STORIA DI IERI E DI OGGI

Franco Cordero
Nere lune d’Italia
Segnali da un anno difficile

“Quante cose tacciono i pulpiti: che fosse cresciuto come un parassita della consorteria; saltando sul carro politico, vi porti istinti da predatore, tale essendo l’unica logica in cui pensa; intenda lo Stato come roba sua; devasti i cervelli disseminando narcosi, volgarità, fobie, stereotipi ebeti; conduca una compagnia prossima alla gang più che al cenobio; editore dominante, promuova l’analfabetismo; sia monco dell’organo morale; venda fumo; punti al profitto, lasciando alle prede sì e no l’aria che respirano.”

L’Italia cova una vorace neoplasia plutomediatica: questa frase potrebbe essere posta in apertura e a sintesi di questo libro che analizza invece tale neoplasia in inarrestabile espansione e ormai così devastante da farne già vedere i più funesti esiti. Cordero, vincitore nel 2003 del Premio Bagutta con Le strane regole del signor B., docente universitario per oltre quarant’anni, narratore e saggista è forse la voce più autorevole che si sia alzata in questi anni a denunciare su un quotidiano nazionale, La Repubblica, la pericolosa deriva politica in cui è caduta l’Italia. Uomo di cultura vastissima, che emerge (senza alcuna supponenza) nella sua grande prosa, è anche dotato di un’ironia intelligente e di una passione tanto vibrante quanto razionale: ciò che non tollera è proprio la crisi delle intelligenze che permette alle più clamorose menzogne di essere affermate con la naturalezza della verità. È il principio di legalità, oltre che di verità, ad essere stato infranto dai massimi vertici istituzionali, è l’uso privato di ciò che è pubblico, è l’abuso diventato legge, è la scaltrezza spacciata per intelligenza politica, è il plagio delle menti semplici proposto a modello comunicativo, è il disprezzo nei confronti di chi viene governato considerato unicamente un voto da conquistare con ogni mezzo. Tutto ciò, osservato quotidianamente come prassi, indigna e sconvolge chi crede profondamente nel Diritto e nelle Istituzioni. Le documentatissime invettive sono esposte anche attraverso paralleli storici o letterari che, temo, non siano capiti appieno dai destinatari nella loro forza polemica e di denuncia: il linguaggio alto, la prosa complessa, i riferimenti culturali non sono materia molto usuale di questi tempi piuttosto oscuri, tempi in cui la kermesse sanremese è superata in audience dall’ancor più alienante visione del Grande Fratello…
Anche quest’ultimo volume, come Le strane regole del signor B., ha in copertina un disegno di Altan: e le banane che circondano la perplessa figura femminile evocano la famosa frase: “Non è la repubblica delle banane, baby. È molto peggio”.

Nere lune d’Italia. Segnali da un anno difficile di Franco Cordero
224 pag., Euro 13,50 – Edizioni Garzanti Libri (Saggi)
ISBN: 88-11-60038-3

Le prime righe

0.
IL PROFUMIERE, GLI ARGENTIERI, UNA VIA LATTEA

Ha cadenza ternaria quest’incursione nella filosofia del commercio, come la chiamerebbe Balzac. Salito dall’ultimo gradino, garçon de magazin, César Birotteau è un piccolo astro dell‘avanguardia cosmetica e relativo mercato, con felici lampi intuitivi (Parigi 1818-22): ascoltasse sua moglie, la bellissima e virtuosa Constance, non muoverebbe un passo fuori dal mestiere, coltivandosi la ricca clientela del faubourg Saint-Honoré, ma ha la testa piccola, vede rosa, è troppo onesto, perciò tenta l’affare propostogli dall’amico notaio, sicuro come i lingotti d’aro, e affoga; nella «Comédie humaine» impersona il santo bottegaio. Poi una madre e i due figli, piccoli argentieri insolventi, muoiono suicidi dal ponte (Roma, ventesimo secolo, anni Novanta). Infine, il re del latte, contegnoso, pio, benedicente, allestisce una bancarotta quale non s’era ancora vista, mentre l’Italia vive congiunture balzacchiane, definibili in quattro parole: gli affari al potere.

Dall’autunno 1833 Balzac cova la storia d’un profumiere, César Birotteau. Nell’aprile seguente salpa: «opera capitale», scrive alla contessa polacca Ewelina Rzewuska, ancora consorte del nobile ucraino Wenceslas Hanski, le cui terre misurano 21 mila acri e 3.035 anime (corrispondono: lei firmava «l’Etrangère»; la sposerà 17 anni dopo, quando gli restano solo più 5 mesi; e Madame perde i beni del defunto marito); voleva finire in 10 giorni; racimola solo 30 cartelle, i primi due capitoli; tali restano quando ritenta a settembre, avendo cambiato editore. Stupiscono due false partenze d’un erculeo “fictor” (l’«Index des personnages fictifs de “La Comédie humaine”», ed. Pléiade, riempie 437 pp. a 64 righe, caratteri da microscopio). Se ne riparla dopo un’impresa giornalistica finita male, “La Chronique de Paris», e 17 nuovi titoli editi o quanti siano: sfuggono al conto, tanti ne fabbrica; La Vieille Fille inaugura il genere “feuilleton” sulla «Presse», 23 ottobre-4 novembre 1836. Sotto tale veste i lettori aspettano Birotteau.

© 2004 Garzanti Libri Edizioni


L'autore

Franco Cordero (Cuneo 1928) ha insegnato 45 anni nelle università italiane: Trieste (1958-60); Milano (Università cattolica, 1960-74); Torino (1974-76); Roma (Sapienza, 1976-2003). Procedura penale, riscritta ex novo, circola nella 16a edizione. Oltre ai lavori d’argomento giuridico, la sua bibliografia include due pamphlet, otto romanzi, dieci saggi (dagli Osservanti a Savonarola, attraverso L’Epistola ai Romani). Le strane regole del signor B., premio Bagutta, è giunto alla quarta ristampa.
Franco Cordero, scriveva 33 anni fa «The Times Literary Supplement» recensendo Trattato di decomposizione e Le masche, «è l’ultima specie d’uomo che vi aspettereste sulla scena italiana, odiatore del pensiero superficiale e malfermo».


Di Grazia Casagrande


16 aprile 2004