa, perché si adatta meglio alla materia corrotta della vita. La poesia aspira alla perfezione; il saggio, alla fedeltà; il dramma all’ordine strutturale. Il romanzo è l’unico territorio letterario in cui regnano la stessa imprecisione in cui regnano la stessa imprecisione e sregolatezza che sono presenti nell’esistenza umana.“


14 maggio 2004