TUTTO BAMBINI

Luciano Comida
C'è posta per Michele Crismani

“Lettera di Michelle a Michele

Io ti scrivo solo una cosa:
come ti è venuto in mente di
dare il mio indirizzo a cani e porchi?”

Nasce in questi giorni la collana Lettere e diari delle edizioni EL. Quattro titoli davvero interessanti inaugurano la serie, che promette davvero di essere innovativa. Si tratta di Cara Rachel... Caro Denis... di Angela Nanetti, Diario di La di Roberto Piumini, Diario di una casa vuota di Beatrice Masini e infine di questo C’è posta per Michele Crismani di Luciano Comida: tutti bellissimi e firmati da autori di fama non solo nazionale. Sono libri impostati narrativamente in forma di diario o di epistolario, come in questo caso. Comida sceglie di raccontare direttamente attraverso le lettere, le e-mail e gli sms (cioè attraverso le forme di scrittura e comunicazione davvero utilizzate dai ragazzi in questi anni) l’estate di tre adolescenti. Uno di loro, Michele Crismani, è una “vecchia conoscenza” per chi ama la scrittura di questo autore. Gia protagonista di divertenti avventure (come Un pacco postale di nome Michele Crismani e Michele Crismani vola a Bitritto) il tredicenne Michele sta crescendo e con lui i suoi amici Salvatore (Testadangurria) e Michelle.
Salvatore e Michele vivono nella stessa città, Trieste, mentre Michelle abita a Bitritto, in Puglia. Con l’arrivo delle vacanze le carte si rimescolano e la posta anche, creando una serie di spiritosi equivoci. Naturalmente c’è di mezzo l’amore, la gelosia, l’invidia, le bugie, le maldicenze e un po’ di sana stupidità. Ma c’è anche tanta amicizia che supera tutti gli ostacoli e tutte le sciocchezze che si scrivono (e si pensano) quando si è adolescenti. Insomma, un libro che sono certa appassionerà tutti i ragazzini over dieci.

C’è posta per Michele Crismani di Luciano Comida
Illustrazioni di Giulia Orecchia
133 pag., ill., Euro 5,90 – Edizioni EL (Lettere e diari n. 4)
ISBN: 88-477-1375-7

Le prime righe

Lettera di Testadangurria
a Michelle Da Pozzo

Cara Michelle,
ciao.
Tu non mi conosci. Ti scrivo perché mi ha dato il tuo indirizzo il mio amico Michele Crismani. Mi ha detto che, dato che ti sei beccata la mononucleosi, devi stare chiusa in casa a Bitritto per più di un mese. E che ti piacerebbe ricevere lettere da Trieste. Così cerco di accontentarti.
Io ho quattordici anni e il mio nome è Salvatore, ma tutti mi chiamano Testadangurria.
Indovina un po’ il perché.
Non certo perché ho un cranietto piccolino. Ma perché mi ritrovo con un capoccione grande e grosso che somiglia a quello di Charlie Brown. Le prime volte che qualcuno, alle elementari o in ricreatorio, mi chiamava in quel modo, io gli saltavo addosso per picchiarlo. Ma non c’era niente da fare: come pretendere di fermare l’alta marea con un pugno.
Infatti la diffusione di quella parola fu inarrestabile.
Resta da spiegare perché in quel Testadangurria ci sono anche le due erre.
Questa è un po’ più difficile da indovinare e così te la illustro direttamente io.

IO SONNO UN RAGGAZZO SSARDO. EPPERCIÒ IO PPARLO CON LE DDUPPIE.

© 2004 Edizioni El


9 aprile 2004