Le più belle lettere d'amore

"Nati sotto cieli diversi, non abbiamo né gli stessi pensieri né lo stesso linguaggio - abbiamo, forse, cuori che si somigliano?"

"Caro piccolo essere": inizia così la lettera che Simone de Beauvoir scrive al compagno Jean Paul Sartre nel luglio del 1938. Per punti come in un promemoria o in un briefing aziendale lo mette al corrente, nell'ordine: di amarlo teneramente e di attendere con trepidazione il suo imminente arrivo; di gradire molto le lettere lunghe e piene di notiziole piacevoli che lui le scrive; infine... di essere andata a letto con un amico comune: "una cosa estremamente gradevole, che non mi aspettavo affatto quando sono partita". Firmato: il tuo Castoro.
Questa bellissima e spiazzante missiva è solo una delle tante presentate e commentate in questo volume. Raccolte in otto sezioni (Invito, Dichiarazione, Adulazione, Tentazione e frustrazione, Consumazione, Rifiuto, Desolazione, Celebrazione), sono state scritte in epoche diverse da donne illustri e da sconosciute: scrittrici, poetesse, regine, principesse, compagne di personaggi celebri ma anche prigioniere politiche e mogli di minatori aprono il loro cuore con riferimenti allusivi o con inviti espliciti. Alcuni nomi? Accanto a Simone de Beauvoir si trovano Anna Bolena, Charlotte Brönte, Colette, Emily Dickinson, Elisabetta I, Eloisa, Katherine Mansfield, George Sand, Virginia Woolf, le "nostre" Matilde Serao e Gaspara Stampa, le amanti e le mogli di Goethe, Schumann, Liszt, Constable, Yeats, Lord Byron, Walter Scott.
Ma se a scrivere sono solo donne, i destinatari non sono solo uomini: sono in parecchie - dalla Dickinson alla Woolf - a testimoniare l'amore saffico, ai nostri giorni argomento assolutamente tabù.
Un libro da leggere tutto d'un fiato o da percorrere a zig zag, per ribadire - se ce n'è bisogno - che l'amore è davvero un universo sfaccettato, rassicurante o imprevedibile, con tante e nessuna regola, lontano anni luce dalla trasgressione convenzionale di tanto cinema di serie C e dall'offerta di nudità femminili "un tanto al chilo" propinata ogni giorno dalla TV.

Le più belle lettere d'amore raccolte da Jill Dawson
223 pag., Euro 11.80 - Edizioni La Tartaruga (Saggistica)
ISBN 88-7738-402-6

Una lettera

«Buona notte! Buona notte, a domani; tutto è silenzioso, ciascuno dorme nella propria casa, ciascuno sogna ciò che ha desiderato; io sola veglio con te. Non un suono per le strade. Vorrei essere persuasa che in questo momento non un'anima pensa a te, non un cuore batte per te; che solo io, nel vasto universo, sono seduta ai tuoi piedi, col cuore ansioso e palpitante, e che, mentre tutto dorme, solo io veglio, stringendo le tue ginocchia contro il mio seno. E tu.? Ma il mondo non ha bisogno di sapere che mi ami.»

Bettina Brentano a Goethe

Le prime righe

Introduzione

«Immagino che questa sia una specie di lettera d'amore. Strano che ti scriva una lettera d'amore dopo tutti questi anni...» scrisse, un po' sorpresa, Vita Sackville-West a Violet Trefusis nel 1950, trent'anni dopo la fine della loro relazione amorosa. Qual è la qualità che fa diventare una normale lettera una lettera d'amore? Mary Wordsworth, scrivendo al marito William nel 1812, non ha dubbi: una lettera d'amore, dice, non è altro che «il respiro del tuo cuore più segreto sulla carta».
Certo, tranne poche eccezioni, questo «respiro del cuore più segreto» era rivolto agli occhi (o alle orecchie) dell'amato. La scrittrice francese George Sand pregava con veemenza l'amante, Alfred de Musset, di custodire le sue lettere al sicuro, chiuse a chiave in un cofanetto. Ammoniva che «la morte può sorprenderci in qualsiasi momento, e non sappiamo quali mani saccheggeranno i nostri cassetti appena chiudiamo gli occhi». La maggior parte delle scrittrici sue contemporanee, comprensibilmente, condivideva il desiderio che i cassetti rimanessero chiusi, talché il grosso della presente raccolta è costituito da lettere scoperte o pubblicate dopo la morte delle loro autrici. (Nel caso della Sand, probabilmente le proteste erano false. Poco dopo la sua storia con de Musset, la scrittrice pubblicò un romanzo pieno di rivelazioni intime. Anche de Musset attinse dal loro amore tutto ciò che meritava di essere inserito nei suoi scritti, ed entrambi concordarono di pubblicare le loro lettere d'amore ancora in vita, con gran diletto di uno scandalizzato pubblico.)

© 2000, 2003 La Tartaruga edizioni


La curatrice

Jill Dawson ha pubblicato due romanzi e una raccolta di poesie. Scrive anche per il cinema e vive a Londra.


Di Paola Di Giampaolo


12 febbraio 2004