LA SCRITTURA SAGGISTICA

Mauro Grimaldi
La Nazionale del duce

“La figura di Mussolini fu oggetto di una particolare attenzione da parte dei responsabili della propaganda, dando vita ad un vero e proprio culto della persona, che divenne titolare di una iconografia esclusiva e soffocante, presente in ogni attività quotidiana, dalla quale la società italiana non riusciva ad affrancarsi.”

A partire dagli anni Trenta, quando il regime fascista si trovò a organizzare un consenso di massa, cominciò ad acquisire sempre più importanza l’attività sportiva nell’ottica di disciplinare ai voleri del regime anche il tempo libero degli italiani e sfruttare gli eventuali successi internazionali per ragioni di prestigio. In quell’epoca un po’ in tutto l’occidente il calcio era ormai lo sport più popolare, tanto che si era giunti all’organizzazione di un campionato del mondo in Uruguay nel 1930. I vertici del regime fascista riuscirono a ottenere l’organizzazione del campionato del mondo successivo grazie ai forti investimenti nell’impiantistica sportiva e alla forza della nostra nazionale di calcio che, guidata da Vittorio Pozzo, si trovava ai vertici internazionali. L’opera ripercorre in maniera avvincente non solo i successi del ‘34 (e il bis nel campionato del mondo nel ‘38), ma anche la politica sportiva del regime e le sue ripercussioni sulla politica estera. Infatti se il torneo organizzato in Italia venne in un momento di relativo prestigio del fascismo e in un contesto di buone relazioni fra l’Italia e gli altri stati europei, nel ‘38 la grande vittoria in terra francese maturò in una situazione di gravissima tensione, con il Paese ormai irrimediabilmente alleato con la Germania nazista.

La Nazionale del Duce. Fatti, aneddoti di Mauro Grimaldi
Pagine 192, 15,00 euro – Edizioni Società Stampa Sportiva
ISBN: 88-8313-082-0

Questa recensione sarà pubblicata sul numero della rivista “Millenovecento” in uscita il prossimo 15 marzo

Le prime righe

LA SOCIETÀ FASCISTA
NEGLI ANNI DEL CONSENSO

1.1 – La macchina della propaganda fascista e la strumentalizzazione dello sport

L’idea di organizzare un evento di grande impatto mediatico, in grado di produrre i propri effetti anche al di fuori dei confini nazionali, si sviluppò nel quinquennio compreso tra il 1929 ed il 1934, nel periodo di maggiore consenso del fascismo. Un primo radicale cambiamento sulle strategie mirate al mantenimento del consenso interno si ebbe attorno alla metà degli anni venti, periodo in cui il regime iniziò a sostituire i vecchi metodi, basati sulla violenza squadrista con un uso mirato della propaganda, strumento questo, che ben presto, si dimostrò estremamente efficace. Già nel 1924, attraverso un uso strumentale della radio – perfezionata nel tempo e posta sotto un totale controllo del regime attraverso l’EIAR – il fascismo riuscì a “colonizzare” i paesi più sperduti, assorbendo a sé enormi strati della popolazione. La figura di Mussolini fu oggetto di una particolare attenzione da parte dei responsabili della propaganda, dando vita ad un vero e proprio culto della persona, che divenne titolare di una iconografia esclusiva e soffocante, presente in ogni attività quotidiana, dalla quale la società italiana non riusciva ad affrancarsi.

© 2004 Società Stampa Sportiva


L'autore

Mauro Grimaldi è nato a Roma il 17 agosto 1957. Laureato in giurisprudenza, è giornalista pubblicista. Ha ricoperto numerosi incarichi presso la federazione italiana gioco calcio. Dal 1998 al 2000 è stato nominato dal CONI responsabile dell'ufficio concorsi pronostici e scommesse sportive.
Attualmente riveste la qualifica di direttore generale di una società che fornisce servizi a numerose agenzie di scommesse ippiche e sportive. È autore di altre pubblicazioni fra cui Storia del calcio italiano nel movimento sportivo europeo.


Di Boris Secciani


12 marzo 2004