DALLA SVEZIA E DALLA CINA - PER VIVERE MEGLIO - SCRITTORI ITALIANI
DALLA SVEZIA E DALLA CINA
Pär Lagerkvist
Barabba

“Credevo che tu fossi solo un povero misero schiavo – e invece sei un eletto. Tu hai vissuto la cosa più grande che un uomo possa vivere.
Hai incontrato Dio.”

Chun Shu
Ragazza di Pechino

“Ma io avevo dimenticato da un pezzo cosa fossero spensieratezza ed energia. Tra me e quelle due parole c’era un abisso ormai, vicina com’ero al punto di non ritorno. Se fossi stata un fiore sarei stata di sicuro quello che spunta al mattino e alla sera già muore.”.


PER VIVERE MEGLIO
Vittorino Andreoli
Lettera a un adolescente

“Scusami per questa premessa, temevo, saltandola, di diventarti antipatico arroccandomi nella posizione dell’esperto, che io aborro, anche se è un termine così abusato. Sono semplicemente una persona interessata alla tua vita e alla fase adolescenziale che stai affrontando, e nutro in me la speranza che, parlandone, tu possa trovare qualche aiuto nel viverla e io qualche stimolo a fare meglio il padre, capendo di più. E, aggiungo, divertendomi, perché le relazioni umane sono per me la più grande delle esperienze possibili, l’entrare non solo in contatto, ma venire dentro, essere parte, partecipare appunto, ai vissuti del proprio figlio o nipote”.

Alain De Botton
L’importanza di essere amati

“Nei nostri primi anni di vita, nessuno bada a come ci comportiamo: il solo fatto di esistere ci procura affetto incondizionato. Possiamo ruttare, urlare a squarciagola, non guadagnare un soldo, avere amici che non contano nulla, e siamo comunque apprezzati. Diventare adulti, però, vuol dire guadagnarsi un posto in un mondo dominato da personaggi niente affatto cordiali, i cosiddetti snob, il cui comportamento è all’origine delle nostre ansie da status.”


SCRITTORI ITALIANI
Luigi Bernardi
Rosa piccola
Una storia criminale

“Pedro sa che quando deve vendere qualcosa ci sono delle strade da cui è meglio stare lontani, sono quelle dove non passa mai nessuno, dove è inutile battere il passo, allungare la mano, schiudere la parola.”

Paola Mastrocola
Una barca nel bosco

“Vorrei dirle, primo che non mi chiamo più Gaspare, mi chiamo Felix. Secondo che basta, tutte le volte che chiedo qualcosa che non serve per la mia stretta sopravvivenza, per mia madre sono una bambinetta, quando va bene. Quando va male, una femminuccia. Ci ho pensato a lungo: vuol dire che le femminucce possono chiedere le cose inutili ma belle, tipo una moquette, noi maschi no. Noi maschi siamo condannati a una vita senza moquette. Forse per questo ci sposiamo. Perché così c’è una femminuccia in casa che vuole la moquette e anche noi finalmente avremo una moquette. Ma adesso, campa cavallo”.


7 maggio 2004