da danielesepe.com


Daniele Sepe

Musicista di grande preparazione, Daniele Sepe ha iniziato la sua carriera con la “musica seria”, come scrive lui stesso nel suo sito, passando poi con il suo sassofono alla collaborazione con molti musicisti napoletani e infine cercando una strada autonoma e ritagliandosi immediatamente uno spazio originale, apprezzato dalla critica e dal pubblico. Importanti le collaborazioni con grandi registi italiani: da Martone per L' amore molesto a Ferrario con Figli di Annibale, Battiato Cronaca di un amore violato, Vacis - Baricco Totem, Salvatore Amnesia per citarne solo alcuni. Vincitore del Premio Tenco e ormai tra gli autori più importanti del nostro panorama musicale.

Qual è il primo libro che ricordi di aver letto da bambino?

Da bambino? Da bambino si leggevano i fumetti. E mica è poco... per me un buon fumetto rimane ancora meglio di un pessimo libro. In ogni caso sono passati così tanti anni che faccio fatica a ricordare. Mi viene in mente una enciclopedia con dinosauri e aerei… mi piacevano le enciclopedie! Poi c'era la scuola e tutti quei libri terribili che ti costringono a leggere e che poi non prenderai mai più in mano, come Manzoni. Di certo posso citarti qualche libro che ho letto nell’adolescenza e che mi ha colpito: Opinioni di un clown, Avere e non avere, Una pinta di inchiostro irlandese e On the road. Poi da allora ne ho letti tanti, ma mai abbastanza.

Oggi quali generi prediligi (gialli, romanzi, saggi..)?

Tutto fa brodo, come nella musica non ho un genere preferito. Ci sono periodi in cui leggo tre o quattro libri contemporaneamente e altri in cui per mesi non sfoglio una pagina.

Hai uno o più scrittori preferiti?

È ‘na parola a fa’ l' elenco... Hemingway, Tacito, Vonnegut, Scorza, Pavese, Buzzati, Rodari, Melville, Bulgakov.

L'ultimo libro letto, da consigliare?

Le cronache di Tacito.

Un libro che non ti è proprio piaciuto?

Oh be’ ce ne so’ molti... i giovani italiani spesso non riesco proprio a leggerli, sono troppo “privati” nelle loro storie, forse perché qua ci so’ troppi soldi da tanto tempo... Ma anche certi classici tipo Centurie non riesco a leggerli: tutti gli esercizi di scrittura e lo sfoggio di cultura mi "appalleano" terribilmente.

Oggi cosa stai leggendo?

In questo momento nulla, ho abbandonato una traduzione in prosa dell'Odissea e ho finito di leggere un libro che raccoglieva lettere di schiavi saraceni e siciliani: uno studio molto interessante sulla guerra “di corsa” nel mediterraneo edito da una piccola casa editrice siciliana, comprato in aeroporto.
Bell'acquisto.

C'è qualche libro che ti ha ispirato una canzone?

Certo. L' ultimo disco, quello per il manifesto che si chiama Anime candide, risente tantissimo di Mattatoio Nr. 5 di Vonnegut, Vite Perdite è addirittura tratto da La vita di Agricola di Tacito e Conosci Victor Jara? deve tutto a Rulli di tamburo per Rancas.

Un libro o una frase sul quale sarebbe bello scrivere una canzone...

Sembrerà strano ma dai Vangeli ci sarebbe da prendere tanto, ma l'ha già fatto De Andrè... una bella riduzione cantata del Capitale?

Titoli fondamentali nella biblioteca di casa?

Tutto Gogol, tutto Pavese, tutto Hemingway, tutto Scorza.

Regali libri? Qualche titolo in particolare?

E sì, di alcuni sono “diffusore militante”: Il secolo breve, Mattatoio nr 5, Il terzo poliziotto, Napoli '44.

Di Piera Passalacqua


23 aprile 2004