DONNE DONNE DONNE

Carlo Cavaglià
Donne e politica

“Le donne sono già oggi protagoniste autorevoli, mature e responsabili dello sviluppo sociale, ma non altrettanto della rappresentanza politica: hanno tutti i requisiti umani e politici per conquistare la prima linea, ma un meccanismo infernale continua a ricacciarle all’indietro.” (Clara Sereni)

Quante sono le donne che hanno un ruolo importante in politica? Quante quelle che si impegnano attivamente? In che percentuale sono presenti nelle liste elettorali? Su quante i maggiori partiti italiani puntano per posizioni di rilievo? La risposta a tutti questi quesiti è semplice: poche, troppo poche. Si è infatti sentita l’esigenza di regolamentare per legge (sono ben pochi i partiti lo hanno fatto spontaneamente) la presenza femminile nelle liste elettorali per evitare che il nostro parlamento abbia un numero davvero irrisorio, inferiore a quello di molti paesi arabi, di rappresentanti femminili. Per questi motivi è da accogliere con interesse il volume Donne e politica, pubblicato dalle edizioni Luciana Tufani, in cui sono raccolte numerose testimonianze di interlocutrici, tra loro molto diverse, a cui sono state poste uguali domande. Ecco i temi su cui le varie intervistate rispondono: “quali sono le condizioni affinché la donna possa avere accesso nella vita pubblica con pari opportunità dell’uomo?”; “maturità e responsabilità femminili significano anche coscienza degli sviluppi storici delle lotte femministe”; “esiste un pericolo da evitare nell’apertura al sociale delle donne, quello che esse indossino panni maschili e ripetano gli stessi errori che hanno contrassegnato e contrassegnano il maschilismo”; “la nuova maturità femminile deve far fronte a un duplice impegno: individuale e collettivo. La realtà non si muta automaticamente. È necessario costruire una diversa identità”; infine “maschile e femminile non devono essere alternative opposte e nemiche. Un futuro più giusto e più equo dovrà essere conquistato da un’alleanza e soprattutto da una collaborazione tra uomini e donne, animati da una seria volontà di cambiamento”. Le risposte non sono tutte uniformi tra loro, talvolta anche dissonanti, eppure, pur con toni e asprezze diverse, l’elemento che accomuna queste donne è la sensazione di un cambiamento in atto, di un cammino intrapreso, difficile e con cadute, ma irreversibile e storicamente dato. Certamente troppi privilegi/pregiudizi pesano ancora, certamente la crisi economica tende a espellere dal mondo del lavoro prioritariamente le donne, e con altrettanta certezza si può dire che le pari opportunità non siano una realtà effettiva, eppure la coscienza di una battaglia collettiva non è mai venuta meno. Dice Clara Sereni: “se si è sole, prima o poi si è obbligate a fare il maschio”; e Ida Dominijanni: “a me pare che tra le più giovani sia passato il messaggio essenziale del femminismo della differenza: che si vive meglio, in questo mondo, quando si fa riferimento alle altre donne piuttosto che alla misura fallica dell’esistenza”; e Gazzella Mascia: “l’esperienza concreta ha dimostrato quanto le critiche delle donne, a partire da sé, fossero occasioni straordinarie per mettere in discussione l’intera società, e quanto dalle conquiste femminili potessero trarre vantaggio uomini e donne”. Queste riportate qui sopra, e molte altre presenti nei vari interventi, sono affermazioni su cui è importante riflettere tutti, uomini e donne, se si spera in un mondo che non sia necessariamente regolato dai rapporti di forza, dalla prevaricazione e dalla più sfrenata competitività.

Donne e politica di Carlo Cavaglià
98 pag., Euro 11,00 - Editore Luciana Tufani (Critica n. 10)
ISBN: 88-86780-45-1

Le prime righe

Donne e società

Nella società di oggi il posto e il ruolo della donna nella politica, e non solo nella politica, sono ancora limitati, salvo rare eccezioni. È difficile superare una storia millenaria che ha visto le donne in una posizione di subordinazione. Quali sono le condizioni affinché la donna possa avere accesso nella vita pubblica con pari opportunità dell’uomo? Tale accesso deve però obbedire a rinnovati requisiti umani e culturali che consentano alla donna di poter divenire autorevolmente protagonista matura e responsabile.

Lia Cigarini. Non penso che il posto delle donne nella società italiana sia limitato. Negli studi è noto che le donne hanno sorpassato gli uomini. Nel lavoro, soprattutto nel terziario (che d’altra parte è quello che assorbe manodopera), gli incrementi di occupazione di questi ultimi anni sono solo femminili. Impressionanti in questo senso sono i dati di Milano e della Lombardia. La componente femminile è, quindi, la più dinamica: guadagna titoli di studio e posti di lavoro. Inoltre, c’è da aggiungere che le donne decidono circa la riproduzione della specie. Quindi, in questo momento di calo demografico, le loro scelte hanno un peso sociale molto forte e cambiano in profondità il Paese (l’Italia era il Paese delle madri, ora è quello delle donne in movimento).

© 2003 Edizioni Luciana Tufani


L'autore

Carlo Cavaglià, nato a Torino, si è laureato in filosofia con una tesi sui problemi del rapporto filosofia-scienza. Dopo essere stato assistente di Nicola Abbagnano (titolare della cattedra di Storia della filosofia nell’Università di Torino e caposcuola dell’esistenzialismo italiano), ha lavorato nell’editoria privata e pubblica. Poi si è dedicato al giornalismo culturale, quello della carta stampata e quello televisivo.
Dal ‘69 vive a Roma, dove ha svolto la propria attività alla RAI, prima al Telegiornale unificato e in seguito al TG2, curando programmi, dibattiti, servizi speciali e rubriche, tra cui Ne stiamo parlando, Pro e contro, Dai nostri studi, Amico libro, I libri. Ha pubblicato Vogliamo vivere, un libro anticipatore della contestazione del ‘68, Fuoripagina. Percorsi nella cultura del ‘900 e La Sinistra si interroga. Testimonianze di intellettuali e politici.
È stato caporedatore della Redazione cultura del TG2 e vicedirettore del mensile «Tempo Presente». Collabora alle riviste «Leggere Donna» e «Il buddio».


Di Grazia Casagrande


5 marzo 2004