PER VIVERE MEGLIO

Alain De Botton
L’importanza di essere amati

“Nei nostri primi anni di vita, nessuno bada a come ci comportiamo: il solo fatto di esistere ci procura affetto incondizionato. Possiamo ruttare, urlare a squarciagola, non guadagnare un soldo, avere amici che non contano nulla, e siamo comunque apprezzati. Diventare adulti, però, vuol dire guadagnarsi un posto in un mondo dominato da personaggi niente affatto cordiali, i cosiddetti snob, il cui comportamento è all’origine delle nostre ansie da status.”

Prosegue il percorso di Alain De Botton alla scoperta dell’animo umano e dei suoi aspetti più nascosti e segreti, osservati da un punto di vista sempre originale, che attinge a citazioni e riflessioni altrui per comporre un saggio articolato ed esauriente.
Definito “un raffinato voyeur dell’anima”, Alain De Botton affronta questa volta un tema abbastanza dimenticato: l’ansia da status, inteso come status sociale, come posizione gerarchica in una teorica scala, come desiderio di essere amati e apprezzati, riconosciuti e stimati da un numero sempre più ampio ed eterogeneo di persone. A fare da contrappeso a questa condizione c’è il fallimento, la perdita dello status conquistato e dunque dell’amore e della considerazione generale. Ma qual è la motivazione profonda di questa spinta alla conquista di un determinato livello nella società? Quali sono le cause psicologiche e culturali di questo comune sentire? Per dare una risposta a queste domande e per svincolare il lettore dal giogo di questa dipendenza, l’autore parte dalla storia, ricostruendo attraverso i secoli l’evoluzione della civiltà occidentale e con essa il mutare della percezione di successo, spesso troppo legata alla condizione economica della persona. Con “l’avvento del sistema meritocratico i poveri, che in precedenza erano stati gli sfortunati beneficiari della carità dei ricchi mossi dal senso di colpa nei loro confronti, divennero i falliti, un bersaglio legittimo di quanti, invece, si erano fatti da sé”. Diretta conseguenza del ragionamento l’applicazione di valori morali negativi a questo status, l’esasperazione della competizione tra individui, il rifuggere dal fallimento inteso solo come insuccesso economico e la nascita di molti fattori di incertezza, dall’instabilità del talento a quella della fortuna (l’essere nel luogo giusto al momento giusto) alla variabile del datore di lavoro (da cui dipende in gran parte la nostra carriera), non dimenticando la contingenza economica nazionale e internazionale. Insomma, se i fattori che compongono il successo personale sono tanti, forse troppi per poter essere davvero influenzati dalla qualità dell’individuo, come fare per svincolarsi da queste zavorre che tutti condizionano (che lo si confessi o meno), e vivere un’esistenza più serena? Come al solito ci viene in aiuto la filosofia: “i filosofi ci esortano a seguire la nostra coscienza più che i cenni di approvazione o di biasimo. Conta non ciò che sembriamo ma ciò che sappiamo di essere”. Ma questa volta a indirizzarci c’è anche l’arte (il volume è ampiamente corredato di illustrazioni e riproduzioni di celebri capolavori) e la letteratura, in particolare l’opera di Jane Austen, presa come modello tra tutti i romanzieri del XIX e XX secolo portatori di “un atteggiamento scettico o apertamente polemico nei confronti delle gerarchie sociali”. De Botton non dimentica la religione e il suo porsi in una visione assolutamente non utilitaristica e gerarchica dello status personale, per chiudere con un curioso capitolo intitolato La bohème dove i protagonisti del modo di vivere e pensare rappresentato da questo termine sono descritti come anticonformisti in aperto contrasto con la cultura dominante, e dunque da questa non accettati, emarginati, visti spesso come falliti. Ma è sempre vero che i falliti sono quelli che il potere, la società non riconoscono come vincenti? Quante volte l’essere controcorrente vuol dire esser geniali più che perdenti?
L’importanza di essere amati è dunque una lezione di autonomia e indipendenza del pensiero, alla ricerca di quella sana autostima che non significa non rincorrere un meritato successo personale, ma che prescinde dalla necessità morbosa della quotidiana accettazione sociale, che valuta l’importanza di essere amati, appunto, nel suo vero, profondo significato.

L’importanza di essere amati di Alain De Botton
Titolo originale: Status Anxiety
Traduzione di Adria Tissoni
314 pag., ill., Euro 15.00 – Edizioni Guanda (Biblioteca della Fenice)
ISBN 88-8246-654-X

Le prime righe

PARTE PRIMA
ANSIA DA STATUS: LE CAUSE

I
LA MANCANZA D’AMORE

Il desiderio di status

1

Comunemente si ritiene che il successo sia legato al denaro, alla fama e all’autorevolezza. In realtà, l’oggetto delle nostre aspirazioni potrebbe essere anche definito in maniera più precisa e con una parola poco usata in ambito politico: l’amore. Superata la fase della lotta per la sopravvivenza potrebbe essere la ricerca dell’amore e non quella dei beni materiali la molla delle nostre conquiste. Denaro, fama e autorevolezza, più che un fine, sono simboli dell’amore e mezzi per ottenerlo.
Com’è possibile che una parola impiegata in genere solo per indicare ciò che desideriamo dai genitori o dal partner definisca qualcosa che vorremmo avere dal mondo e che vorremmo il mondo ci offrisse? Proviamo a pensare all’amore non nella sua accezione di affetto familiare né in quella più sensuale e terrena della passione, ma come espressione del rispetto e della sensibilità che ciascuno di noi nutre nei confronti dell’esistenza del prossimo. Ricevere amore significa sentirsi oggetto dell’attenzione altrui: la nostra presenza non passa inosservata, il nostro nome viene ricordato, le nostre opinioni ascoltate, i nostri difetti considerati con indulgenza e le nostre esigenze soddisfatte. E questo ci aiuta a crescere. Certo, c’è qualche differenza fra l’amore di coppia e l’amore per la nostra posizione sociale ed economica: il secondo tipo di amore non conosce implicazioni sessuali, non prevede il coronamento del matrimonio e ha sempre un secondo fine; eppure, anche in questo caso, l’amore che riceviamo ci fa sentire protetti e benvoluti.

© 2004 Ugo Guanda Editore


L'autore

Alain de Botton è nato in Svizzera nel 1969, ha studiato a Cambridge e vive attualmente a Londra. I suoi libri: Esercizi d’amore, Il piacere di soffrire, Cos’è una ragazza, Come Proust può cambiarvi la vita, Le consolazioni della filosofia e L’arte di viaggiare.
Il suo sito internet è: www.alaindebotton.com


Di Giulia Mozzato


7 maggio 2004