LA SCRITTURA SAGGISTICA

Amartya Sen
La democrazia degli altri
Perché la libertà non è un’invenzione dell’Occidente

“Tale indebita appropriazione deriva da un lato da una grave disattenzione per la storia intellettuale delle società non occidentali e, dall’altro, dal difetto concettuale di considerare la democrazia sostanzialmente in termini di voti ed elezioni, anziché secondo la più ampia prospettiva della discussione pubblica.”

Un premio Nobel per l’economia affronta il dibattito che il difficile dopoguerra (ma è corretto parlare di un “dopo” quando quotidianamente leggiamo di sparatorie e uccisioni?) iracheno ha messo in luce: è possibile e legittimo pensare di “esportare” la democrazia? questa è solo la forma che l’Occidente conosce? esistono in altre culture e in altre civiltà democrazie che noi occidentali ignoriamo? Colpevoli spesso di una sorta di imperialismo culturale finiamo col considerare solo frutto dei sistemi politici europei, frutto delle idee diffusesi con la rivoluzione francese, pronipote del pensiero greco classico, quella che consideriamo la miglior forma di gestione del potere: la democrazia.
Sen però attraverso una serie di esempi, circostanziati e inequivocabili, dimostra come il pensiero democratico sia patrimonio dell’umanità intera e come venisse praticato in parti del mondo a noi lontanissime, anche laddove oggi si sono instaurati regimi totalitari.
Il volume contiene due saggi: “Le radici globali della democrazia” e “La democrazia come valore universale”. Nel primo si spazia dall’Africa all’Asia e vengono presentate in particolare esperienze indiane, cinesi e giapponesi; nel secondo saggio invece il taglio è da una parte più economico dall’altro più teorico. Sono proprio le diversità di definizione del concetto di democrazia che indicano quanto l’arroganza occidentale si scontri con un’analisi storica più approfondita e come l’idea di una brutale “esportazione” si scontri con culture, mentalità e storie che hanno avuto una autonoma evoluzione.

La democrazia degli altri. Perché la libertà non è un’invenzione dell’Occidente di Amartya Sen
Traduzione di Aldo Piccato
88 pag., Euro 10,00 – Editore Mondadori (Saggi)
ISBN: 88-04-52995-4

Le prime righe

Democrazia e discussione pubblica

Non c’è alcuna ragione di stupirsi che in Iraq le prospettive immediate di democrazia, che dovrebbe essere introdotta dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti, siano considerate con sempre maggiore scetticismo. Le evidenti ambiguità negli obiettivi dell’occupazione e la mancanza di chiarezza sul processo di democratizzazione rendono questi dubbi inevitabili. Sarebbe però un grave errore trasformare queste incertezze sulle prospettive immediate di un Iraq democratico in una generale sfiducia sulla possibilità, anzi sulla stessa necessità, di esportare la democrazia in Iraq, o in qualsiasi altro paese che ne sia ancora privo. E non c’è nemmeno alcuna ragione per essere restii a fornire un sostegno globale alla lotta per la democrazia in tutto il mondo, che rappresenta la più grande sfida dei nostri tempi.

© 2004 Edizioni Mondadori


L'autore

Amartya Sen (Santiniketan, Bengala, 1933) ha insegnato a Calcutta, Cambridge, Delhi, alla London School of Economics, Oxford e Harvard. Premio Nobel per l’economia nel 1998, nello stesso anno è divenuto rettore del Trinity College a Cambridge. Tra le sue opere ricordiamo: Poverty and Famines, Utilitarismo e oltre (con Bemard Williams), Scelta, benessere, equità, Etica ed economia, Risorse, valori e sviluppo, Il tenore di vita, La diseguaglianza, La libertà individuale come impegno sociale, Lo sviluppo è libertà, Globalizzazione e libertà.


Di Grazia Casagrande


12 marzo 2004