SCRIVERE DI TUTTI I COLORI

Dominique Lapierre, Larry Collins
New York brucia?

“Manhattan ha circa cinquantamila residenti per chilometro quadrato, ma durante il giorno, con l’afflusso di lavoratori e turisti dall’esterno, la cifra con tutta probabilità si decuplica. La prospettiva è quindi che un milione di persone venga cancellato dalla faccia della terra.”

Ci sono solo quattro giorni per risolvere la crisi più grave che gli Stati Uniti abbiano mai dovuto affrontare nella loro storia, quattro giorni per impedire che venga fatto esplodere in piena New York un ordigno nucleare, quattro giorni per convincere Sharon a ritirare tutti gli insediamenti dai territori occupati: con ritmo incalzante e con un crescendo di tensione il romanzo scritto a quattro mani da Lapierre e Collins ci getta, con terribile premonizione, nel clima di angoscia e paura che ormai si sta diffondendo in tutto l’Occidente, soprattutto dopo il terribile attentato di Madrid.
Come avviene nei romanzi storici, personaggi reali e figure immaginarie intrecciano il loro agire. Negli Stati Uniti e nei Paesi Arabi, in Europa e in Pakistan, capi di Stato, terroristi islamici e semplici investigatori sono attori di una tragedia annunciata che solo un coraggio senza limiti e un’intelligenza acutissima possono cercare di evitare. Ma alla vicenda fantapolitica (ma l’elemento fantastico appare sempre più vicino alla realtà) il libro aggiunge anche una conoscenza profonda dei movimenti fondamentalisti, delle varie trame internazionali e dei rapporti tra le numerose organizzazioni terroristiche. A ciò si aggiunge anche l’analisi dell’amministrazione Bush, dei rapporti interpersonali al suo interno e dei problemi esistenti tra i diversi paesi occidentali, compresi gli Usa, con lo Stato d’Israele e la sua politica aggressiva. Ma la maggiore ambiguità la si ritrova in Pakistan: alleato degli Stati Uniti e focolaio del terrorismo internazionale, protettore di Bin Laden e disponibile a cedere alle richieste di Bush…
La cosa più interessante, oltre all’ottima costruzione del thriller, è la capacità che degli scrittori hanno di leggere e interpretare la realtà, purtroppo anche anticipando (per fortuna amplificandoli) eventi drammaticamente reali.

New York brucia? di Dominique Lapierre, Larry Collins
Titolo originale: New York, brûle-t-il?
Traduzione di Laura Serra
296 pag., Euro 18,60 – Edizioni Mondadori (Omnibus)
ISBN: 88-04-52750-1

Le prime righe

1

Con le tendine tirate, la Cadillac nera filava nella notte senza luna sulla pista che collegava Damasco a Bagdad, le antiche città dei califfi. Proprietà personale del dittatore iracheno Saddam Hussein, la limousine era dotata di dispositivi elettronici che avrebbero ingannato il radar di qualunque caccia americano avesse tentato di intercettarla lungo i settecento chilometri dell’itinerario.
Quando raggiunse la periferia della capitale irachena, si fermò davanti alla porta di un primo palazzo presidenziale. Ma non era quella la meta finale dell’unico passeggero. Due guardie lo fecero salire su un’altra macchina, l’autista si diresse subito verso un’altra residenza in cui attendeva un’altra Cadillac, e la manovra si ripeté una terza volta. Come la prima auto, anche le altre due avevano le tendine tirate.
Nei giorni convulsi che precedevano l’invasione americana dell’Iraq, gli ospiti del rais non dovevano capire in quale dei suoi numerosi palazzi fossero stati ammessi. Per rafforzare ulteriormente le precauzioni, Saddam riceveva solo di notte.

© 2004 Edizioni Arnoldo Mondadori


Gli autori

Larry Collins, americano, nel 1954 si stabilisce in Europa per l’agenzia di stampa United Press International. Con Dominique Lapierre firma alcuni dei più grandi successi letterari degli ultimi quarant’anni. Il best seller Fortitude viene adattato per la televisione e guardato da cinquanta milioni di telespettatori in tutto il mondo. L’autore è sposato e ha due figli.

Dominique Lapierre, figlio di un diplomatico, pubblica a diciassette anni il suo primo best seller: Un dollaro mille chilometri. Nel 1954 entra come inviato a “Paris Match”. Nel 1981 fonda l’associazione “Action pour les enfants des lépreux de Calcutta”, che strappa novemila bambini allo squallore delle bidonville e contribuisce a far guarire oltre un milione di tubercolotici. La città della gioia vende nove milioni di copie ed è portata sul grande schermo da Roland Joffè. L’autore è sposato e ha una figlia, Alexandra, scrittrice. Nel Café Letterario di libriAlice.it sono disponibili due interviste, una del Luglio 1998 e l’altra dell’Ottobre 2001.


Di Grazia Casagrande


19 marzo 2004