SCRIVERE LA REALTA'

Tilde Giani Gallino
Quando ho imparato ad andare in bicicletta
Memoria autobiografica e identità del Sé

“La memoria autobiografica, presente già nell’infanzia, appare fondamentale nella costruzione del Sé e della propria identità, lungo tutta la durata dell’esistenza.”

Perché un’esperienza “banale” come quella di imparare ad andare in bicicletta, si trasforma in un rito così importante da meritare un saggio di analisi interamente incentrato proprio su questo momento della vita? Basta forse riandare col pensiero alla nostra personale esperienza di “ciclisti” finalmente autonomi, senza rotelle e senza il braccio di mamma e papà a sorreggerci, per capire quanto questo momento sia stato una cruciale circostanza di crescita personale, una iniziazione alla vita autonoma, un attimo di vera libertà. Si tratta di una esperienza che racchiude in sé vari aspetti di interesse che vanno dalla coscienza delle proprie capacità reali di autonomia, con una certa dose di giusta autostima, alla consapevolezza delle difficoltà da affrontare e superare, alla certezza che si tratti di un passaggio, di una capacità ormai acquisita, incontrovertibile. Al tempo stesso, proprio per questo valore insito nell’esperienza, si tratta di uno di quei tasselli di crescita che rimangono nella memoria di ciascuno di noi, o meglio, nello specifico nella nostra “memoria autobiografica”. Dunque, volendo analizzare proprio i meccanismi e il funzionamento della memoria autobiografica questa chiave di lettura può essere interessante, addirittura centrale, così come un posto centrale è stato dato a questa parte del saggio nel volume di Tilde Giani Gallino.
“Molto studiate oggi da psicologi cognitivisti e da biologi sono le emozioni e la loro associazione con i ricordi”. La parte iniziale del volume affronta proprio queste tematiche in modo dettagliato e preciso, con una panoramica degli ultimi studi in materia. Seguono diversi capitoli che presentano ricerche su campioni di varia età in riferimento alla memoria autobiografica (e ai suoi aspetti visivi e spaziali) e in relazione ai vari stadi della crescita della persona. Particolarmente interessanti non solo i risultati di queste indagini ma anche le modalità scientifiche della ricerca e dell’analisi. Sono espressi ricordi relativi agli affetti, ai luoghi e le emozioni, rappresentati anche attraverso il disegno. Chiude il volume un’altra interessante tematica: il “ricordo del ricordo”, cioè quello che viene ricordato delle memorie personali trasmesse dai genitori e dai nonni, un altro elemento che contribuisce a creare la personalità nel suo insieme, legandola alle radici del passato per proiettarla verso il futuro.

Quando ho imparato ad andare in bicicletta. Memoria autobiografica e identità del Sé di Tilde Giani Gallino
VI-236 pag., Euro 18,50 – Edizioni Cortina Raffaello, 2004 (Psicologia n. 46)
ISBN: 88-7078-871-7

Le prime righe

Capitolo 1

MEMORIA AUTOBIOGRAFICA
E PSICOLOGIA DELL’ARCO DELLA VITA

PREMESSA

Negli ultimi decenni gli studi sulla memoria hanno assunto un posto di primo piano, nell’ambito della psicologia cognitiva e della ricerca nelle neuroscienze. Si parla di memoria esplicita o dichiarativa, e di memoria implicita (senza consapevolezza) o non dichiarativa; di sistemi mnestici multipli: memoria semantica, procedurale ed episodica, e del sottosistema di quest’ultima, la memoria autobiografica (Tulving, 1972, 1983, 1985a; Schacter, 1996, 2000). Il funzionamento della memoria così come i suoi deficit vengono studiati oggi soprattutto nei laboratori, con varie modalità sperimentali, su soggetti volontari sani, sulle cavie, e come è ovvio, nella pratica clinica e nel corso della cura, sui pazienti con disturbi di memoria. Ma la ricerca viene effettuata anche in ambiente naturale con indagini ecologiche.
I ricercatori si interrogano sull’affidabilità della memoria, e compiono ricerche sul modo in cui i ricordi vengono codificati nelle reti cerebrali, sul loro immagazzinamento, e sulle strategie di recupero per essere utilizzati nella memoria di lavoro (Baddeley). Negli esperimenti di laboratorio si controllano innumerevoli ipotesi.

© 2004 Raffaello Cortina Editore


L'autore

Tilde Giani Gallino è professore ordinario di Psicologia dello sviluppo presso l’Università di Torino. Tra le sue numerose opere, alcune delle quali tradotte all’estero: Il complesso di Laio, La ferita e il re, A, come Abuso, Anoressia, Attaccamento..., Famiglie 2000.


Di Giulia Mozzzato


26 marzo 2004