da ivancattaneo.it



Ivan Cattaneo

Reduce dalla swinging London degli anni Settanta, anticipatore della comunicazione multimediale, fondatore della mitica discoteca riminese Bandiera Gialla, incontra la pittura e produce 100 ritratti, quindi un altro importante incontro, quello con Osho e il suo insegnamento: insomma oltre che cantante, poeta, pittore, anticipatore… ed ecco le sue letture.

Qual è il tuo rapporto con i libri?

Ho un rapporto molto conflittuale perché ne acquisto molti ma ne leggo pochi. Come succede a molte persone sono troppo distratto dalla televisione, dalla radio e dal cinema che interferiscono con le mie esigenze primarie: fra queste ritengo ci sia la lettura del libro.

Qual è il primo libro che ricordi di aver letto da bambino?

Sono tanti, ma sicuramente Cuore è quello che mi ha colpito di più.

Che cosa ti ha colpito di quel testo?

La descrizione di un altro mondo, di una Torino così strana, cupa…

E le letture dell’adolescenza?

Ho letto tantissimo i classici: Dostoevskij e Tolstoj in particolare. Ma ricordo anche che a quattordici anni mi affascinò moltissimo Il demone meschino di Sologub.

Avevi un luogo o un momento particolare per leggere?

Leggevo soprattutto sulla corriera che dal mio paese mi portava a scuola, il viaggio era piuttosto lungo così avevo tanto tempo da dedicare alla lettura.

C’è un libro o uno scrittore che ti riporta alla memoria quei lunghi spostamenti verso la scuola?

Niente e così sia di Oriana Fallaci e lo scrittore Buttafava

Con il passare degli anni quali tipi di letture ti hanno appassionato?

Soprattutto la poesia. Ero molto interessato a Ginsberg e a tutta la beat generation americana.

Ricordi un libro che in quel periodo ti ha deluso?

Sulla strada di Kerouac. Fatto molto strano perché tanto mi sono piaciute le poesie quanto mi ha deluso il romanzo

E oggi cosa leggi?

In particolare i tanti libri del mio maestro spirituale Osho. Per me è stata una vera e propria ispirazione che mi ha aperto le porte di un nuovo mondo e mi ha aiutato moltissimo. Da Il libro dei segreti al Il libro arancione

In questo momento hai dei libri sul comodino?

Le vie dei canti di Chatwin, sono proprio alle prime pagine, e poi E l’uomo incontrò il cane di Lorenz. In realtà sto temporeggiando però sono i libri che in questo momento si trovano sul mio comodino, pronti per essere letti!

Tra gli scrittori italiani c’è qualcuno che suggeriresti di leggere?

Non leggo molto gli autori italiani, ma tra quelli che più apprezzo citerei Italo Calvino, alcuni libri di Dacia Maraini e poi Pasolini.

Come scegli i libri?

Non c’è un metodo. O per passaparola o per consigli di amici: Chatwin me lo ha consigliato un’amica, la cantante Alice.

Un libro che hai intenzione di leggerei?

Alla ricerca del tempo perduto di Proust. In realtà sono un po’ spaventato dell’impresa perché si tratta di ben sette libri… dovrò avere molto tempo, anzi molta ricerca del tempo!

Ti è mai capitato di rileggere dei libri?

No. In passato mi è successo solo con un libro, Il piacere di D'Annunzio. Ricordo che mi folgorò la descrizione, all’inizio del libro, con l’immagine della luce che colpiva le tende delle finestre…

Il titolo di un libro di poesia che secondo te non dovrebbe mai mancare in una biblioteca?

Il profeta di Gibran. Forse non si tratta di poesia in senso stretto, ma per me lo è: è un’opera incredibile, un’intuizione meravigliosa della vita. È un libro che renderei obbligatorio a scuola. Peccato che Gibran nei testi successivi non sia riuscito a mantenere lo stesso livello di intuizione e proprio per questo mi viene il dubbio che quello fosse un libro illuminato, dettato dal cielo.
Mi piace moltissimo anche Leopardi. Forse la sua lettura oggi può sembrare un po’ fuori tempo, ma anche solo il ritmo e il suono delle parole nei Canti è bellissimo.
Essendo cantante sono molto sensibile all’elemento musicale delle parole.

Quale poesia potrebbe ispirare una canzone?

Tutte le canzoni della beat generation. Molte sono state scritte pensando a canzoni, per esempio Ginsberg ha scritto poesie che potevano essere adattate a dei blues. Penso che il cantautore sia il poeta dei nostri giorni.

Ultimamente ti è capitato di essere tentato di comprare un libro e poi di cambiare idea?

Sì, con Il codice Da Vinci… mi sono reso conto che si tratta di un bluff editoriale. Sono abbastanza attento agli inganni. Consiglio a tutti di stare sempre molto attenti alla qualità della lettura.

Di Piera Passalacqua


25 marzo 2004