LE FORME DEL NARRARE

Mariella Alberini
Otto simboli mongoli

“Stephen Schmidt uscì dall’aereo proveniente da Mosca e assaporò l’aria asciutta della sera. Il sole stava tramontando all’orizzonte di Ulaan Baataar e lui aveva una gran fretta di ritirare il suo leggero bagaglio che all’imbarco non gli avevano permesso di portare con sé nell’abitacolo. Arrivava senza preavviso, pungolato dall’ansia di capire in quale difficile situazione si fosse cacciata Elena e, se era possibile, proteggerla da quegli oscuri pericoli, ai quali lei aveva accennato al telefono in modo troppo evasivo.”

Indovini e sciamani, la misteriosa Mongolia Esteriore, la più temibile Siberia e un feroce assassinio: ecco quello che troviamo nelle prime pagine (dense di esotismo e di nomi complicati) di un romanzo intricato e pieno di colpi di scena che prosegue lungo la linea già tracciata dal precedente Fuoco russo segreto, e che si presenta con una Prefazione di Ferruccio de Bortoli.
Non sono solo uomini i protagonisti di questa storia, anche se così sembrerebbe leggendo i primi capitoli. A Ulaan Baataar (capitale della Mongolia Esteriore) ci sono Hamar Zargal, capo del partito democratico, la vittima dell’omicidio di cui parlavamo prima, e suo cugino Irbis Zargal Andreev, rientrato in patria dopo un lungo esilio siberiano. Ma c’è anche la bella e intelligente Elena Skutova, appena eletta ambasciatrice della Federazione Russa. Lo scenario è quello complesso che va dal Medio Oriente alla Turchia, dal Tibet alla Cina e che vede svilupparsi una politica destabilizzante nell’ex Unione Sovietica, scossa dai tanti desideri autonomisti e nazionalisti delle repubbliche caucasiche, tra una criminalità sempre più violenta e arrogante, il terrorismo e la voglia di potere che calpesta ogni legge, senza dimenticare la sete di ricchezza che ogni vicenda come questa inevitabilmente porta con sé, rappresentata qui da una miniera di uranio e diamanti. L’autrice non dimentica neppure le sagge tradizioni che hanno fatto di queste terre uno dei luoghi in cui più si è sviluppato il pensiero filosofico e la meditazione religiosa. Accanto a Elena Skutova, nel suo vagare tra luoghi, poteri e tradizioni, troviamo anche l’inviato speciale del Frankfurter Allgemeine Stephan Schmidt che l’aiuterà a sciogliere i tanti nodi e i molti misteri che si celano dietro quella miniera e il suo uranio.

Otto simboli mongoli di Mariella Alberini
Pag. 277, Euro 14.50 – Edizioni Mursia
ISBN 88-425-3238-X

Le prime righe

Capitolo I

Un rito sciamano

Si sciacquò la bocca: vi introdusse una radice di erica e la masticò. Con un legno scelse dal fuoco un pezzo di carbone; lo prese con le mani e se lo mise in bocca. Poi iniziò a camminare a quattro zampe e a graffiare il suolo con le dita delle mani e dei piedi come fossero artigli. Lanciò un grido animalesco. Emise un sibilo e un sospiro e sputò sangue sul terreno coperto di muschio. Lo stesso rituale fu ripetuto quattro volte. Ogni tanto lanciava una parola incomprensibile nell’aria della sera.
Nella taiga il silenzio interrotto solo dai suoni della natura sconfinava nel surreale. Centinaia di chilometri quadrati, popolati soltanto dagli animali della foresta che ammantava di verde tutto ciò che si poteva vedere sotto l’alto fusto dei lanci, dei pini, degli abeti. L’odore intenso e aromatico del sottobosco era mescolato a quello del fumo che proveniva dal fuoco intorno all’ovoo, un cumulo di pietre e legna con un cranio di yak legato alla sommità.

© 2004 Gruppo Ugo Mursia Editore S.p.A.


L'autrice

Mariella Albertini, nata ad Alessandria, è giornalista esperta di politica estera e docente di giornalismo all’Università «Fondazione Cardinal G. Colombo» di Milano. Ha collaborato con settimanali e periodici tra i quali: «Il Giornale», «Il Tempo», «Il Giorno», «La Notte», «Panorama», «Oggi», «Vogue». Ha curato rubriche sull’inserto culturale de «Il Sole 24 Ore» e «Il Borghese». Tiene la rubrica settimanale di posta Vista da lei su «Libero». Nel I 987 ha pubblicato il thriller Smeraldi e polvere. Ha scritto: Fuoco russo segreto, Oblio numero 5 e La signora delle lucciole, firmato con Carlo Brera.


Di Giulia Mozzato


14 maggio 2004