SCRIVERE DI TUTTI I COLORI

Jim Crace
Una storia naturale dell'amore

“Questi due zoologi morti sulla costa, forse, sono fuori del tempo, ma la memoria può salvarli dalle dune e, procedendo a ritroso, può riportarli di nuovo nei letti in cui si erano svegliati, ancora sicuri e padroni nelle loro stanze.”

Storie d’amore e di morte sono tra quelle più amate e narrate dalla letteratura di tutti i tempi. Cimentarsi con queste tematiche e costruire un romanzo che risulti originale sembrerebbe impresa impossibile, invece è ciò che ha fatto con successo Jim Crace nella sua Storia naturale dell’amore.
In un articolo dedicato a questo romanzo e scritto per Tuttolibri da Masolino d’Amico, il critico esordisce con questa frase: “Se si traducono tanti narratori di lingua inglese (americana, canadese, angloindiana, ecc.), il motivo è l’altissima qualità media del mestiere di costoro”. Come non condividere? Jim Crace aveva già positivamente colpito con i precedenti Il diavolo nel deserto e La dispensa del diavolo, entrambi carichi di una energia anche ambigua, indecifrabile, di quel “lato oscuro” indefinibile che nelle opere di questo autore inglese si mescola con una quotidianità dall’apparenza banale. Ancora una volta la sua chiave di lettura della realtà è questa. Sin dalle prime pagine il lettore rimane frastornato da una descrizione minuziosa del momento in cui Celice e Joseph, due zoologi cinquantenni e da tanto tempo innamorati, stanno morendo, ne racconta ogni sensazione, ogni movimento, ferma l’attimo in cui la morte sopraggiunge definitivamente dopo interminabili secondi di silenzio. Strano modo (ma geniale) di iniziare il racconto di un amore: lascia il lettore con il fiato sospeso a domandarsi chi saranno stati veramente questi due protagonisti, che vita avranno fatto e, soprattutto, perché e come potranno essere morti di morte violenta fra le dune saline di Baritone Bay, dove era sbocciato il loro amore tanti anni prima. E in un continuo crescendo di tono e di sentimenti, l’autore ricostruisce parallelamente la vita affettiva profonda della coppia e la vicenda che li ha portati verso una fine drammatica. Un romanzo non facile, dove la morte non nasconde la sua realtà di annientamento totale, riscattabile esclusivamente con l’amore e con l’armonica unione con la natura.

Una storia naturale dell'amore di Jim Crace
Titolo originale: Being Dead
Traduzione di Laura Noulian
221 pag., Euro 14,00 – Edizioni Guanda (Narratori della Fenice)
ISBN: 88-8246-233-1

Le prime righe

1

In memoria dei tempi passati, quel martedì pomeriggio i due zoologi avevano preso l’auto e lasciato la città per visitare un’ultima volta le gorgheggianti dune saline di Baritone Bay. E per placare uno spettro. Non ne tornarono vivi. Poco mancò che non ne tornassero neanche cadaveri. Avevano solo intenzione di fare una breve, romantica passeggiata lungo la costa dove si erano conosciuti da studenti, quasi trent’anni prima. L’amore lo avevano fatto per la prima volta proprio fra quelle dune. E forse lo avrebbero fatto anche quel giorno, se « la Morte, armata di un pezzo di granito, non si fosse imbattuta nei loro baci», come poi scrissero i giornali.
Di tutte, erano la coppia più improbabile, quei due amanti trovati morti sulla costa, con le braccia e le gambe aperte. Joseph e Celice. Entrambi erano stati professori. Lui era il direttore del Tidal Institute, presso il quale era famoso per la freddezza dei modi, non meno che per la sua intelligenza. Lei era assistente all’università, con un contratto part-time. Quasi mai qualche loro collega aveva avuto occasione di vederli insieme, o era andato a trovarli a casa, o, men che meno, aveva assistito a qualche scambio di effusioni fra i due. Che cosa inaspettata, dunque, che proprio loro, fra tutte le coppie, venissero rinvenuti così, mezzi nudi, con i crani sfondati, inverosimili vittime di inverosimili passioni. Chi avrebbe mai potuto immaginare che due persone così poco avvenenti, così cariche di anni e di cultura, potessero incorrere nel sesso e nella morte violenta all’aria aperta?
Pagarono cara la loro nostalgia.

© 2004 Editore Ugo Guanda


L'autore

Jim Crace è nato nel 1946 e vive a Birmingham. Ha collaborato al «Sunday Times» e al «Daily Magazine». Continent, il suo primo romanzo, è uscito in Inghilterra nel 1986. In Italia ha pubblicato Il diavolo nel deserto, finalista al Booker Prize 1997, e La dispensa del diavolo.


Di Giulia Mozzato


19 marzo 2004