PANORAMICA ITALIANA

Aldo Nove
La più grande balena morta della Lombardia

“La ciminiera era un inceneritore.
Dopo che l’hanno tolto è rimasto per un po’ di tempo lo spiazzo vuoto.
Dopo lo spiazzo vuoto hanno messo un concessionario della Fiat.
Dopo il concessionario della Fiat hanno messo l’Ipermercato della Folla di Malnate, che c’è ancora adesso.”
“Dopo l’Ipermercato della Folla di Malnate che c’è ancora adesso metteranno un negozio del futuro con le macchinette dalle quali esce tutto.
Dopo le macchinette del negozio del futuro con le macchinette dalle quali esce tutto per un po’ di tempo ci sarà uno spiazzo vuoto lunare.”

Aldo Nove era un giovane cannibale.
Dopo che ha avuto un certo successo la sua scrittura è cambiata, maturata, si è raffinata ed espansa in varie direzioni, trovando una nuova collocazione.
Dopo che ha trovato questa nuova collocazione si è trasformata in un divertimento narrativo molto simile alla fiaba, ma quella riletta e rivisitata da Rodari e illustrata da Bruno Munari.
Dopo aver pensato di scrivere come Rodari, deve aver letto le Favole al telefono, e deve essergli piaciuto tanto quel ragionier Bianchi di Varese che passava la settimana su e giù per l’Italia ma che trovava sempre il tempo di telefonare alla sua bambina la sera per raccontarle una storia prima di dormire.
Dopo avere letto Rodari (ma forse se lo ricordava da bambino?) e certamente anche Calvino, ha scritto queste favole divertenti e divertite e le ha riempite di ricordi, di sensazioni dell’infanzia, di piccoli particolari che ricostruiscono la vita di un ragazzino tra gli anni Sessata e Settanta.
Dopo questo lavoro da “amarcord” ha aggiunto abitudini, oggetti, persone e luoghi che connotano quei decenni del secolo passato: la televisione a colori, l’omino Bialetti, Toni Negri, Cicciolina, un vecchio negozio di bottoni, Re Cecconi, Il Corriere della Pura, le figurine da incollare con la coccoina, Pelè, i robot giocattolo, Cronaca vera, Ping (la preistoria dei videogiochi), i “dischi molli”, Nadia Comaneci, la lambretta, le cassette Stereo 8...
Dopo aver “inventato” tutto questo lo ha ambientato a Viggiù e ha incorporato alla storia giovani e vecchi, tassisti e negozianti, mamme e papà, i compaesani strani e quelli normali, i parenti, gli amici normali e quelli strani, le bambine, gli extraterrestri, i dinosauri, un gatto orrendo e la più grande balena morta della Lombardia.
Dopo che Aldo Nove ha shakerato tutto, sono venuti fuori dei racconti. Qualcuno è fantastico, incantato, narra la realtà come una continua meraviglia e sembra una poesia. Altri sono impietosi, addirittura crudeli, senza scampo. Tutti ricordano le paure, le fantasie e le gioie della nostra infanzia.
Dopo aver finito questo libro Aldo Nove forse ne farà un altro che si mangerà tutta la letteratura, come la più grande balena morta della Lombardia. Ma lui si metterà la tutina della Chicco e “uscirà nel nulla assoluto”.

La più grande balena morta della Lombardia di Aldo Nove
182 pag., Euro 12,50 - Einaudi Editore (Einaudi Tascabile. Stile libero big n.1210)
ISBN 88-06-16900-9

Le prime righe

La più grande balena morta della Lombardia

E migliaia di anni fa, prima che Dio si fosse proposto di trarre Adamo dalla polvere, e moltissimo prima che un ‘immane esplosione desse inizio alla deriva di stelle nella quale la civiltà umana pare abbia infine preso piede, mia mamma mi portava a vedere la più grande balena morta della Lombardia.

Fino all’ottobre del ‘72 lo zoo di Como era dotato di strutture atte a ospitare ogni tipo di balena.
Ma quella era infinita, era grande due o tre volte il sistema solare e puzzava tantissimo.
Da quando c’era lei tutta la zona nord della Lombardia vacillava nei miasmi e prima che il sindaco di Como prendesse dei provvedimenti la nostra razza si era completamente estinta.

Pur essendo morta nel giugno del 1972 quella balena piangeva a causa della sua ingiusta morte e fu soltanto per questo che si formarono, negli ampi bacini che ne accolsero le lacrime, il Mar Caspio e il Golfo degli Aranci.

Quando mia madre mi portava alla balena non avevo paura di guardarla.
Mangiavo tantissimi dixi e fissavo oltre i vetri il corpo enorme adagiato.

© 2004 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Aldo Nove è nato a Varese nel 1967.
I suoi libri, tutti più volte ristampati e tradotti in diverse lingue, sono Puerto Plata Market, Superwoobinda, Amore mio Infinito. Nelle galassie oggi come oggi. Covers (con Tiziano Scarpa e Raul Montanari).
Nel Café Letterario di Alice .it sono presenti due interviste rilasciate dall'autore, rispettivamente, nel febbraio 1998 e nel febbraio 2003.


Di Giulia Mozzato


23 aprile 2004