STORIA DI IERI E DI OGGI

Tiziano Terzani
Un altro giro di giostra
Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo

“Vivo ora, qui, con la sensazione che l’universo è straordinario, che niente, mai ci succede per caso e che la vita è una continua scoperta. E io sono particolarmente fortunato perché, ora più che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra.”

In questo drammatico momento in cui l'uomo occidentale deve confrontarsi inevitabilmente con l'idea della guerra e quindi della morte, spesso "rimossa" dai nostri pensieri, Terzani affronta questo tema da un altro punto di vista: quello legato alla malattia. E ancora una volta riesce a spiazzarci.
Voglio confessare che ho, sì, affrontato la lettura di questo libro con un iniziale deferenza nei confronti di un autore e un uomo che stimo, ma anche con un crescente senso di disagio. Il celebre giornalista scrittore racconta l'eccezionale e tragica esperienza di un uomo malato di cancro che tuttavia può viaggiare, cercare appoggi, anche solo psicologici o morali, e alternative terapeutiche in tutto il mondo: dal centro più specializzato di New York alle svariate e complesse discipline mediche che si incontrano in India, dalla medicina tibetana al lavaggio del colon tailandese alle formule segrete dei funghi di Hong Kong ai guaritori filippini a un centro alternativo in California... Cosa potrà trovare in questa vicenda straordinaria un altro uomo (un ipotetico lettore) che, afflitto dai suo medesimi problemi, viva nell'impossibilità di una scelta, costretto, dalla sanità pubblica e dei suoi pochi mezzi, a un percorso terapeutico di tutt'altro genere? Avevo quasi rabbia, nello scorrere pagina dopo pagina, per quel suo potersi permettere tutto, ma piano piano la rabbia si è stemperata e trasformata in comprensione, rispetto, partecipazione e ho capito che il racconto andava nella direzione opposta: quella dell’inutilità di tutta questa ricerca e dell’importanza estrema, ultima dell’interiorità, che accompagna ognuno di noi indipendentemente dalla condizione economica e sociale. Alla fine di questo viaggio alla ricerca della "soluzione", della "medicina ideale" che è soprattutto un viaggio all'interno di sé stessi, cosa rimane? Cosa deve essere salvato? Il percorso difficile della malattia può davvero fare crescere anche in positivo? C'è un segreto per vedere in modo costruttivo qualunque esperienza della vita? Terzani con il suo intenso racconto vuole dirci di sì. "La morte ci toglie tutto. Se riuscissimo ad alleggerirci prima ci sentiremmo più liberi" dice il saggio gioielliere di Delhi Sundar Nagar. È forse questa la via verso la serenità? E come può trovarla un uomo che vive in questa società così strettamente legata ai beni materiali e alla "fisicità"? “Dobbiamo vivere più naturalmente, desiderare di meno, amare di più e anche i malanni come il mio diminuiranno", scrive quasi al termine del volume Terzani. E credo che lo pensi veramente. Il suo cammino si è fermato sull’Himalaya, dopo l’illuminante incontro con un vecchio saggio. Ora, ci dice, saprà godere la vita in ogni attimo che rimarrà, osservando le nuvole con la stessa intensa consapevolezza della coscienza che si espande al di là del corpo, libera,senza legami ovunque lui sarà, sia negli altipiani himalayani che “su un prato nell’Appennio, sulla terrazza della casa a Firenze, o al margine di un’autostrada”. “Un lieto fine questo? E che cos’è lieto, in un fine? E perché tutte le storie ne debbono avere uno?”

Un altro giro di giostra. Viaggio nel male e nel bene del nostro tempo di Tiziano Terzani
578 pag., Euro 18,50 – Edizioni Longanesi (Il Cammeo n. 415)
ISBN: 88-304-2142-1

Le prime righe

UN CAMMINO SENZA SCORCIATOIE

Si sa, capita a tanta gente, ma non si pensa mai che potrebbe capitare a noi. Questo era sempre stato anche il mio atteggiamento.
Così, quando capitò a me, ero impreparato come tutti e in un primo momento fu come se davvero succedesse a qualcun altro.
«Signor Terzani, lei ha il cancro », disse il medico, ma era come non parlasse a me, tanto è vero — e me ne accorsi subito, meravigliandomi — che non mi disperai, non mi commossi: come se in fondo la cosa non mi riguardasse.
Forse quella prima indifferenza fu solo un’istintiva forma di difesa, un modo per mantenere, un contegno, per prendere le distanze, ma mi aiutò. Riuscire a guardarsi con gli occhi di un sé fuori da sé serve sempre. Ed è un esercizio, questo, che si può imparare.
Passai ancora una notte in ospedale, da solo, a riflettere. Pensai a quanti altri prima di me, in quelle stesse stanze, avevano avuto simili notizie e trovai quella compagnia in qualche modo incoraggiante. Ero a Bologna. C’ero arrivato attraverso la solita trafila di piccoli passi, ognuno di per sé insignificante, ma nell’insieme, decisivi, come tante cose nella vita: una persistente diarrea incominciata a Calcutta, vari esami all’Istituto delle Malattie Tropicali a Parigi, altri esami per scoprire la causa di un’inspiegabile anemia, finché un accorto medico italiano, non accontentandosi delle spiegazioni più ovvie, s’era messo con un suo strano strumento — un penetrante serpentaccio di gomma dall’occhio luminoso — a guardare nei recessi più reconditi del mio corpo e, per coltivata esperienza, aveva immediatamente riconosciuto quel che, conosceva.

© 2004 Longanesi & C.


L'autore

Tiziano Terzani è nato a Firenze nel 1938. Dal 1971, per trent’anni, è stato il corrispondente dall’Asia del settimanale tedesco Der Spiegel. Ha inoltre collaborato alla Repubblica e poi al Corriere della Sera. Il primo libro, Pelle di leopardo, è il suo diario di inviato di guerra in Vietnam. Nel 1975 è uno dei pochi giornalisti che restano a Saigon e assiste alla presa del potere da parte dei comunisti. Da questa esperienza nasce Giai Phong! La liberazione di Saigon. Il lungo soggiorno in Cina, conclusosi con l’arresto per «attività controrivoluzionarie» e con l’espulsione, gli fa scrivere La porta proibita. Buonanotte, signor Lenin è una testimonianza unica sul crollo dell’impero sovietico visto dalla periferia. Nel 1995 esce Un indovino mi disse, cronaca di un anno vissuto senza prendere aerei per evitare le possibili, nefaste conseguenze di una profezia. Nel 1998 viene pubblicato In Asia, in cui Terzani racconta quell’immenso continente cominciando con le lettere scritte alla moglie Angela dal Giappone nel 1965. Il dramma dell’11 settembre è all’origine di Lettere contro la guerra, prima tappa di un pellegrinaggio di pace che porta l’autore a parlare della non violenza come unica via di uscita dalla spirale di odio, discriminazione e dolore che minaccia l’umanità.
Tutti i suoi libri sono stati tradotti in varie lingue. Terzani continua a vivere in India, per lo più nell’Himalaya. Gli è stato dedicato il sito www.tizianoterzani.com


Di Giulia Mozzato


16 aprile 2004