PANORAMICA ITALIANA

Ferruccio Parazzoli
Per queste strade familiari e feroci (risorgerò)

“I nostri modelli culturali ed ecclesiali finiscono per essere spietati e ci fanno spietati. Non tengono conto della tenera misura altrui, giudicano dall’alto di una gelida verità. La prepotenza del modello ha la meglio sulla tenerezza del volto. Viviamo in una società che grida. La debolezza, la povera misura di ognuno di noi, la povera misura delle nostre giornate, ha bisogno di silenzi e di accoglienza.”

Un libro di quotidiano dolore, un lungo racconto di normale infelicità che percorre le strade familiari e feroci di Milano: città della ricchezza, della moda, della pubblicità e città della solitudine, della miseria, della disperazione. Ad attraversarle, con confusione e zelo, è un giovane prete che cerca di capire e di condividere, invece che giudicare, punire o assolvere. La difficoltà del protagonista è nel saper interpretare il proprio ruolo di prete dentro la tradizione, ma in modo adeguato alla realtà che lo circonda e che sente l’urgenza di conoscere da vicino, senza barriere e senza pregiudizi. Tutto il romanzo si svolge, con continui flash-back, in una camera dell’ospedale San Raffaele dove è ricoverata, morente, una ragazza. Si chiama Paola, era impegnata nel volontariato, è stata vittima di uno stupro e di un’aggressione, ed è stata abbandonata ormai in coma, come una cosa rotta, tra l’immondizia di Piazza Martini, nei pressi del quartiere Calvairate, uno dei più degradati della città. Vicino al suo letto c’è un giovane prete, don Ennio. La ragazza rappresenta per lui sia un affetto che un po’ lo turba, sia l’incontro con un’umanità sofferente che ha bisogno di assistenza, ma soprattutto di comprensione e di vicinanza. Non si parla tanto nel libro di difficoltà economiche, di povertà materiale, proprio perché a interagire con Ennio sono le persone che direttamente o indirettamente si rapportano con la parrocchia: una donna, vedova da poco con una bambina adottiva ecuadoregna con cui non riesce a instaurare un rapporto; altri preti che hanno percorsi di vita diversi dal suo, più complessi e contraddittori; una giovane coppia divisa dall’ateismo della ragazza; giovani con grandi difficoltà ad affrontare la vita e che vedono in lui, prete, ma ragazzo come loro, un riferimento umano, prima che religioso. Così attraverso tante e diverse figure, la città si mostra nel suo volto più doloroso. Metropoli, ma divisa in tanti piccoli nuclei, ogni zona ha una sua realtà, ogni quartiere le sue sofferenze. Così il degrado del quartiere Calvairate, o la recente trasformazione di via Corelli appaiono come l’estrema manifestazione di una Milano che sa anche produrre volontari, giovani che assistono, si prendono cura e hanno a cuore le persone più deboli e svantaggiate. L’elemento religioso non è di certo in primo piano, appare e scompare, è certezza (raramente) e fastidio, è prevalentemente dubbio e ricerca. Ciò che domina è la varia umanità che tutti conosciamo, che ogni milanese può intuire se sa guardarsi attorno, camminando per le strade o entrando in un bar, donne e uomini che devono affrontare in solitudine tanti, troppi, problemi e talvolta qualcuno soccombe, non ce la fa… e muore.

Per queste strade familiari e feroci (risorgerò) di Ferruccio Parazzoli
271 pag., Euro 17,00 - Arnoldo Mondadori Editore (Scrittori italiani e stranieri)
ISBN 88-04-52730-7

Le prime righe

1

Non si salverà. Ha perso troppo sangue prima che il suo corpo fosse ritrovato dietro i sacchi della spazzatura ammucchiati attorno alle aiuole di piazza Martini.
Non so se il mio posto sia qui, accanto al suo letto, in questa camera del San Raffaele dove l’hanno ricoverata. È passato molto tempo prima che riuscissero a rintracciare qualcuno che la conoscesse e al quale dare la notizia. Paola abita da sola in un monolocale di via Grazia Deledda. Ma poi, nello zainetto accanto al corpo, hanno trovato il numero di telefono della comunità di handicappati dove Paola fa volontariato. Aveva risposto una voce soffocata, gutturale, capace solo di ripetere il nome di Paola e nient’altro, come un grumo che uscisse da quella gola strozzata dentro la cornetta. Poi era subentrata la voce di un uomo, una voce giovanile, tranquillizzante, che diceva «Non è nulla, Filippo, non è nulla, torna in cucina. Sì, è per Paola». E poi: «Sono Andrea, un amico di Paola, potete dire a me». Paola era stata ritrovata lontana da casa, seminuda e priva di sensi, il corpo coperto di lividi e di ferite, dietro un mucchio di cassette sfondate nel quartiere delle degradate case popolari tra via Etruschi e Calvairate dove la notte precedente era stata aggredita, picchiata e violentata.
L’avevo raggiunta al San Raffaele, appena ero stato informato, ma non mi avevano permesso di vederla. Nell’atrio, in attesa, c’erano solo Andrea e Filippo. Paola non aveva molti amici a Milano, dove, che io sappia, risiede da soli due anni mantenendosi con piccoli lavori saltuari.


© 2004 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Ferruccio Parazzoli è nato a Roma nel 1935.
Ha pubblicato numerosi romanzi, tra i quali: Il giro del mondo (finalista al premio Campiello 1977), Carolina dei miracoli, Uccelli del paradiso (finalista al premio Campiello 1982), Il giardino delle rose (cinquina premio Strega 1985), 1994 La nudità e la spada, La strega e il Presidente, Il tempo in villa, Ti vestirai del tuo vestito bianco, La camera alta, Nessuno muore e MM Rossa. Del 1991 è la raccolta di racconti Il barista è sempre pallido. Tra le sue opere di saggistica: Indagine sulla crocefissione e Vita di Gesù. Vive e lavora a Milano.


Di Grazia Casagrande


23 aprile 2004